La sindrome cinese contagia oggi anche il Giappone, che aveva resistito alle vendite nelle prime due sessioni della settimana. Alle ore 7:20 italiane il Nikkei cede l'1,7%, l'Hang Seng lo 0,6% (ieri aveva perso il 4,22%) e Shanghai lo 0,95%. Sale l'oro dello 0,27% a 1.804 dollari l'oncia così come il petrolio dello 0,5% a 71,99 euro al barile. Poco mosse oggi le valute, dopo il rally dello yen nelle ultime 24 ore. L'euro passa di mano a 1,1817, la valuta giapponese a 109,78, la sterlina a 1,3866, mentre piovono vendite sul T bond Usa decennale che vede il rendimento scendere di conseguenza dall'1,247% all'1,238%, con i futures su Wall Street per ora in rosso in media dello 0,3%. Ieri anche le borse statunitensi hanno chiuso in perdita, soprattutto il Nasdaq. I mercati hanno gli occhi puntati sulla Federal Reserve che stasera aggiornerà la sua politica monetaria.
L'indice Shanghai Composite oggi è sceso ai minimi degli ultimi quattro mesi, in calo per la quarta sessione consecutiva a causa delle crescenti preoccupazioni sull'impatto di un recente inasprimento nei regolamenti in Cina nel settore tech, dell'educazione e immobiliare, con l'aumento dei tassi sui mutui. L'Institute of International Finance ha stimato che i mercati azionari cinesi hanno subito deflussi per 600 milioni di dollari ieri dopo aver perso 2 miliardi lunedì.
I trader stanno vendendo azioni anche perché ieri l'Fmi ha tagliato le previsioni di crescita economica di quest'anno per l'Asia a causa delle nuove varianti del Covid 19 e delle vaccinazioni lente, con le prospettive per la Cina ridotte all'8,1% dopo che il governo ha ridimensionato spesa. Gli investitori sono cauti anche in attesa della dichiarazione politica della Fed, attesa per stasera, alla fine della sua riunione di due giorni. Le azioni degli industriali hanno guidato le perdite, seguite da servizi di pubblica utilità ed energia.
A essere più colpito dal nuovo outlook del Fondo monetario internazionnale è il Giappone, che oggi perde l'1,6%, un Paese che per ora ha dimostrato di non sapere contenere i contagi a causa di vaccinazioni tropo lente. L'Fmi ha ridotto le previsioni di crescita economica per il Giappone di quest'anno al 2,8% da una stima precedente del 3,3%, dato che il Paese continua a lottare per contenere la diffusione del virus. Si tratta dell'unico Paese tra le nazioni del G7 che ha dovuto affrontare un declassamento delle prospettive economiche. Nel frattempo Toyota Motor Corp ha annunciato che sospenderà altre tre linee di assemblaggio per diversi giorni ad agosto a causa di interruzioni nella catena di approvvigionamento in Vietnam. Oggi Sumco Corp ha perso quasi il 5%, mentre SoftBank Group ha ceduto attorno al 3,5%. (riproduzione riservata)