La lista dei personaggi italiani spiati da Paragon si allarga. Secondo quanto appreso da IrpiMedia e La Stampa, anche l’imprenditore, editore e finanziere romano Francesco Gaetano Caltagirone è stato vittima del software-spia Graphite, sviluppato appunto dalla società israeliana Paragon Solutions e utilizzato da governi e forze di polizia di diversi Paesi, tra cui l’Italia.
Non è dato sapere, si legge nell’edizione di giovedì 9 ottobre de La Stampa, chi abbia provato a spiare Caltagirone – tra i protagonisti delle operazioni che stanno ridisegnando l’assetto finanziario del Paese, azionista di Generali, Mps e Mediobanca – ma la notifica comparsa sul suo telefono insieme ad almeno altre sette persone nel Paese è inequivocabile.
L’imprenditore sarebbe comunque stato informato da Whatsapp lo stesso giorno (il 6 febbraio) in cui sono stati avvisati anche il giornalista Francesco Cancellato, direttore di Fanpage, e ai due fondatori della ong Mediterranea, Luca Casarini e Giuseppe 'Beppe' Caccia.
Secondo quanto ricostruito dalle due testate, a dicembre del 2024 l’utenza telefonica in uso a Caltagirone sarebbe stata inserita in una chat Whatsapp, con contatti a lui noti e al cui interno era stato condiviso un file pdf. Poco dopo la chat è stata fatta sparire e, con essa, il pdf. Un mese dopo Whatsapp ha informato gli utenti coinvolti di aver individuato e corretto una vulnerabilità che avrebbe permesso di inserire uno spyware senza che fosse necessario cliccare su alcun link o allegato.
Secondo la ricostruzione di altre vittime e di Citizen Lab sarebbe questo il metodo con il quale Graphite è stato propagato tra i suoi bersagli. Il sistema non colpisce a caso, ma è programmato per installarsi esclusivamente sul telefono del bersaglio, lasciando indenni le altre persone nel gruppo il cui ruolo è quello di meri figuranti, per rendere la trappola più credibile.
Della vicenda di Paragon si è occupata anche il Copasir (il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) con un’indagine svolta nella primavera 2025 e che si è focalizzata sui casi al tempo noti. Secondo quanto ricostruito nel rapporto del comitato (reso poi pubblico) è stato possibile accertare che Caccia e Casarini sono stati effettivamente oggetto di attività di sorveglianza dei servizi, «finalizzata a prevenire la minaccia alla sicurezza nazionale da parte di individui sospettati di svolgere attività di favoreggiamento dell’ingresso di soggetti stranieri nel territorio nazionale». Cosa sia successo invece nel telefono di Cancellato non si è mai saputo e il governo ha sempre respinto ogni addebito a riguardo, arrivando a ipotizzare la pista di un servizio segreto estero. (riproduzione riservata)