Dopo una partenza a passo di carica, gli indici di Wall Street hanno cominciato a scendere, accelerando verso il basso a seguito di un report di Bloomberg, secondo cui Apple (-2,1%) ha in programma di rallentare le assunzioni e le spese per investimenti nel 2023. Anche Goldman Sachs (+2,4%) ha avvertito che effettuerà tagli al personale nonostante abbia registrato utili migliori delle attese, ancorché in calo del 48% to 2,79 miliardi di dollari, pari a 7,73 dollari per azione. Così il Dow Jones ha chiuso in calo dello 0,7%, il Nasdaq e lo S&P500 dello 0,8%.
Prima di Apple, già Meta (ex Facebook), Google e Microsoft hanno anticipato al personale una riduzione dei piani di assunzione e talvolta anche annunciato alcuni esuberi in determinate divisioni. La loro preoccupazione è che l'inflazione fuori controllo negli Stati Uniti (e in misura minore anche altrove) finisca per deprimere il potere d'acquisto dei consumatori, causando una recessione. Si tratterebbe di un problema immediato per Apple, che vedrebbe ridursi il mercato per i suoi prodotti, e indiretto per Meta e Google, i cui incassi dipendono dai budget pubblicitari delle imprese.
Se oggi devono affrontare un eccesso di personale, il problema più di lungo termine per le big tech sarà trovare dipendenti in numero e con competenze sufficienti a sostenere i loro piani di crescita. Questa è almeno l'opinione di Brad Smith, presidente di Microsoft, che ha sottolineato lo squilibrio crescente fra domanda e offerta di lavoro. Il divario è dovuto al declino demografico degli Stati Uniti che sta riducendo di anno in anno il numero di persone che entrano nel mercato del lavoro. Ciò comporta da un lato la necessità per le aziende di pagare stipendi più alti per accapparrarsi risorse scarse. Dall'altro, però, fa lievitare l'età media dei dipendenti, rendendo più che mai necessari investimenti sulla formazione. (riproduzione riservata)