Le Dune Piscinas: lusso selvaggio tra dune, storia mineraria e benessere in Sardegna
Un ecoresort unico sulla Costa Verde: tra dune spettacolari, archeologia mineraria e design contemporaneo, Le Dune Piscinas unisce natura incontaminata, arte e rituali wellness in un’esperienza sensoriale totale
Il vero lusso al quadrato. Perché è un lusso soggiornare in un cinque stelle lusso.
E contemporaneamente è un lusso – davvero raro – vivere dentro una natura di grandiosa ruvidezza, di selvaggia solitudine come è quella di Piscinas, nel Parco Minerario di Ingurtosu, nel sud-ovest della Sardegna, monumento all’archeologia industriale in un sito patrimonio Unesco, nonché tripudio di mediterraneità.

Colline e valli coperte di foreste antiche di lecci, tassi e querce da sughero, dove l’occhio non trova alcun ostacolo costruito da mano umana, ma viene casomai distolto dal passaggio di un cerbiatto. Profumi di macchia mediterranea, lentischi, ginestre, corbezzoli, ginepri, che accompagnano lungo una strada sterrata che preannuncia la sabbia delle dune, fra le più alte d’Europa. E poi, d’improvviso, la spiaggia della Costa Verde, 47 chilometri di litorale selvaggio e solitario su un mare turchese, punto di fuga verso l’infinito. In un silenzio imperante, rotto solo dalla risacca e dal vento.

Occorre fare però un passo indietro per comprendere il fascino (parte inscindibile del lusso) dell’Hotel Le Dune Piscinas, ecoresort che ha fondamenta di sabbia e di storia. Una storia di tanti uomini che da metà Ottocento lavorarono nelle miniere di Gennamari-Ingurtosu, fra le più importanti d’Europa per l’estrazione della galena, solfuro di piombo, il principale fonte di piombo e argento e della blenda, solfuro di zinco. All’esaurimento della vena negli anni cinquanta del ’900, le imponenti strutture fra il verde della vallata del rio Naracauli - la miniera, i pozzi, le laverie di affinamento del minerale - si trasformarono lentamente in solenni fantasmi di un passato vibrante ormai dimenticato, e oggi mostrano la loro ammaliante fatiscenza. Sulla spiaggia, invece, i magazzini dove il minerale attendeva la clemenza del mare per andare altrove ad essere lavorato, il piccolo tunnel per i carrelli su rotaia, l’imbarcadero, dal 2020 brillano di un rinnovato splendore.

«Abbiamo progettato i lavori proprio all’inizio della pandemia», ricorda Marcella Tettoni, proprietaria dell’hotel insieme a Luigi Caccamo, entrambi appassionati d’arte contemporanea. «Da un certo punto di vista abbiamo avuto più tempo per dialogare intensamente con lo studio di architettura e alla riapertura siamo partiti subito con i lavori e abbiamo inaugurato nel 2024». Supervisionato da FVR Engineering di Padova con l'architetto Enrico Favero e, per gli interni, da PL-AG STUDIO di Brescia con gli architetti Antonio Gardoni e Luca Platto, il progetto conserva in pieno l’anima della struttura originale, raccontando in mille dettagli la storia mineraria di questo luogo.

Nel contempo vengono esaltate le radici sarde, reinterpretate con gusto contemporaneo, come accade per il grande murales vegetale del ristorante gourmet Rosso Tramonto, concepito dell’artista sardo Federico Carta (Crisa). Ricorda, infatti, antiche decorazioni dell’isola e lentamente sembra uscire dal muro e farsi parte dell’ambiente, prima pittura bidimensionale, poi bassorilievo e infine oggetto tridimensionale. È un vero omaggio a uomini, donne e bambini che qui lavorarono e vissero e come molti particolari è un invito a guardare questo luogo anche con i loro occhi.

La medesima suggestione si ha nell’ingresso, ricavato dal tunnel da cui passavano i carrelli con i materiali estratti, portati fin lì da una locomotiva a vapore e per l’ultimo tratto a trazione animale o umana. A illuminarlo, le applique a parete dell’artista tedesco Moritz Waldemeyer, che reinterpretano le torce originali. Emoziona, in un passaggio laterale invaso dall’acqua, la scultura di uomo caduto di Lois Anvidalfarei, così materica e drammatica. Si accede all’ampio spazio comune con il grande camino originale e all’american bar I Gechi, passando sotto a un arco di rami intrecciati in ferro battuto realizzato dall’artigiana Francesca Frau.

Anche i ristoranti, quello gourmet Rosso Tramonto e quello di tradizione Ginepro, parlano sardo attraverso profumi, suggestioni gustative, preparazioni come le tradizionali lorighittas, la pasta intrecciata delle feste. D’altro canto, lo chef Angelo Biscotti è cresciuto alla scuola di quel grande sardo della gastronomia alberghiera che è stato Angelo Mei del Four Seasons di Milano.

E dopo gli occhi, il naso, il gusto, l’udito, anche il tatto si fa sedurre dai materiali - marmo di Orosei e basalto, ferro battuto, legno e tessuti sardi - presenti un tempo nella miniera e riproposti nelle suites, decorate alle pareti con rilievi ton sur ton ispirati ai disegni sardi e rese preziose da opere d’arte.

Così la suite 16 contiene Il Guardiano dell’Amore dell’artista nubiano di origini egiziane Fathi Hassan, che utilizza scritture volutamente illeggibili, ispirate al cufico, per evocare lingue antiche e storie orali, cancellate dal colonialismo. Nella Suite Lady Idina, intitolata alla moglie di Lord Brassey, antico proprietario della miniera, 90 mq vista mare con Spa privata, terrazza, idromassaggio e piscina per il nuoto controcorrente, è esposta un’opera di Enzo Esposito, pioniere delle installazioni pittoriche immersive, capace di creare potenti esperienze emozionali.

Le Dune Piscinas è eleganza assoluta che pervade non solo il corpo, ma anche la mente, puro piacere intellettuale oltre che sensoriale. Ma questo hotel ai confini di due mondi - fra isola e continente, fra terra e acqua, fra presente e passato - diventa anche luogo naturale per rigenerare l’anima, per prendersi cura di sè nella bella Spa, ma non solo. In armonia col luogo, infatti, saranno a disposizione degli ospiti pacchetti retreat di benessere immersivo. Per esplorare ed esplorarsi attraverso varie discipline, dallo yoga alla meditazione, dalla nutrizione alla comunicazione creativa, in un mix armonico di Oriente e Occidente, di cura interiore e del corpo, uniti per raggiungere un benessere completo. (Riproduzione riservata)
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