skin track
Piaceri

Le sei biografie di sportivi più belle da leggere

Dall’ultima notte di Ayrton alla vita di Agassi, passando per Myke (Tyson) al «si fa ma non si dice» di Bartali. Ecco i migliori libri che raccontano i grandi campioni di ieri e di oggi

di Federica Arpesani
Leggi dopo
tempo di lettura

La biografia sportiva è un genere di grande interesse perché restituisce ai lettori i momenti più intimi dei loro idoli, fuoriclasse dello sport di ogni tempo e genere. Atleti che attraverso le pagine si raccontano e cambiano prospettiva o svelano quello che non possono dire in campo e che i più non sanno. Che sia nel tennis, nella Formula 1, nella box o nel ciclismo, lo scopo è lo stesso: sbirciare dietro le quinte della vita di inarrivabili numeri uno. Ecco le migliori biografie da leggere.

Andre Agassi. Open. La mia storia 

Le sei biografie di sportivi più belle da leggere

Agassi, con Open, fa conoscere il suo quotidiano, la vita dietro e oltre il campione visto in tv fuori dagli schemi con orecchino, capelli ossigenati, una tenuta che sconvolge l’austero mondo del tennis. Per raccontarsi, il campione ci mette 500 pagine e si affida allo scrittore più acclamato in America, e premio Pulitzer nel 2000, J R Moehringer. Ci svela, a sorpresa, che il giovane Andrea, nato con la spondilolistesi (una vertebra lombare che si è staccata dalle altre e sporge) odia il tennis, non gli piace, detesta allenarsi così duramente fin da piccolo, vorrebbe fare altro ma ha un gran talento che il padre Mike (Emmanuel Agassi), dispotico ex pugile di origini armene, vede e non molla, uno dei suoi quattro figli ce la farà! Dopo anni di sforzi arrivano successo, soldi e fama, al prezzo di un processo caotico e doloroso che nessuno, dall’esterno, immagina. Un antieroe non destinato a diventare una stella ma che arriva ad esserlo, nonostante tutto.

Suite 200. L’ultima notte di Ayrton Senna

Le sei biografie di sportivi più belle da leggere

In Suite 200, l’ultima notte di Ayrton Senna il protagonista non ha il tempo di raccontarsi. Sarà lo scrittore Giorgio Terruzzi ad appropriarsi dei suoi pensieri anni dopo in questo piccolo e bellissimo libro. Il giornalista misura con attenzione e rispetto ogni parola, ipotizzando le più insidiose riflessioni del grande campione di Formula 1, chiuso nella sua stanza di una notte che sembra infinita. All’Hotel Castello il 30 aprile 1994 l’uomo Ayrton ripensa agli incidenti dei giorni precedenti, allo spavento per l’amico Barichello e al lutto per la morte in prova, quel giorno stesso, del giovane austriaco Ratzenberger. Ayrton non ha mai visto morire in pista, non recentemente e di sicuro “tutto insieme”. È scosso, dubbioso: perché non andare a pescare come gli propone poco prima un amico? La Formula 1 è cambiata, c’è qualcosa che non va. Senna però non è uno che accetta compromessi, neanche con se stesso, il religioso che parla con Dio e a volte «lo vede in fondo alla pista» decide di continuare la sua missione. Il giorno dopo, domenica 1 maggio, nonostante tutto è in pista, in pole position. Pochi giri e muore davanti agli occhi increduli del mondo nel peggiore weekend di sport che la storia ricordi. Poche pagine appassionate che Terruzzi ci regala con amore, riconoscenza e nostalgia.

