Bp si sta facendo spazio nel mercato italiano delle rinnovabili attraverso la controllata Lightsource, che mette insieme circa 12 Gigawatt già sviluppati e un portafoglio progetti per altri 55 Gw in una ventina di Paesi. In Italia la società è arrivata al traguardo dei 2 Gigawatt di progetti fotovoltaici e di storage in fase di sviluppo e in questi giorni ha fatto un ulteriore passo avanti. La controllata di Bp infatti è stata ammessa, per una capacità complessiva di 145 Megawatt generata da impianti fotovoltaici utility-scale, nelle graduatorie pubblicate dal Gestore dei Servizi Energetici (Gse) al termine della procedura competitiva per l’ammissione al regime degli incentivi previsti dal Ferx Transitorio, il meccanismo di supporto per impianti a fonti rinnovabili con costi di generazione vicini alla competitività di mercato. I tre progetti ammessi sono tutti nel Sud Italia.
«L’aggiudicazione di tre progetti presentati alla prima asta Ferx consolida il percorso di crescita di Lightsource Bp in Italia», spiega Giovanni Mascari, a capo della Country Italy della società. «Questo traguardo conferma il nostro impegno a sostenere gli obiettivi di decarbonizzazione contribuendo al contempo alla salvaguardia della competitività industriale. In Italia c’è un’esigenza chiara: promuovere la produzione di energia rinnovabile, rendere il sistema più resiliente e contenere i costi dell’energia per imprese e famiglie».
La particolarità dei progetti aggiudicati è che sono stati sviluppati come sistemi agrivoltaici che integrano la produzione di energia rinnovabile con attività agricole per sostenere le produzioni locali. La convivenza tra rinnovabili e agricoltura è stata garantita con prati permanenti, pascolo ovino, colture tipiche e interventi mirati alla tutela della biodiversità, compreso l’inserimento di arnie e apicoltura e la proliferazione della fauna. In tutti i siti è prevista la continuità dell’attività agricola anche con nuove piantumazioni e l’installazione di arnie e fasce arboree con funzione di mitigazione paesaggistica. «I nostri progetti agrivoltaici generano valore per i territori, sostengono le attività agricole locali e forniscono un contributo concreto per la sicurezza energetica e la crescita industriale del Paese», commenta Mascari.
Secondo le stime riportate da Lightsource Bp, in Italia per raggiungere gli obiettivi del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (Pniec) di 80 Gigawatt di fotovoltaico installato entro il 2030 sarebbe sufficiente destinare appena lo 0,5% della superficie agricola nazionale, evitando i terreni di particolare valore come chiedono anche le associazioni di settore. La crescita dell’agrivoltaico in Italia, sottolinea però la società, necessita di un quadro normativo stabile e di lungo orizzonte, «altrimenti si corre il rischio di rallentare gli investimenti e compromettere progetti già avviati». «È importante tutelare gli investimenti esistenti e favorire regole chiare, coerenti e prevedibili, affinché l’agrivoltaico possa esprimere appieno il proprio potenziale come strumento di transizione energetica e sviluppo sostenibile».
C’è poi il capitolo delle batterie. Nelle province di Brindisi e Lecce in Puglia, per esempio, sono previsti quattro progetti di stoccaggio energetico Bess (Battery Energy Storage Systemì) con una potenza complessiva di 360 Megawatt e una capacità totale di 2.240 Mwh. (riproduzione riservata)