Le crescenti tensioni internazionali fanno sentire i loro effetti anche ai piani bassi, nella vita quotidiana dei cittadini. Per esempio sul fronte della pulizia strade. Può sembrare bizzarro ma è così, come spiega Alessandro Simonazzi, cfo di Tenax International, produttore di spazzatrici e lavastrade 100% elettriche, quotato da cinque anni sul listino Egm.
«Da oltre un anno siamo penalizzati dai tempi più lunghi che servono alle amministrazioni comunali, principali committenti in questo settore assieme alle multiutility (che a loro volta lavorano per conto delle municipalità, ndr), per decidere se effettuare una commessa», spiega Simonazzi. «Una dilatazione dei tempi per la chiusura degli ordinativi che è conseguenza della minor visibilità che stanno riscontrando gli enti locali sui budget effettivamente a disposizione».
Detto in poche parole, l’aumento degli investimenti in altri capitoli di spesa (militari e difesa in primis) ha messo in discussione e reso più incerti i trasferimenti statali, costringendo comuni, enti locali e società di servizi a capitale pubblico a rinviare una serie di spese per l’ordinaria amministrazione.
Anche le spazzatrici industriali hanno finito per pagare questa tendenza. In realtà «l’attività commerciale rimane effervescente», precisa il cfo della società reggiana, sede a Rio Saliceto, «come testimonia il fatto che abbiamo in corso un numero di offerte che è tre volte quello di un anno fa, per cui siamo fiduciosi di recuperare almeno una parte del terreno perso entro la fine dell’anno.
Del resto è tipico in questo settore, dove circa il 60-65% delle trattative vengono concluse nel secondo semestre. Il portafoglio ordini che potremmo riuscire a consolidare entro dicembre sfiora i 18 milioni, rispetto ai 7,5 milioni di volume sviluppato nel primo semestre.
L’auspicio di Simonazzi è che quello in atto sia un rallentamento passeggero, non tale da intaccare il trend di crescita che accompagna la società dalla sua nascita: «Per restare al periodo dalla quotazione in borsa, avvenuta nel dicembre 2020, Tenax è passata da 8 a oltre 20 milioni di fatturato annuo e anche ora abbiamo un piano industriale impostato alla crescita, a cominciare dagli investimenti per 8 milioni entro il 2028, già annunciati e che ci sentiamo di confermare, così come i target, che tutt’al più potranno subire un posticipo di 12-18 mesi».
Certo un po’ di amaro in bocca resta, se si considera che il titolo in questi giorni è sceso ai suoi minimi dopo essere stato quotato a 2 euro, cinque anni fa appunto, balzato subito fino al doppio e, dopo essere rimasto fino a un anno fa attorno ai 3 euro, precipitato a 1,2 euro per una capitalizzazione di soli 4,5 milioni.
«Siamo piuttosto delusi da questo trattamento da parte del mercato, soprattutto di fronte agli sforzi fatti per arrivare sul listino (a una società la quotazione sull’Egm costa mediamente 350 mila euro annui, oltre ai costi one shot sostenuti in fase di ipo, ndr). Ma siamo convinti che, assieme alla ripresa del giro d’affari, anche il valore dell’azione avrà motivo di riprendersi».
Tenax è controllata al 58% da Tenax Holding, una srl controllata dal presidente, Vincenzo Guareschi Geddes da Filicaia, con il 76,92% del capitale mentre il 23,08% è detenuto da Simonazzi. I due dispongono inoltre di quote personali rispettivamente per un altro 6 e 3% del capitale. Circa il 33% invece è rappresentato dal flottante.
Le risorse raccolte al momento dell’ipo, avvenuta tutta in aumento di capitale, sono state di circa 2,5 milioni, mentre ulteriori iniezioni sono giunte attraverso l’emissione di bond, un primo da 3 milioni nel 2021, sottoscritto da Anthilia Capital Partners, e un secondo emesso nei mesi scorsi da 4,5 milioni, suddiviso in tranche di cui sottoscritti finora solo 1,5 milioni e acquistati dalla Banca Valsabbina.
La raccolta è servita a sviluppare nuovi prodotti, come per esempio la spazzatrice da 5 mc di capacità, il doppio rispetto ai modelli che finora hanno caratterizzato la produzione di Tenax e da poco lanciata sul mercato. Caratteristica principale di tutta la gamma è però quella di essere completamente elettrica e grazie a questo si sta affermando come un punto di riferimento per le amministrazioni pubbliche, dalle quali il valore ecoambientale continua a essere tenuto in alta considerazione. (riproduzione riservata)