Volevo solo pedalare... ma sono inciampato in una seconda vita

Le sei biografie di sportivi più belle da leggere

Sempre in formula 1 si gioca la vita di Alex Zanardi il quale, con Volevo solo pedalare ma…sono inciampato in una seconda vita, si racconta con l’aiuto di Gianluca Gasparini (Rizzoli 2019). IL suo destino è diverso. Una carriera di grande campione ben presto scossa da pezzi di dolore usciti da un tracciato di vita crudelissimo, senza sconti. È il 2001, Gran Premio di Germania, un incidente che fa venire i brividi solo a ripensarci, al quale Alex sopravvive contro ogni previsione. Il libro racconta una vita eccezionale con grande normalità. Alex riesce a costruirsi una nuova carriera sportiva semplicemente perché un giorno si ferma all'autogrill, vede per puro caso una handbike legata sul tetto di un'automobile. Perché non riprovare? Punta su quello che ha e non su quello che ha perso, e vince. Nel libro c’è la solita ironia e voglia di divertirsi di Zanardi. Onesto e coraggioso, che sceglie di fare due chiacchiere con i lettori.

Se sembra impossibile allora si può fare

Le sei biografie di sportivi più belle da leggere

Ciao, sono Bebe Vio! Ho vent’anni e la mia vita è un po’ un casino. Si può dire casino in un libro? In Se sembra impossibile allora si può fare, (2019, Rizzoli), la giovane schermitrice veneta, infatti, specializzata nel fioretto già nel 2008 a solo 11 anni, deve fare i conti con una terribile meningite che le causa una infezione così grave da costringere i medici ad amputare quattro arti. Questo è solo lo sfondo. Lei corre ugualmente, si allena e vince con le nuove protesi. Una ragazza che abbraccia le difficoltà e punta su se stessa e sullo sport che aiuta e dà la spinta ai più tenaci. «Basta rimanere scialli», ci dice, con un candore che spiazza. Tutto qui, senza alcun pietismo, perché Bebe pur non raccontandosi per cercare conforto fa però riflettere chi, in silenzio, legge dall’altra parte e pensa «ho anch’io un sogno da perseguire?» Libro autentico e frizzante, come lei.

Mike Tyson. True. La mia storia

Le sei biografie di sportivi più belle da leggere

In Mike Tyson, True (Piemme 2013) il più grande campione di box per pesi massimi di tutti i tempi si affida alle righe della sua autobiografia per aiutare se stesso. Per Mike la box non è, all’inizio, solo sport, ma questione di vita e di morte nel ghetto di Brooklyn. Il suo libro è diverso dagli altri, è un riscatto di un'immagine stereotipata che ci ha consegnato la storia, un sorta di bruto che cerca la rivincita. Racconta come è andata, perché quel «bambino dolcissimo» è anche così rabbioso. La sua chance, un grande talento sportivo, è salvezza e condanna. Le vittorie portano soldi, fama ma anche droga e fallimenti fino alla prigione. Tutto raccontato senza vergogna e con molta semplicità a ricordare ai lettori che il successo deve essere anche domato altrimenti disarciona, come un cavallo impazzito.

Gino Bartali. Una bici contro il fascismo

Le sei biografie di sportivi più belle da leggere

Infine, agli appassionati di bici, ma soprattutto di storia, Gino Bartali, una bici contro il fascismo non è solo una biografia, ma un pezzo del nostro Paese che si racconta. Vincitore di tre Giri d’Italia (1936, 37 e 46) e due Tour de France, nel libro edito da Baldini Castoldi (2019), scritto da Alberto Toscano, il ciclismo si intreccia e fa i conti con la realtà. Un uomo che si rifiuta di concludere una corsa con il saluto romano, un uomo introverso, schivo, religiosissimo, fedele alle due mogli (la bicicletta e Adriana). Tra la Toscana e l’Umbria, pedala per salvare gli ebrei perseguitati, procurando loro i documenti falsi che nasconde, dice, a volte dell’intelaiatura metallica, altre nella sella della sua bicicletta. Lui non fa mai pubblicamente sapere, fino a questo momento, dell’impegno sociale... «si fa ma non si dice», è il motto di Bartali. Per questo la lettura è un inedito e Alberto Toscano fa un grande regalo a tutti. Per la cronaca: dal 2018 Gino è cittadino onorario di Israele.

Orario di pubblicazione: 18/10/2024 08:15
Ultimo aggiornamento: 18/10/2024 08:15
Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news





Iscriviti alla newsletter

Per essere sempre aggiornato sul lifestyle del Gentleman contemporaneo