Chiusura di seduta all'insegna del segno meno per il FtseMib di Piazza Affari, che oggi ha ceduto lo 0,83%, e per le altre principali piazze europee: il Cac40 di Parigi ha terminato in ribasso dell' 1,16%, mentre il Dax30 di Francoforte ha perso l'1,49%.
In Europa continua a tenere banco la delicata questione sullo smaltimento dei non performing loan presenti nei bilanci delle banche. Ieri il servizio giuridico del Parlamento europeo aveva bocciato le nuove linee guida indicate da Danièle Nouy, presidente della supervisione bancaria della Banca centrale europea, affermando che "Non spetta alla Bce adottare l'Addendum sui crediti deteriorati poiché i suoi contenuti hanno valore normativo", precisando che l'Addendum fissa regole generali legalmente vincolanti applicabili a tutte le banche e quindi "la Bce non ha la competenza per adottarlo". Oggi, dunque, dopo la pioggia di critiche, Nouy ha deciso di prendere tempo sulle nuove misure in merito ai crediti deteriorati delle banche europee, ipotizzando di migliorare l'addendum di misure restrittive.
Tale addendum propone che, a partire da gennaio 2018, i prestiti non coperti da garanzia siano interamente coperti entro due anni dalla loro classificazione come crediti deteriorati, intervallo che sale a sette anni per i fidi con garanzia.
Sul fronte macroeconomico, i dati di oggi non hanno influenzato in maniera significativa i listini. Da segnalare solamente la lettura relativa ai sussidi settimanali di disoccupazione negli Stati Uniti che, secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro, sono aumentate di 10.000 unità a quota 239.000, inaspettatamente a un livello peggiore previsto da quello degli analisti che si aspettavano un aumento a 230.000 unità.
Tra i singoli titoli quotati a Piazza Affari, YNap ha chiuso in netto ribasso del 9,93%. Le vendite del terzo trimestre 2017 pubblicate ieri a mercati chiusi sono state in linea alle attese degli analisti, ma la revisione al ribasso della guidance 2017 ha deluso il mercato.
Azimut Holdings ha ceduto il 5,28% nonostante i risultati trimestrali migliori delle attese, pagando la notizia relativa all'uscita dei tre soci. Il gruppo ha comunicato che imposterà un nuovo modello di gestione per razionalizzare l'attuale gamma di prodotti e sfruttare al meglio la piattaforma internazionale, unica tra le realtà di risparmio gestito italiane.
Ondata di vendite su Stm (-5,43%) dopo il recente rally recente, mentre su Campari (-3,11%) ha avuto un impatto negativo il downgrade a sell da parte di Goldman Sachs.
Tra i titoli del comparto bancario, bene Bper (+9,97%) grazie ai conti, Ubi B. (+3,57%), Banco Bpm (+4,22%), Unicredit (+1,47%) dopo i dati dei primi nove mesi dell'anno e Mediobanca (+2,12%). In lieve calo invece Intesa Sanpaolo (-0,35%).
Sul resto del listino si segnala il tonfo di Astaldi (-34,56%) che è stata penalizzata dalla notizia relativa allo studio di un aumento di capitale da circa 200 milioni di euro.
Male anche anche Geox (-13,55% a 3,164 euro) dopo che Banca Imi ha ridotto il giudizio sul titolo da hold a reduce, con prezzo obiettivo a 2,9 euro. Gli analisti citano la forte performance relativa del titolo, salito del 44% in 12 mesi. Anche Banca Akros ha abbassato il rating dell'azione da accumulate a neutral.
Infine, Mondadori ha lasciato sul terreno il 4,72% dopo conti trimestrali in linea alle attese. Un analista di una primaria casa d'affari ha comunque fatto notare che la guidance sui ricavi 2017 è stata limata.
Nel frattempo, negli Stati Uniti continuano le prese di profitto dopo gli ennesimi record registrati ieri dai principali listini: il Dow Jones viaggia in ribasso dello 0,55%, mentre il Nasdaq cede lo 0,78%. Il sentiment degli investitori continua ad essere caratterizzato dallo scetticismo nei confronti della riforma fiscale: oggi verrà infatti presentato al Senato un nuovo progetto di legge volto alla riduzione della pressione fiscale diverso da quello già presente alla Camera, fattore che contribuisce ad aumentare i dubbi degli operatori di mercato circa la fattibilità della riforma.