Il percorso di riduzione sui tassi di interesse continua a non avere un percorso predeterminato. A ribadirlo è stata la presidente della Banca Centrale Europea (Bce), Christine Lagarde, durante la conferenza stampa successiva al meeting del board del 12 settembre. «La decisione di tagliare i tassi di 25 punti è stata unanime», ha spiegato Lagarde rispondendo alla domande dei giornalisti, «alla base della scelta ci sono i dati che hanno confermato le nostre stime e che confortano la nostra strategia e le prospettive di un graduale processo di discesa dell’inflazione verso il target del 2% nel corso del 2025». Sul futuro dei tassi, ha affermato la numero uno del board, «sarà quel che sarà. Rimaniamo dipendenti dai dati».
Nell’Eurozona «la ripresa continua ad affrontare venti contrari ma ci aspettiamo che si rafforzi, anche per l’aumento della domanda globale ma ci aspettiamo un rafforzamento nel medio termine. I servizi hanno alimentato la crescita, mentre l’attività industriale e i consumi non si sono sviluppati come sperato. L’aggiustamento della politica monetaria dovrebbe ora rafforzare nuovamente i consumi», ha sottolineato la presidente descrivendo il quadro economico del blocco europeo. «L’implementazione completa, trasparente e senza indugio del quadro di governance economica rivisto dell'Ue aiuterà i governi a ridurre i deficit di bilancio e i rapporti debito/pil in modo duraturo», ha aggiunto la numero uno di Francoforte, «I governi dovrebbero ora fare un forte inizio in questa direzione nei loro piani a medio termine per le politiche fiscali e strutturali».
Lagarde ha aggiunto che «il rapporto presentato lunedì scorso da Mario Draghi e quello precedentemente presentato dall’altro ex premier italiano, Enrico Letta mettono in rilievo l’urgente necessità di riforme per l’Unione europea, e di proposte concrete affinché si producano».
«Non abbiamo ancora approfondito tutto il rapporto Draghi, ma è un documento formidabile perché pone diagnosi severa ma giusta», ha sottolineato Lagarde, «avanza proposte pratiche che potrebbero essere utili per rendere l’Europa più forte ma che possono aiutare anche noi, come banca centrale. Se l’unione dei mercati dei capitali venisse attuata questo sarebbe un bene anche per noi. Abbiamo un mandato che ci è stato affidato da padri fondatori dell’Ue e noi lo rispettiamo. Le proposte di Draghi hanno soprattutto a che fare con riforme strutturali».
Quanto alle recenti vicende in merito al risiko bancario la presidente della Bce, sollecitata dai giornalisti, ha detto che sarà molto interessante da osservare come procederà il consolidamento del settore. «Posto che le valutazioni sulla possibile aggregazione tra Unicredit e Commerzzbank spettano al ramo di Vigilanza bancaria della Bce (il Ssm) e non a quello responsabile della politica monetaria», ha dichiarato, «le due banche sanno perfettamente quali siano i loro requisiti regolamentari per procedere. Sarà molto interessante vedere questo processo dipanarsi». (riproduzione riservata)