Il titolo Leonardo stona a Piazza Affari (-1,77% a 43,85 euro in chiusura) nonostante il rialzo del settore europeo della difesa (+0,5%) dopo che il piano di pace Usa in sette punti che la Casa Bianca avrebbe presentato all'Ucraina è stato respinto da Kiev, secondo il Telegraph, da qui l'annullamento dei colloqui a livello di ministri degli Esteri oggi, 23 aprile, a Londra.
Eppure, secondo il Financial Times, il presidente russo, Vladimir Putin, avrebbe suggerito di rinunciare alle rivendicazioni su alcune aree di Donetsk, Luhansk, Kherson e Zaporizhzhia, in cambio del riconoscimento da parte degli Stati Uniti della sovranità russa sulla Crimea e dell’impegno a impedire l’adesione dell’Ucraina alla Nato. Ma Kiev e i suoi alleati europei chiedono il ripristino dei confini dell’Ucraina precedenti al 2014, richiesta che il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti ha definito «irrealistica».
Mentre proseguono gli sforzi diplomatici, un portavoce del Cremlino ha invitato alla cautela rispetto all’imposizione di scadenze rigide per un possibile accordo. «Indipendentemente dal fatto che venga raggiunto o meno un accordo di pace nel 2025, riteniamo che il rischio geopolitico resterà elevato durante il secondo mandato del presidente Trump», afferma Mediobanca Research. Inoltre, «è sempre più evidente che la spesa per la difesa dell’Ue sta entrando in una fase di espansione pluriennale, con i bilanci della difesa in Europa destinati ad aumentare in modo significativo nei prossimi anni. Questo trend dovrebbe continuare a sostenere il settore della difesa europeo, in particolare i titoli sotto la nostra copertura come Leonardo, da noi coperto con un rating outperform e un target price a 51 euro, e Fincantieri, da noi coperto con un rating neutral e un target price a 10 euro».
L’azione Leonardo non beneficia neppure di quanto riportato da Armyrecognition.com secondo cui a marzo 2025 l’Algeria ha firmato un contratto con Leonardo per la fornitura di tre elicotteri AW159 Wildcat, con consegne previste entro il 2027. Gli elicotteri dovrebbero essere impiegati a bordo delle nuove corvette classe Adhafer del Paese per potenziare le capacità della Marina algerina nella guerra antisommergibile e nella guerra contro obiettivi di superficie.
Gli AW159 dovrebbero essere equipaggiati con il sonar a immersione francese Compact Flash, siluri leggeri Mu90 (già ordinati) e missili leggeri multiruolo (Lmm), consentendo loro di ingaggiare sia bersagli subacquei sia di superficie. «Il contratto con l’Algeria avrebbe indotto Leonardo a riavviare la produzione dell’AW159, precedentemente sospesa», afferma l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo.
Leonardo non ha emesso un comunicato ufficiale riguardo a questo contratto. L’AW159 è stato venduto al Regno Unito, alla Corea del Sud e alle Filippine. Per l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo il contratto con l’Algeria può valere circa 0,3 miliardi di euro, includendo supporto e manutenzione. «Riteniamo la notizia positiva e non ancora riflessa nel prezzo del titolo su cui manteniamo il rating neutral e il target price a 52,5 euro», conclude l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo. (riproduzione riservata)