La crescita di Unicredit in Alpha Bank testimonia l’alto livello di attenzione che la finanza europea sta rivolgendo al sistema bancario greco. Mercoledì 28 il gruppo guidato da Andrea Orcel ha annunciato la salita dal 9 al 20% dell’istituto di Atene attraverso derivati (un deal da oltre 600 milioni di euro secondo fonti finanziarie) e l'intenzione di chiedere a Bce l’autorizzazione per arrivare al 29,9%. Una mossa altamente segnaletica per il mercato.
Secondo Marco Mencini, head of research di Plenisfer Investments sgr, negli ultimi dieci anni le banche greche - trainate dai quattro player principali, Nbg, Pireo, Alpha ed Eurobank - hanno registrato una crescita superiore alle attese, in termini di margini, utili e solidità patrimoniale. I titoli in borsa hanno quasi sempre sovraperformato i loro omologhi dell'area euro fino a circa un anno fa, quando il mercato ha iniziato a ritenere che le banche fossero ormai entrate in una fase di normalizzazione.
«In Plenisfer pensiamo, invece, che la fase di re-rating del settore sia destinata a proseguire: le banche hanno appena iniziato a trasformare gli eccellenti risultati del processo di razionalizzazione in remunerazione degli azionisti e potranno beneficiare non solo di ulteriori processi di efficientamento, ma soprattutto, di un contesto economico in forte miglioramento, con tassi di crescita superiori a quelli dell’Eurozona», spiega Mencini.
Gli istituti greci potranno trarre vantaggio dalla crescita economica del Paese avendo ampio margine per erogare finanziamenti, dati i bassi livelli del rapporto tra prestiti e depositi. Il settore è, inoltre, caratterizzato da solidità patrimoniale, redditività attesa in ulteriore miglioramento e qualità degli attivi in netto recupero. A seguito di operazioni di pulizia, svalutazioni e risanamento aggressivi, gli npe sono diminuiti progressivamente attestandosi al 6% nel 2024 (dal 49% del 2017), un miglioramento impressionante anche se il dato resta superiore alla media Ue.
Secondo Plenisfer questa tendenza positiva possa proseguire nel biennio 2025-2026. «Pensiamo, inoltre, che nei prossimi anni le principali banche manterranno il Cet1 significativamente al di sopra del 13%, mentre il margine di interesse netto dovrebbe restare stabile nonostante il taglio dei tassi europei, grazie ad ulteriori possibili miglioramenti dell’efficienza operativa», commenta Mencini.
Secondo Plenisfer, i titoli bancari greci trattano oggi a circa sei volte gli utili attesi per il 2025 rispetto alle nove volte gli utili attesi dell’eurozona, con leve patrimoniali inferiori rispetto ai competitor europei (inferiore a 9 volte contro una media europea di 12-13 volte). In Plenisfer riteniamo che il re-rating del settore sia ancora incompleto e che, mentre le banche greche, sostenute dalla solidità dei bilanci, cavalcheranno una crescita più forte rispetto all’Eurozona, i multipli possano progressivamente salire verso il livello dei concorrenti europei. (riproduzione riservata)