Le cinque moto iconiche da tenere d’occhio per il prossimo anno
L’Esposizione internazionale del ciclo, motociclo e accessori (un tempo «Motosalone») ha una lunga tradizione che la colloca tra la maggiori mondiali del settore. Gentleman ha selezionato le «top five» tra le moto non senza difficoltà, viste qualità e quantità delle nuove proposte
L’ottantunesima edizione di questo Salone si è chiusa archiviando diversi record: 2163 marchi presenti (il 23% dei quali per la prima volta), 770 espositori da 45 Paesi e oltre 600 mila visitatori in sei giorni, questi attratti anche dalle attività nelle aree esterne a Rho Fiera Milano, con la superficie occupata complessiva di 330 mila metri quadrati. Altri numeri: oltre 38 mila operatori del settore da 126 nazioni e, ultimi ma non ultimi, ottomila tra giornalisti, tecnici e professionisti della comunicazione, compresi i «content creator».
Il presidente Pietro Meda e il ceo Paolo Magri così hanno commentato: «Per un traguardo unico al mondo come i 110 anni di Eicma, non abbiamo smesso di investire guardando al futuro, implementando i contenuti, la promozione e le esperienze di visita per il pubblico, nonché i servizi per le aziende. Il ritorno di tutte le case costruttrici è stato poi motivo di grande orgoglio, così come vedere i padiglioni pieni di giovani e di famiglie».
Le moto
Difficile per Gentleman scegliere le sole cinque migliori, con marchi meriterebbero più di una segnalazione per la validità delle motociclette presentate. Immaginando già una successiva panoramica verso la stagione migliore, quando non poche anticipazioni saranno ordinabili o con prezzo definito o effettivamente in consegna.
Le magnifiche cinque comprendono il modello più venduto in Italia, aggiornato e nella versione al vertice della gamma BMW GS, affiancato da due in stile rétro: Honda GB350S e Royal Enfield Bear 650, più altre due sportive di ultima generazione come Suzuki DR-Z4 S (con la gemella SM, per SuperMotard) e la rinnovata Yamaha MT-07 con nuovo motore e cambio robotizzato.
BMW Motorrad R 1300 GS Adventure

Rivoluzionaria nell’aspetto complessivo e con nuovo telaietto posteriore, può adottare anche un cambio innovativo. La tradizione BMW certe volte compie balzi evolutivi sorprendenti: la nuova R 1300 GS Adventure è originale e di rottura, superando di slancio anche la versione R 1300 GS normale. Il comfort è la missione: seduta, ergonomia e protezione ambientale sono uniti alla precisione di guida ottenuta dalle sospensioni e dalla fluidità di marcia, dicono i tecnici.
Il motore boxer rinnovato e compatto mantiene la potenza di 145 cavalli e la coppia di 149 Nm, il telaietto posteriore in alluminio è nuovo, come le sospensioni a controllo elettronico con abbassatore di 30 mm per facilitare l’accesso, che gestiscono le reazioni in marcia. Alle tre modalità di guida Rain, Road ed Eco, questa Adventure aggiunge Enduro.
Novità importante il cambio: in opzione l’Automated shift assistant, ha frizione automatica, cambiata manuale o altrettanto automatica. R 1300 GS Adventure è ricca di elementi e sistemi di sicurezza evoluti, con vari pacchetti aggiuntivi fino al sistema che preavvisa di una prossima collisione posteriore, azionando anche più rapidamente le luci di emergenza. Infine, tre i colori: Triple black, GS Trophy e Option 719 Karakorum, con singole caratterizzazioni.
Honda GB350S

Scelta complessa: almeno tre o quattro le Honda meritevoli, comunque poche in proporzione alle dimensioni smisurate dello stand del maggior produttore mondiale (da 50 anni). Rimandando l’interessante street scrambler CL500 e la sportiva CB750 Hornet, l’attenzione di Gentleman si focalizza su una compatta roadster, leggera e con personalità decisa.
GB350S reintroduce la sigla GB, utilizzata dal 1985 al 90 per una monocilindrica semplice, leggera a sportiva, allora di 500 cc, dallo stile café racer. L’attuale ha immagine rétro, è elegante, ha serbatoio in acciaio e lettering Honda in rilievo, sella lunga (alta 80 cm da terra). Faro tondo led e strumentazione dai richiami classici: tachimetro circolare analogico con spicchio digitale e accanto un display lcd per le spie. La forcella da 41 mm ha soffietti in gomma.
Il motore monocilindrico 350 (Euro5+) è raffreddato ad aria: la potenza di 21 cavalli e la coppia di 29 Nm sono le premesse alla guida facile (c’è anche il controllo di trazione) ma soprattutto economica, dichiarando di accontentarsi di un litro di benzina ogni 40 km. Guidabile anche con patente A2, interpreta lo spirito del motociclismo, senza orpelli o fronzoli, ma essenziale e semplice: pronta all’avventura, con stile. Per gli appassionati di tecnica, il motore ha corsa lunga con inerzia grazie anche alla massa volanica, generando suono e caratteri distintivi; il cambio ha cinque marce ed è dotato di frizione assistita e antisaltellamento. I freni sono con Abs e il peso è di 174 kg.
Tre i colori: Puco blue, Gunmetal black metallic e Pearl deep mud gray. Tra gli accessori le borse, un minimo cupolino, e la copertura della parte di sella destinata al passeggero con forma di misurato codino da monoposto.
Royal Enfield Bear 650

