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Le Dolomiti più belle da vivere in autunno: guida alla stagione dell’essenziale

Tra San Vigilio e San Martino, le Dolomiti si spogliano del superfluo e si offrono nella loro forma più autentica. Escursioni, yoga nei boschi, notti stellate e cultura ladina: l’Autumn Special invita a riscoprire il silenzio, il respiro e l’essenziale

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L’autunno sulle Dolomiti è una soglia sottile segnata da cieli tersissimi, larici che virano al giallo e sentieri svuotati dalle ormai folle estive che tornano a essere percorsi da chi conosce il privilegio di questa stagione. Fatta di silenzi puliti e di luce che si fa obliqua. Tra San Vigilio di Marebbe e San Martino, due paesi incastonati tra i parchi naturali di Fanes-Senes-Braies e Puez-Odle, la montagna si spoglia dell’eccesso e si offre a chi la sa abitare con lentezza, trasformandosi in un invito alla semplicità dei gesti.

E mentre la maggior parte degli hotel sulle Alpi chiude per la pausa autunnale, in attesa della stagione invernale, qui 46 strutture ricettive di ogni livello restano aperte: una scelta che racconta un territorio fedele al proprio ritmo e capace di accogliere chi riconosce il privilegio di vivere le Dolomiti nella loro versione più autentica.

Ed è proprio qui che nasce l’Autumn Special, un evento, un momento, un’esperienza lunga due mesi. Dal 6 settembre al 2 novembre il territorio offre una selezione di esperienze e attività come capitoli di un manuale di contemplazione attiva, pensati per riportare ordine tra ciò che si vede e ciò che si sente.

Le Dolomiti più belle da vivere in autunno: guida alla stagione dell’essenziale

E soprattutto chiudere cellulare e pc in un cassetto a doppia mandata. E allora le escursioni guidate ai Prati di Medalges o verso il Sas dla Para non sono solo passeggiate, ma esercizi di attenzione: Christoph Alfreider, guida esperta, racconta il paesaggio come si leggerebbe un testo antico, spiegando le rocce, la flora tardiva, le tracce lasciate dagli animali, gli alberi e le erbe mediche. Camminare diventa osservare, meditare respirare. Ogni passo è una parentesi di chiarezza.

Le Dolomiti più belle da vivere in autunno: guida alla stagione dell’essenziale

Anche le pedalate tra masi storici e ruscelli che scendono verso la valle, accompagnati dalle guide della Bike School, hanno la lentezza disciplinata di chi preferisce l’esperienza alla velocità. Ci si muove, ma senza affanno: il ritmo si adatta al respiro della montagna, e la fatica smette di essere un traguardo e diventa una forma di sintonia con la natura. Poi ci sono le esperienze che sorprendono. All’Owl Park, il volo dei rapaci insegna l’arte dell’attesa: gufi e civette, osservati da vicino con binocoli Swarovski, trasformano un’ora in una lezione di meraviglia, perché questi volatili, poco conosciuti e sempre un po’ temuti, sono capaci di generare sorpresa e anche tenerezza.

Le Dolomiti più belle da vivere in autunno: guida alla stagione dell’essenziale

E di sera, quando il buio cala su una valle che non sa cosa sia l’inquinamento luminoso, le escursioni sotto le stelle guidate da Julian Rigo ed Enrico Bonfante aprono il cielo come una mappa mitologica. Le costellazioni sono leggibili e il silenzio è talmente limpido che sembra amplificare il battito del cuore. L’autunno, qui, non è solo natura: è cultura che resiste. Nei musei ladini, il passato di queste valli diventa materia viva; nei rifugi, nel cibo, come quello della Gran Ciasa, una trattoria in una casa del 700 che ha il sapore concreto di una cucina schietta e gentile.

Le Dolomiti più belle da vivere in autunno: guida alla stagione dell’essenziale

Da provare i tultres (ravioli di ricotta e spinaci fritti). Anche l’ospitalità si muove con lo stesso registro: le quarantasei strutture che restano aperte in questa stagione accolgono con sobrietà. Un esempio? L’Ostì Vedl un antico maso del 500 che un tempo era l’osteria con locanda del paese. Completamente recuperato con un restauro conservativo è un tuffo nel passato e nella tradizione. Nelle stube e nelle camere, il legno diffonde un calore silenzioso che immerge in un sogno alpino. Tutto è più essenziale e, proprio per questo, più elegante.

Le Dolomiti più belle da vivere in autunno: guida alla stagione dell’essenziale

Ci si può concedere lo yoga in una yurta tra gli abeti, con il respiro che si mescola al vento; un’uscita di boulder (un’attività di arrampicata su massi naturali) a Brunico, dove la forza è un esercizio di misura; una pedalata impegnativa tra le curve che salgono verso il Fanes, dove il panorama è un premio, insieme alla birra Lavarella, prodotta da Gábor e Anna nel microbirrificio più alto d’Europa (2.042 metri di altezza). Un piacere che si può gustare solo lì e vale la salita. L’autunno, tra questi due piccoli paesi della Val Badia, è soprattutto questo: un allenamento della percezione. Al respiro profondo, all’intensità del gesto. Un momento in cui la montagna va capita, e in cambio offre la sua versione più accogliente e magica. In questi luoghi infatti, narra la leggenda ancora abitati da fate e gnomi, dove i boschi profumano di resina e i cieli sembrano senza peso, il mondo ritrova la sua misura naturale. E chi lo vive, impara a fare lo stesso.(Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 08/09/2025 13:02
Ultimo aggiornamento: 08/09/2025 13:02
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