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Motori

La storia dei motori V6 di Audi: dalle origini di August Horch alla nuova RS 5

Da più di cento anni i sei cilindri rappresentano il cuore dell'identità Audi. Dai pionieristici propulsori in linea ai V6 biturbo elettrificati di oggi, un viaggio attraverso i modelli che hanno segnato la storia del marchio

di Nicola D. Bonetti
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La storia di Audi ha inizio lunedì 25 aprile 1910 a Zwickau, in Sassonia, dove un personaggio tecnicamente preparato quanto visionario, registra la nuova impresa come Audi Automobilwerke GmbH. Non è la prima, per August Horch: la precedente, nata con il suo cognome è abbandonata nel 1909 per divergenze con i soci sulle auto da progettare. Traduce il significato tedesco di Horch, «ascolta», nel latino Audi, e ricomincia, seguendo il proprio istinto.

Progressiv red metallic, outdoor dynamic photo, exterior, three-quarter front view
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Audi, come già prima Horch, punta in alto: tecnologia, prestazioni, soluzioni particolari fin dai tempi pioneristici. August fa correre le proprie auto, mettendosi al volante e facendosi spesso fotografare in arrivi vittoriosi, oppure mentre porta a spasso regnanti, nobili e personaggi vari, mostrando le doti di eccellenza – suo obiettivo prioritario – delle proprie vetture. Tra le peculiarità tecniche la trasmissione ad albero, seguita da buoni motori, presto a sei cilindri: più di un secolo fa.

Da oltre cent’anni Audi equipaggia le proprie vetture con propulsori a sei cilindri. Motori da signori, si diceva a quei tempi: configurazione tecnica in grado di abbinare reattività già dai regimi più bassi, generosa erogazione di coppia, allunghi fin verso la zona rossa del contagiri e dimensioni compatte.

Progetti che hanno spaziato dall’alimentazione a benzina a quella a gasolio, dalle prime versioni con cilindri in linea ai più compatti V6, dalla sovralimentazione tramite compressore volumetrico all’utilizzo di due turbine, dalla trazione posteriore a quella anteriore o integrale «quattro» sempre nel segno del piacere di guida, dell’efficienza e delle prestazioni. Sino ad arrivare allo stato dell’arte del sei cilindri, oggi rappresentato dalla rinnovata gamma V6: famiglia di propulsori caratterizzata da diversi livelli di elettrificazione e potenze da 299 a 639 cavalli.

Audi RS 5 Avant
Audi RS 5 Avant

Scegliendo un solo sostantivo per identificare storicamente i motori a sei cilindri, non può che essere «raffinatezza». Ora come allora, in un certo senso. Frazionamento che ha contrassegnato la storia non solo di Audi ma dell’automobile stessa grazie a molteplici vantaggi: superiore equilibratura rispetto ai quattro cilindri per la migliore sequenza di accensione e minori vibrazioni congenite (nei confronti dei quattro cilindri in linea), minor peso e più accelerazione (nel senso di facilità a salire di giri) rispetto ai V8. Il motore a sei cilindri coniuga dimensioni compatte con elevata rigidità strutturale: sintesi di potenza e compattezza che oggi spazia dalla produzione di serie ai propulsori da Formula 1.

Audi Typ M 1926
Audi Typ M 1926

Qualche esempio di Audi con motori a sei cilindri, cominciando dalla prima: Audi Typ M (1924-27). Motore anteriore in linea, in lega leggera con singolo albero a camme in testa: soluzioni pionieristiche per l’epoca, con cilindrata di 4,7 litri in grado di erogare 70 cavalli. Vettura a trazione posteriore con la quale August Horch intese competere con Mercedes-Benz e Horch stessa. Entrando di fatto in quello che non si chiamava ancora segmento premium.

Audi Front UW 225 Roadster
Audi Front UW 225 Roadster

Audi Front UW 225 (1934-38) è in anticipo sui tempi di oltre trent’anni. Il motore a sei cilindri in linea di 2,3 litri con trazione anteriore. Progetto avveniristico, di fatto coevo della più famosa Citroën 7CV del 1934, il cui proprietario André-Gustave (1878-1935) sapeva anche ben comunicare, come nel caso dell’innovazione tecnologica di tale trasmissione. Nonostante, per precisione storica, fosse stata anticipata da altri, sebbene limitatamente alle competizioni: come Tracta dal 1927, ma conta chi la sviluppò meglio per la produzione in serie.

Audi 100 C4
Audi 100 C4

Il sistema perfezionato di Audi Front UW 225 divenne l’emblema della vocazione Audi ad andare oltre quanto noto, sperimentando soluzioni in grado di portare benefici concreti agli utilizzatori.

Audi 100 C4 (1990-97) è la berlina V6 che consacra il concetto di vettura. Motore le cui evoluzioni ne hanno allungato la vita operativa a oltre 30 anni, sempre all’avanguardia. Struttura a V di 90° con monoblocco in alluminio e dimensioni compatte, nacque a due valvole per cilindro per evolversi fino alla rara configurazione a cinque. Con varianti di 2,6 litri da 150 cavalli e 2,8 da 174, brillando per fluidità e qualità costruttiva.

Audi RS4 Avant B5 (1999-2001) è stata il mito prestazionale del sistema biturbo. Modello partorito da «quattro GmbH», la gestione sportiva dei Quattro anelli (oggi Audi Sport), era spinta (e che spinta!) da V6 2,7 biturbo a cinque valvole per cilindro. Con successivi interventi degli specialisti di Cosworth Technology (sino al 2004 affiliata di Audi AG), arrivò a 380 cavalli. Prodotta a Neckarsulm in 6043 esemplari, Audi RS 4 Avant B5 è un’icona da collezione.

Audi S4 Avant V6 3.0
Audi S4 Avant V6 3.0

Altre Audi a sei cilindri da citare, anche se oramai facenti parte di questo millennio: A6 (C6/C7) V6 3.0 TDI (2004-18), regina delle lunghe percorrenze, con potenze da 225 a 326 cavalli.

Audi S4 V6 3.0 TFSI (2009-16) adotta il V6 Audi più bilanciato di sempre, sovralimentato con compressore volumetrico per 333 cavalli, elastico e pronto.

Two variable-geometry turbochargers provide boost; the piping is optimized for high pressures and minimal losses. This means the engine responds much more eagerly to throttle inputs.
Two variable-geometry turbochargers provide boost; the piping is optimized for high pressures and minimal losses. This means the engine responds much more eagerly to throttle inputs.

Per giungere alle contemporanee Audi A6 e Audi Q5 V6 3.0 TDI (2026) Diesel con compressore elettrico e turbocompressore, da circa 300 cavalli. Non può mancare l’ultimissima Audi RS 5 (2026): prima RS plug-in della storia. Possente motore V6 2.9 TFSI biturbo con unità elettrica da 177 cavalli nel cambio Tiptronic a otto rapporti, con coppia massima di 600 Nm e potenza di 510 cavalli, cresciuti di 60 rispetto alla serie precedente. Erogando complessivamente 639 cavalli con la monumentale coppia di 825 Nm. Per restare all’avanguardia della tecnica. (Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 30/06/2026 16:48
Ultimo aggiornamento: 24/07/2026 12:51
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