Uno studio condotto dal CNR sulla riduzione dell’inquinamento urbano in Italia durante il lockdown dello scorso anno ha definitivamente confermato quanto già si sapeva: la tossicità dell’aria delle nostre città è determinata da fattori complessi e la circolazione veicolare ne è solo una componente, e neanche la principale. Anzi, il quasi totale azzeramento del traffico nel periodo marzo-aprile 2020, non ha per nulla aiutato le città italiane a svestire la maglia nera europea assegnata ai centri urbani della Penisola dall’Epha (Alleanza europea per la salute pubblica) per i suoi alti livelli di inquinamento. Un contributo determinante alla diffusione di sostanze inquinanti, infatti, viene dalle abitazioni, in particolare dagli impianti di riscaldamento e dalla scarsa efficienza energetica di condomini e singole unità abitative.
Un’ulteriore conferma che una casa possa essere più inquinante di un pick-up a gasolio arriva da una ricerca del 2021, realizzata dall’Ufficio Studi di Gabetti assieme a Gabetti Lab, società del gruppo leader nella riqualificazione per l’efficientamento energetico di condomini e unità abitative grazie alla gestione di reti di imprese. I risultati dello studio, eseguito su un campione di 138 condomini che hanno fatto ricorso all’Ecobonus, non lasciano spazio a dubbi. Gabetti Lab ha stimato che, se tutti gli 11 milioni di edifici italiani in classe F e G esistenti (dati Istat) subissero interventi di efficientamento energetico (con un miglioramento medio di 3,2 classi energetiche), la riduzione potenziale delle emissioni di CO2 sarebbe di circa il 50%, pari a 80 milioni di tonnellate l’anno. Un impatto positivo che avvicinerebbe moltissimo l’Italia all’obiettivo europeo 2030 (secondo il Politecnico di Milano, il taglio necessario è di 94 milioni di tonnellate) e che, tenuto conto degli attuali incentivi fiscali quali Ecobonus, Sismabonus e Superbonus 110%, non è così irraggiungibile come potrebbe sembrare. Tutt’altro.
I bonus fiscali stanno incentivando in modo significativo il mercato della riqualificazione, tanto che la sola Gabetti Lab è arrivata a deliberare lavori per circa 400 condomini negli ultimi due anni. La ricerca di Gabetti ha evidenziato come rendere sostenibile il patrimonio immobiliare abbia numerosi effetti sistemici positivi. «L’avvio su larga scala di un processo di efficientamento energetico degli edifici oltre che migliorare sensibilmente i parametri ambientali fa bene al sistema economico nel complesso, sollecitando la domanda verso imprese del settore e verso i fornitori», sottolinea Alessandro De Biasio, a.d. di Gabetti Lab. «Inoltre, è vantaggioso per chi esegue i lavori, ben oltre i bonus fiscali. Per i proprietari vanno considerati, infatti, tutti gli altri effetti positivi garantiti: miglioramento del comfort abitativo, riduzione di gas con conseguente risparmio in bolletta, messa in sicurezza degli edifici, miglioramento estetico delle facciate e aumento del valore di mercato dell’immobile».
Basti pensare che già solo i 400 condomini, che si sono affidati alla rete di amministratori condominiali, studi di progettazione, imprese edili, multinazionali della tecnologia e general contractor gestita da Gabetti Lab, hanno deliberato lavori per oltre 600 milioni di euro. La società del gruppo Gabetti ha attualmente 5.000 progetti al vaglio, di cui 2.300 relativi a condomini. Un’iniezione potenziale di risorse nel sistema che potrebbe contribuire in maniera determinante a quel +4,7% di Pil atteso nel 2021.
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