«Faremo tutto quello che possiamo ma non violeremo il Trattato». Lo ha detto la presidente della Bce, Christine Lagarde, in audizione al Parlamento europeo, rispondendo a una domanda sul mancato sostegno della banca centrale nell’ambito del prestito destinato all’Ucraina garantito da asset russi congelati.
«Non possiamo monetizzare gli obblighi degli Stati membri», ha aggiunto Lagarde sottolineando che per Francoforte «sarebbe una violazione dell’articolo 123 del Trattato» sostituirsi ai governi nelle garanzie da dare al Belgio (dove risiede Euroclear, la società che custodisce gli asset russi). Euroclear sarebbe in difficoltà se la Russia avesse il diritto legale di chiedere gli asset. Lagarde ha precisato che «la Bce non ha rifiutato nulla, ha solo rispettato il Trattato».
Inoltre Francoforte deve guardare anche alla stabilità finanziaria e in tal senso Euroclear è «un nodo fondamentale». Lagarde ha aggiunto che la titolarità degli asset deve restare alla Russia e che lo stato di diritto deve essere rispettato in modo da difendere l’euro.
La presidente Bce ha risposto anche alle domande sull’emendamento di Fratelli d’Italia che vuole dare la proprietà dell’oro della Banca d’Italia «al popolo italiano». Lagarde ha detto che il Trattato non precisa di chi sia la proprietà dell’oro, ma dice che «il possesso e la gestione» spetta alle banche centrali nazionali, tra cui Bankitalia.
Francoforte ha pubblicato un’opinione ufficiale sul tema aggiungendo: «Non è chiaro alla Bce quale sia la concreta finalità della proposta. Per questo motivo, e in assenza di spiegazioni in merito alla finalità della proposta, le autorità italiane sono invitate a riconsiderarla, anche al fine di preservare l’esercizio indipendente dei compiti fondamentali della Banca d’Italia ai sensi del Trattato».
Quanto all’euro digitale, Lagarde ha sottolineato che la moneta di banca centrale «può coesistere con sistemi privati». Il progetto di una stablecoin legata all’euro lanciato da dieci banche europee «è perfettamente legittimo e non è un pericolo per l’Eurosistema», secondo Lagarde. «Mi chiedo quale sia il business case ma sono sicura che è stato studiato con attenzione». Sul tema delle emissioni multiple di una stessa stablecoin nell’Ue e in Paesi terzi, la presidente Bce ha ribadito l’opinione negativa della banca centrale.
Riguardo al settore bancario, Lagarde ha poi anticipato che il vicepresidente Luis De Guindos presenterà giovedì prossimo i risultati della task force sulla semplificazione delle norme bancarie. Le proposte saranno divise in 15 possibili aree di intervento.
Sulle proposte Ue in tema di cartolarizzazioni, Lagarde ha detto che sono andate troppo avanti nella riduzione dei requisiti di capitale e che rischiano di agevolare le operazioni sintetiche, nelle quali non c’è fuoriuscita dei rischi dal bilancio delle banche.
Su questo punto l’opinione degli istituti di credito è opposta: le associazioni di settore europee, Afme (Association for Financial Markets in Europe) e Ebf (European Banking Federation), hanno scritto al Consiglio e al Parlamento Europeo per chiedere una normativa più morbida: «A livello operativo il Consiglio ha raggiunto un compromesso eccessivamente conservativo su alcuni elementi delle calibrazioni del regolamento Crr, limitando l’utilità della cartolarizzazione», è scritto nella lettera. «Se confermato, l’effetto sarà quello di limitare la capacità delle banche di generare ulteriore capacità di finanziamento in segmenti di attività fondamentali per la Savings and Investments Union. Inoltre riteniamo che ciò sia in netto contrasto con le richieste dei leader Ue e che metta l’Ue a rischio di non essere in grado di colmare il divario sulle emissioni di cartolarizzazioni rispetto ad altre grandi economie per diversi anni a venire». (riproduzione riservata)