Debole l'andamento dei principali indici mondiale nell'ultima seduta della settimana. L'azionario europeo chiude sotto la parità con Piazza Affari che scivola allo 0,43% a 25.969 punti, in linea con Francoforte e Parigi che perdono rispettivamente lo 0,75% e l'1,02%. In rosso anche Londra (-0,34%). Continua fiacca anche la piazza oltreoceano sulla quale pesa l'effetto Evergrande: -0,05% il Dow Jones, -0,10% l'S&P e -0,45% il Nasdaq.
Secondo gli esperti la seduta piuttosto laterale per l'azionario è fisiologica dopo i recenti rialzi degli ultimi tre giorni, intanto il mercato inizia già a risentire delle tensione in vista delle elezioni tedesche di domenica. A riportare il sereno sui mercati del Vecchio Continente non sono bastate neanche le parole della presidente Bce, Christine Lagarde, che ha spiegato come sul caso Evergrande in Europa, e nell'area dell'euro in particolare, l'esposizione diretta sia limitata.
La settimana si conclude con una giornata densa di dati macro: in Germania l'indice Ifo si è attestato a 98,8 punti nella lettura di settembre, in calo rispetto ai 99,6 di agosto e in linea con il consenso degli economisti. In Italia, invece, a settembre l'indice del clima di fiducia dei consumatori, dopo il calo registrato lo scorso mese, torna ad aumentare (da 116,2 a 119,6), raggiungendo il valore più elevato dall'inizio della serie storica a gennaio 1998.
Negli States invece le vendite di case nuove sono aumentate ad agosto e lo hanno fatto più di quanto atteso dagli esperti. Il dipartimento del Commercio ha registrato un rialzo dell'1,5% rispetto a luglio al tasso annualizzato di 740.000 unità, contro attese per un dato a 720.000 unità. Rispetto a un anno prima, il ribasso è del 24,3%.
Intanto si mantiene in rialzo il fronte delle materie prime: il Wti guadagna lo 0,46% a 73,64 dollari al barile, seguito dal Brent a 77,86 dollari (+0,80%). In progresso anche l'oro (+0,16%) che non riesce però a tornare a quota 1.800 dollari l'oncia e resta a 1.752 dollari.
L'obbligazionario italiano si avvia a chiudere la settimana con una flessione decisamente più marcata del Bund, in un mercato che fa i conti con le mosse hawkish delle banche centrali. Occhi in serata sugli annunci del Tesoro relativi al collocamento a medio-lungo di fine mese e alle emissioni del quarto trimestre. UniCredit si aspetta un nuovo 10 anni benchmark. Riguardo all'asta di mercoledì prossimo, secondo l'istituto dovrebbero venire riaperti i Btp a 5 e 10 anni e il Ccteu 2026, per un importo complessivo di 5,25-6,5 miliardi di euro. In rally i rendimenti dei Treasuries: oggi hanno toccato sul tratto a dieci anni 1,458% in un movimento innescato dalla decisione della Fed di avviare a breve la riduzione degli acquisti di titoli, che potrebbe portare a un rialzo dei tassi il prossimo anno. Intanto il tasso del Btp decennale si attesta in area 0,78% rispetto a 0,75% dell'apertura e 0,72% della chiusura precedente. Lo spread è intorno a 100 punti base. (riproduzione riservata)