Poche dichiarazioni di politica monetaria o a proposito dell'inflazione, ma un messaggio preciso che va dritto al cuore dell'Europa: la finanza (e non solo) ha bisogno di donne. E' una Christine Lagarde in una veste quasi inedita quella intervenuta nel corso del webinar su parità di genere e finanza organizzato da Oesterreichische Nationalbank, European Money and Finance Forum e Joint Vienna Institute, sciolta da qualsiasi carica istituzionale e concentrata solamente sul lanciare un messaggio tanto nobile quanto veritiero a difesa delle donne, purtroppo ancora ingiustamente sottorappresentate in ambito lavorativo.
Secondo la presidente della Bce, infatti, nei ruoli dirigenziali di istituzioni e imprese "le donne sono sottorappresentate", anche nelle stesse banche centrali, ambiente di lavoro del numero dell'Eurotower. "Su parità di genere e inclusione in Europa non stiamo messi così bene", ha ribadito Lagarde. "Le donne sono sottorappresentate, ad esempio nei parlamenti sono in media un terzo, mentre nelle società tra amministratori delegati e presidenti difficilmente si arriva all'8%", ha sottolineato.
Nelle Banche centrali la situazione non è molto diversa. "Se guardo alla storia della Bce", ha sottolineato, "e a tutte le banche centrali dell'area euro, c'è stata solo una donna in 20 anni finora. Ora, nel Comitato esecutive della Bce ci sono due donne con me, abbiamo raddoppiato la quota", ha enfatizzato la presidente. "Se guardiamo al settore bancario, solo il 20% dei dirigenti sono donne e solo il 2% sono Ceo o presidenti. Dobbiamo chiaramente assistere ad un miglioramento. Penso ci sia una speranza", ha detto ancora Lagarde, "tra i vicegovernatori le donne sono quasi al 50%". Sui motivi di queste percentuali, sul "perché ci siano così poche donne" nelle istituzioni finanziarie "anche se hanno talento", Lagarde ha ipotizzato diverse cause, come il fatto che "poche donne studiano macroeconomia",, oppure il fatto che "a dispetto degli sforzi di policy è semplicemente più difficile per una donna conciliare carriera e famiglia".
Poche indicazioni, invece, in merito alla politica monetaria della Bce. "Dal punto di vista monetario alla Bce c'è un obiettivo ben preciso, che è la stabilità dei prezzi. Chiaramente, per assicurare la stabilità dei prezzi e condizioni di finanziamento agevoli nell'area euro dobbiamo continuare ad essere accomodanti, perché certamente non siamo dall'altra parte del guado nella pandemia", ha affermato la presidente della Bce, secondo cui "dobbiamo aspettare di trovarci ben avanti nella ripresa", ha aggiunto, "prima di considerare altre opzioni".
C'è sempre spazio, infine, per la più classica delle stoccate, quella al Bitcoin, in questi giorni soggetto ad ampie fluttuazioni al ribasso. "Scommetto che ci sono meno donne nella comunità degli investitori in Bitcoin di quanti siano gli uomini. La mia è solo una scommessa, ma mi sorprenderei se non fosse così", ha affermato la presidente della Bce.
Alcuni addetti ai lavori si aspettavano ben più commenti sul fronte monetario, specialmente dopo le minute della Federal Reserve e dopo l'intervento di Lane di stamani, durante il quale il capo economista della Banca centrale europea ha ribadito come "resti ancora molto da fare" al fine di riportare l'inflazione della zona euro in linea con l'obiettivo di poco sotto 2%. Con queste parole, Lane ha messo nuovamente a tacere le voci di mercato secondo cui i tassi continueranno a salire. "C'è molto da fare per far risalire l'inflazione", ha ribadito, evidenziando come "va dato davvero poco peso a questo scenario di nuove pressioni sull'inflazione". Lane ha ricordato che non si tratta di inflazione se il rialzo dei prezzi è legato ai colli di bottiglia dal lato offerta, e che "non c'è quasi alcuna connessione tra il rialzo dei prezzi dovuto alle riaperture dell'attività economica e quella che è la reale tendenza dell'inflazione", ha concluso. (riproduzione riservata)