Stringono i tempi per la valorizzazione dei diritti tv internazionali della Serie A. Il 4 settembre, come già rivelato a luglio da MF-Milano Finanza, sono attese le offerte definitive che i grandi fondi internazionali di private equity faranno pervenire sul tavolo dell’advisor Jp Morgan. Tra quelli che con molta probabilità, secondo Reuters, presenteranno un’offerta spiccano Carlyle, che corre in tandem con l’italiana Nextalia, la sgr di Francesco Canzonieri, e Bain Capital, così come dovrebbe essere della partita anche Oaktree (che controlla l’Inter).
Una presenza non di poco conto, questa del fondo americano che controlla il club nerazzurro. E che ha portato alcuni club di Serie A a sottolineare una sorta di inopportunità della situazione, invocando il conflitto di interessi. Oaktree è infatti contemporaneamente il proprietario dell’Inter e uno dei potenziali investitori nel veicolo destinato a gestire una parte fondamentale delle attività internazionali della stessa Lega Calcio Serie A alla quale partecipa il club nerazzurro. Ciò detto, è necessario attendere prima l’effettiva presentazione dell’offerta e poi capire le modalità tramite cui verrebbe strutturata l’operazione.
L’operazione comunque non riguarderebbe solamente i diritti televisivi. Nella nuova struttura dovrebbero infatti confluire anche le attività internazionali legate alle sponsorizzazioni e al betting, con l’obiettivo di creare un veicolo dedicato allo sviluppo commerciale della Serie A fuori dai confini italiani e di coinvolgere un partner finanziario capace di contribuire alla crescita di questi ricavi. Inoltre, come già rivelato da MF-Milano Finanza, il progetto prevede la costituzione di una newco dedicata ai diritti internazionali in cui far poi confluire il socio selezionato.
Il tutto, nell’ambito di un accordo di lungo periodo che potrebbe includere anche la condivisione dei ricavi futuri. L’ipotesi al vaglio prevede l’ingresso del private equity selezionato in minoranza, tra il 10 e il 20%. Sul fronte economico, secondo stime di mercato, la newco dovrebbe essere valutata non meno di 18 volte i ricavi che generano i diritti, cioè 250 milioni. Secondo quanto appreso alcuni fondi avrebbero presentato offerte con valutazioni che oscillano tra 15 e 17 volte. In sostanza, la valutazione del 100% della media company per i diritti internazionali potrebbe essere di almeno 4,5 miliardi.
L’obiettivo è raddoppiare nel giro di poco tempo le entrate della Lega guidata dall’ad Luigi De Siervo, spingendole anche oltre i 500 milioni, in scia a un modello che si è già visto in altri campionati europei, come in Spagna (valutati 14,3 volte i ricavi) e Francia, dove i fondi hanno investito nel business dei media rights.
La mossa avrebbe inoltre una sua valenza strategica sul fronte dei diritti tv internazionali: negli ultimi anni la vendita di questa tipologia di diritti ha incontrato diversi ostacoli, anche a causa della forte concorrenza di altri campionati e competizioni europee. Uno degli aspetti importanti è poi la clausola di opt-out, che consentirebbe di arrivare a un deal anche senza l’unanimità dei 20 club. Le squadre non aderenti non avrebbero quindi la liquidità immediata, riconosciuta invece a chi ha preso parte al progetto e si dividerebbe i ricavi diversamente, incaricandosi però anche dei vari costi previsti dalla legge. Una clausola importante che taglia eventuali tentativi di ostacolare il progetto. (riproduzione riservata)