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Le materie prime torneranno in gioco grazie agli stimoli fiscali
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Le materie prime torneranno in gioco grazie agli stimoli fiscali

di Marco Vignali
09 febbraio 2021, 10:45

Secondo Robeco, le manovre di governi e Banche centrali, con la riapertura delle economie, dovrebbero portare a una netta ripresa della domanda per le commodities. Grazie agli investimenti green, agli stimoli fiscali e alle prospettive di inflazione, le materie prime potrebbero beneficiare di un aumento dei prezzi

Dopo i recenti ribassi nei prezzi delle materie prime e, in particolare, nei metalli preziosi, gli investitori si stanno interrogando su come gli ampi rialzi messi a segno nel 2020 possano effettivamente continuare anche durante l’anno corrente. Secondo Robeco, con i governi e le banche centrali che stanno adottando un metodo “di stampo tradizionale” per la riapertura delle economie e con i vaccini anti Covid-19 che permetteranno gradualmente di porre fine ai lockdown, si dovrebbe assistere ad una netta ripresa della domanda di materie prime, insieme ad una crescita degli utili abbondantemente a doppia cifra per le imprese che operano in tale settore.

“La significativa enfasi su uno stimolo fiscale volto a rilanciare l’economia reale, anziché su uno stimolo monetario finalizzato a stabilizzare il settore finanziario, permette a nostro avviso di parlare in questo caso di una ripresa “di stampo tradizionale”. Questo perché l’economia reale comincia gradualmente ad assumere una posizione centrale nel flusso di notizie macroeconomiche, sostenuta dai moltiplicatori positivi del passato e dalle straordinarie misure di stimolo fiscale e monetario del futuro”, sottolineano Peter van der Welle, strategist, e Jeroen Blokland, responsabile del team Multi-Asset di Robeco.

I dati suggeriscono che la ripresa è ormai ben avviata: infatti, secondo il World Economic Outlook del Fmi del gennaio 2021, per quest’anno si prevede una crescita del pil globale del 5,5% a fronte della contrazione del 4,4% registrata nel 2020. Questo è il risultato di una revisione al rialzo dello 0,3% della precedente stima del Fondo. La prevista ripresa del commercio globale rappresenta uno specifico fattore d’impulso per le economie orientate all’esportazione e, dopo il calo dell’8,8% dell’anno passato, l’Agenzia centrale di pianificazione olandese prevede una risalita del commercio globale del 6,6% nel 2021.

Negli Stati Uniti, inoltre, comincia a diventare evidente che l’amministrazione Biden cercherà di ottenere “il massimo risultato con il minimo sforzo”. La nuova Segretaria del Tesoro degli Stati Uniti, Janet Yellen, ha detto che il governo deve “agire in grande”, concentrandosi sulle persone che versano maggiormente in stato di bisogno e che hanno la più elevata propensione marginale alla spesa. Le autorità delle due regioni hanno già promesso tale sostegno, in primis attraverso il pacchetto di stimoli da 1.900 miliardi di dollari proposto dal presidente Biden e il Fondo europeo per la ripresa da 750 miliardi di euro che dovrebbe essere distribuito nella seconda metà del 2021.

“Con l’emergere della possibilità di spesa nell’economia reale sulla scia delle riaperture nel secondo e terzo trimestre 2021, siamo fermamente convinti che i consumatori e i produttori globali siano disposti e in grado di spendere i risparmi in eccesso a fronte del miglioramento dell’occupazione e del calo dell’avversione al rischio dei consumatori. Con l’allentamento delle misure di contenimento e la graduale riapertura delle economie, seppur con qualche forma di distanziamento sociale attenuato, la domanda di servizi tradizionali che richiedono un’interazione personale diretta, come i negozi al dettaglio, l’ospitalità e il tempo libero, è destinata ad aumentare”, sottolineano gli analisti, secondo cui, di conseguenza, l’economia reale comincerà a recuperare il ritardo rispetto ai già elevati livelli di attività dell’economia digitale.

Vista la quantità straordinaria di stimoli fiscali volti a rilanciare l’economia reale, le materie prime torneranno così in gioco. “Anche dopo un rialzo del 15%, i recenti sviluppi suggeriscono che il rally delle materie prime non è ancora finito”, evidenziano da Robeco, secondo cui, come in passato, un aumento delle prestazioni sociali potrà essere accompagnato da un rincaro delle commodity. Inoltre, è probabile che lo stimolo fiscale venga proattivamente diretto verso le famiglie a basso reddito che consumano una maggiore quantità di beni in termini di volume, sostenendo ulteriormente la domanda di materie prime.

Lo stimolo offre anche un modo per accelerare il conseguimento degli obiettivi di sostenibilità, e la crescente consapevolezza delle sfide poste dall’ambiente darà luogo, secondo gli esperti, a un’ondata di investimenti verdi nei prossimi anni, e anche questo si tradurrà in una domanda sostenuta di materie prime.

Infine, le commodity forniscono una copertura sia contro un deprezzamento del dollaro Usa che contro un aumento dell’inflazione. Per questo, “la ripresa economica globale, abbinata alle condizioni finanziarie estremamente accodanti e alle valutazioni alquanto elevate, comporterà probabilmente un progressivo indebolimento del biglietto verde, e quando il dollaro scende, i prezzi delle materie prime salgono”, concludono da Robeco. (riproduzione riservata)



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