Scrambler bicilindrica in stile rétro, ricorda la vittoria di Eddie Mulder nella Big Bear Run del 1960. Derivata da Interceptor 650 ne stravolge concetto e spirito, che diviene avventuroso e, come il marchio ha oramai abituato gli estimatori, con molta sostanza. Motore da 47 cavalli e coppia massima di 56,5 Nm con scarico singolo per la leggerezza anche visiva, lasciando la scena al propulsore possente e alla gommatura semi-tassellata. Colorazioni in stile californiano: Petrol green, Golden shadow e la celebrativa «Two Four Nine». Nuovo il telaio, irrobustito, con forcella a steli rovesciati e ammortizzatori Showa, cerchio anteriore da 19 e posteriore da 17, sella comoda, manubrio ampio e pedane al posto giusto invitano alla guida anche fuori asfalto, dove l’Abs è disinseribile; l’iIluminazione è solo led. In consegna da febbraio 2025. Non sarebbe tutto, per un marchio storico ma in crescita con idee anche futuribili, per modelli dei quali Gentleman scriverà prossimamente.
Suzuki DR-Z4S ed SM

Discendente della DR-Z400 nata una ventina d’anni fa e da tempo mancante, la nuova DR-Z4S è una «dual sport» dall’aspetto attuale, con ciclistica aggiornata, l’elettronica che serve e il motore monocilindrico bialbero di 398 cc con doppia accensione ha cambio a cinque marce. Eroga 38 cavalli e 37 Nm, che con il peso di 151 kg (in ordine di marcia) consente la patente A2. Novità la frizione antisaltellamento, la gestione ride-by-wire con tre mappature, il controllo di trazione regolabile e disinseribile con modalità fuoristrada e disattivando l’Abs anche solo al posteriore: utilissimo offroad. Sospensioni KYB a forcella rovesciata, regolabili, con grande escursione.
Presentata anche la gemella DR-4ZSM, versione supermotard destinata all’uso su asfalto: dalla città ai passi di montagna, magari passando per un allenamento al kartodromo, come dicono gli esperti. Diverse le ruote: invece che 21-18” (ant./post.) qui sono entrambe da 17”, l’impianto frenante è maggiorato e le sospensioni hanno minor escursione: di conseguenza la sella è ben più bassa. Il peso è contenuto in 154 kg.
Yamaha MT-07

Il nuovo modello si rifà completamente il look, aggiornandosi al design dell’ammiraglia MT-09, aumentando leggerezza e dotazioni. Motore bicilindrico da 73 cavalli e 68 Nm Euro5+ con nuova elettronica, frizione antisaltellamento e controllo di trazione. Fedele alla promessa di rendere accessibile a tutti il cambio robotizzato, Yamaha dopo MT-09 esordisce con questa MT-07, che mostra anche la nuova forcella a steli rovesciati e una coppia di pinze radiali, contenendo il peso a 183 kg in ordine di marcia. Manubrio più largo, pedane abbassate e sella a 80,5 cm da terra.
Fabrizio Corsi, responsabile prodotto comunicazione Yamaha, così ne sintetizza le innovazioni: «Abbiamo ripensato tutta la parte telaistica, alleggerita e rivista con anche le ruote forgiate in alluminio, per la prima volta arriva l’elettronica con ride-by-wire sull’acceleratore elettronico con tre mappe e una customizzabile, come per il controllo di trazione, anche disinseribile. Altra novità per questa molto, che è la best seller Yamaha tra le entry level, la versione con cambio robotizzato: non ci sono più la leva della frizione né quella del cambio; si può usare in modalità manuale quindi cambiando con il bilanciere al manubrio oppure completamente automatica: questa con due mappe, potendo scegliere tra quella urbana e la configurazione per la guida fuori città». (Riproduzione riservata)
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