L’impatto del coronavirus sull’economia ha dimostrato come l’interconnessione di tutto il network globale lo renda soggetto a ricadute solo qualche anno fa inimmaginabili. Nessuno ne è escluso, solo chi ha saputo coordinare la capacità di fronteggiare la criticità immediate con una visione del futuro a medio lungo-termine. Un esempio è quello di Credit Glorious Property Holdings, veicolo finanziario del colosso asiatico Glorious Property Holdings che, costituito proprio a tale scopo, finisce per occupare la posizione ideale per comprendere i segnali dei mercati e soprattutto le risposte possibili per un approccio resiliente all’emergenza Covid-19. Nonostante l’incertezza diffusa e l’iniziale crollo degli investimenti che ha generato una situazione critica delle principali aziende del gruppo, leader del settore immobiliare in Cina, quest’ultimo ha scelto una linea coraggiosa e non priva di rischi. Le direttive? Investimenti green, espansione degli orizzonti territoriali e modifica dei processi aziendali. Infatti, le aziende con processi di creazione del valore più strutturati hanno avuto le maggiori difficoltà, incapaci di implementare strategie proattive con velocità. Affrontare la situazione eccezionale per aziende di questa natura non ha potuto comportare solo una ricollocazione del lavoro in remoto, ma un ripensamento veloce del core business per sopravvivere.
Scommettendo in questo caso sugli investimenti green, con operazioni dagli elevati volumi anche in Italia. Diversificando i portafogli nelle acquisizioni real-estate. Avviando un progetto ambizioso di acquisizioni nel settore alberghiero, nel tentativo di creare un’ideale nuova Silk Road. E, rischiando ancora di più, scommettendo contro il tempo su un ritorno a pieno regime del commercio internazionale, supportando le attività commerciali con l’erogazione dei principali prodotti finanziari a supporto della filiera globale, come garanzie bancarie e lettere di credito, e sull’erogazione di servizi di moneta elettronica in tutto il mondo.
«Una situazione che ha dimostrato quanto possano essere fragili i mercati è un invito a ripensare da zero le pratiche del proprio campo», spiega Stefan Tsaryanski di Credit Glorious: «Per esempio nel settore finance abbiamo deciso di allontanarci dalle pratiche in uso nelle banche tradizionali. Per l’emissione di garanzie o di lettere di credito cerchiamo di valutare soprattutto la solidità del progetto, i valori che esprime nel medio periodo, la sua visione strategica. È sulla base di questo che attribuiamo i rischi e, ovviamente, le politiche di costo. Per la nostra solidità di lungo periodo valutiamo quella dei nostri clienti, svincolandoci dal modello basato sulla semplice richiesta di controvalori. Infatti i collaterali da noi non vengono nemmeno più accettati», aggiunge.
Una piccola rivoluzione, con una strategia di espansione geografica delle attività core e del bacino dei clienti raggiunti. Il punto fondamentale è la velocità, con la creazione di un veicolo ad hoc in grado di creare sinergie tra settori (finanza e real-estate) o aree, con uffici sia in Europa, a Lugano e Londra, che in Asia (Hong Kong) per poter gestire le interdipendenze tra economie con diverse velocità nella risposta alla crisi. Funzionerà? Dipende da fattori esogeni e dalla volatilità della situazione. Quel che è certo è che anche in Europa gli investimenti da Oriente sembrano orientati a restare e a non volatilizzarsi assieme alla pandemia.
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