Dopo l’annuncio di ieri di Pfizer sulla possibile e definitiva scoperta di un vaccino anti-Covid è alquanto probabile che la ruota dei mercati finanziari possa riprendere presto a girare, andando a beneficiare quei settori maggiormente colpiti dal diffondersi del virus. Non a caso, sempre nella giornata di ieri, si è assistito ad un crollo delle performance nei titoli che più avevano tratto vantaggio dalle restrizioni del lockdown, aprendo diversi interrogativi tra i gestori di portafoglio, che si chiedono ora su quale trend sia meglio posizionarsi e quali saranno le azioni su cui si dovrà puntare da qui in avanti.
“Seguendo il flusso di notizie sui progressi relativi a un vaccino anti-Covid, abbiamo deciso di aggiornare la nostra analisi sui settori europei e sulla sensibilità degli stock alla scoperta di una possibile cura alla pandemia”, si legge in un report redatto dagli strategist di Ubs. "Ad oggi, il divario tra le performance delle azioni più sensibili e quelle meno esposte, dopo quanto avvenuto ieri, è sceso sotto i 10 punti percentuali. Nel suo picco di massimo è bene ricordare che tale valore aveva raggiunto il 30%, il 3 aprile scorso”, si legge nel report dell'istituto.
Uno dei temi più in voga sui mercati riguarda la differenza di performance tra value e growth, differenza decisamente accentuata sul segmento europeo. “Negli ultimi giorni si sono verificati ben due degli eventi chiave che avevamo etichettato come di primaria importanza per le azioni value. Stiamo parlando della potenziale scoperta di un nuovo vaccino e delle elezioni degli Stati Uniti, anche se in questo caso lo scenario che si è delineato è stato leggermente diverso rispetto alle nostre aspettative”. Infatti, secondo gli strategist, con un Senato di impronta repubblicana, la quantità di ulteriori stimoli fiscali rispetto ad uno scenario di “onda democratica” potrebbe essere ridotta.
Nonostante ciò, da Ubs evidenziano come “solamente ieri si sia assistito ad una sovraperformance delle azioni value rispetto al segmento growth di circa l’8,8%. Mentre è probabile che nel breve periodo il mercato possa ridare verve alle componenti value più colpite dalle restrizioni, il lungo termine è ancora poco chiaro e dipenderà dalle prospettive di politica monetaria e fiscale e dalla conseguente inflazione”.
Per gli analisti di Ubs, a livello settoriale, i comparti più esposti al potenziale vaccino sono quelli dei viaggi e del tempo libero, delle auto, delle materie prime e industriali. “Esiste una relazione ragionevole tra la sensibilità del settore e la sua ciclicità, che noi misuriamo in base alla correlazione con il rendimento di 10 anni negli Stati Uniti, in notevole aumento dopo il comunicato stampa di Pfizer”, evidenziano dalla banca elvetica. Gli esperti del team Global Equity Strategy hanno tracciato il potenziale impatto di un vaccino su questi settori, al fine di evidenziare i principali stock su cui investire.
Come già evidenziato, la concreta possibilità di una rimozione delle misure restrittive qualora la cura fosse definitivamente distribuita fa ben sperare il segmento dei viaggi e quello dei trasporti, con aziende come Atlantia, Ryanair, Flughafen Zürich e Iag che secondo Ubs (rating buy su tutte e quattro) sono pronte a beneficiarne. Sempre nel settore dei trasporti, ma con giudizio neutral da parte dell’istituto, vengono annoverate anche Fraport e Aeroports de Paris.
Per ciò che riguarda il mondo del turismo, gli analisti di Ubs possiedono un rating buy su Amadeus, Whitbread, l’azienda britannica di hotel e ristoranti, e InterContinental Hotels Group, la multinazionale di alberghi con sede a Denham, nel Regno Unito. Rating buy anche per Randstad Holding e Adecco, società che si occupano di ricerca, selezione e formazione e di risorse umane. Per quanto riguarda i beni strumentali nel complesso, Metso Outotec, Airbus, Siemens, George Fischer, Melrose Industries, Wartsila e Knorr-Bremse sono state giudicate con rating buy, mentre Weir, Rolls Royce, Vesta e Signify sono state valutate neutral. Alcon Inc è l'unica azienda del settore sanitario su cui Ubs ha un rating buy, mentre su Straumann e Sonova ha un rating neutral. (riproduzione riservata)