La trimestrale del colosso Usa dell’aerospazio e della difesa, Lockheed Martin, delude e il titolo si schianta del 4,69% a Wall Street il 23 aprile alle 17:50, strascinando al ribasso sia i competitor americani come Northrop Grumman, General Dynamics, Rtx sia quelli europei: Avio, Leonardo, Fincantieri, Airbus, Safran, Bae Systems, Rheinmetall e Thales.
Non basta la conferma delle previsioni di utile e ricavi per l’intero esercizio. Lockheed Martin deve fare i conti con vendite nette pari a 18,02 miliardi di dollari, solo +0,3% su base annua e sotto la stima del consenso Bloomberg a 18,24 miliardi. Mentre il portafoglio ordini (backlog) è migliorato del 7,8% a 186,43 miliardi.
Guardando alle singole divisioni, il segmento dei Missili non ha deluso con vendite pari a 3,65 miliardi, +8,2% su base annua, poco sotto la stima del consenso a 3,7 miliardi. Bene anche la divisione Spazio: 3,43 miliardi, +7% (3,21 miliardi il consenso). Non si può dire lo stesso per Aeronautica (6,95 miliardi, -1,5% vs 7,11 miliardi del consenso) e Sistemi rotanti e di missione (3,99 miliardi, -7,8% vs 4,24 miliardi del consenso)
L’utile per azione è sceso a 6,44 dollari contro i 7,28 dell’anno precedente e l’utile operativo del -13% a 2,06 miliardi di dollari (2,26 miliardi la stima del consenso). L’altra sorpresa negativa è stato il free cash flow pari a -291 milioni contro i +955 milioni dell’anno precedente e la stima del consenso di un +326,7 milioni.
Il presidente e ceo di Lockheed Martin, Jim Taiclet, ha ricordato come «la nostra navicella Orion ha trasportato in sicurezza l’equipaggio più lontano dalla Terra di quanto mai accaduto prima durante la storica missione Artemis II della Nasa, concludendosi con un rientro e un ammaraggio eseguiti con precisione».
Non solo. I caccia di quinta generazione, F-35 e F-22, del gruppo continuano a operare con grande efficacia in missioni complesse e contesti ostili. Inoltre, «la nostra architettura di difesa missilistica multilivello, inclusi radar a scansione di fase, il sistema di comando e controllo integrato Aegis e gli intercettori Thaad e Patriot avanzati, ha protetto sia asset militari sia civili», ha continuato Taiclet.
Alla luce della domanda elevata per molti di questi sistemi, «abbiamo anche sviluppato una serie di accordi commercialmente ispirati e a lungo termine con la leadership del governo degli Stati Uniti», ha aggiunto Taiclet. Gli impegni pluriennali di domanda definiti negli accordi sosterranno investimenti strategici nelle infrastrutture produttive, rafforzeranno la catena di approvvigionamento e potenzieranno la forza lavoro, al fine di aumentare i tassi di produzione nei sistemi critici fino a 3-4 volte rispetto ai livelli attuali.
Tanto che Lockheed Martin ha confermato per fine esercizio un utile per azione di 29,35-30,25 dollari (29,82 dollari il consenso), un utile operativo a 8,43-8,68 miliardi, vendite per 77,50-80,00 miliardi (79,09 miliardi il consenso) e un free cash flow pari a 6,50-6,80 miliardi (6,67 miliardi il consenso) a fronte di un capex pari a 2,50-2,80 miliardi (2,65 miliardi il consenso).
Il vento è favorevole visto che l’amministrazione Trump ha chiesto che il bilancio della difesa statunitense per il 2027 salga a 1,5 trilioni di dollari e la posizione di Lockheed Martin come principale contractor per i caccia di quinta generazione F-35 e per importanti programmi missilistici garantisce un flusso costante di cassa, in larga misura isolato dalle tradizionali recessioni economiche, osserva Motley Fool.
La guerra in Iran ha innescato un forte ciclo di riapprovvigionamento di munizioni di precisione. Il segmento missili e controllo del fuoco di Lockheed, ricorda Motley Fool, è il principale beneficiario, avendo recentemente ottenuto un contratto da 4,7 miliardi di dollari con l’esercito per la produzione di missili.
Tra l’altro, Lockheed ha aumentato il proprio dividendo per 23 anni consecutivi, incluso l’incremento del 5% lo scorso anno a 3,45 dollari per azione su base trimestrale. Questo corrisponde a un rendimento del dividendo del 2,2%. Il portafoglio ordini enorme e la maggior diversificazione, secondo Motley Fool, rendono Lockheed Martin un investimento interessante nel settore della difesa. Il consenso Bloomberg vede un target price medio a 675,5 dollari per azione che implica un potenziale margine di apprezzamento del 21,6% rispetto all’ultima quotazione a 555,43 dollari. (riproduzione riservata)