A un anno dalla quotazione sull’Egm, La Sia festeggia con due contratti per un valore complessivo di 1,5 milioni di dollari. Gli appalti firmati con Poste Italiane e con l’Agenzia del Demanio, «consolidano il nostro posizionamento nella progettazione architettonica, strutturale e impiantistica d’edifici complessi e confermano la crescita delle attività di ingegneria civile e del design, grazie anche agli investimenti in ricerca e sviluppo e in personale qualificato, resi possibili dai proventi della quotazione», dichiara Maurizio Ciardi, presidente e ad del gruppo di ingegneria e architettura.
La Sia ha debuttato nell’indice delle small cap di Piazza Affari esattamente un anno fa, beneficiando non poco dell’esposizione al mercato azionario. Oltre ad acquisire una trentina di nuovi clienti, lo sbarco a Palazzo Mezzanotte ha garantito maggiore visibilità all’azienda sul mercato del lavoro. «Le nuove risorse hanno senz’altro apprezzato il fatto di poter far parte di una realtà quotata», afferma Ciardi in un’intervista a MF-Milano Finanza.
Nell’ultimo anno l’azienda romana si è concentrata sulla riorganizzazione e sul rafforzamento delle attività. La divisione di ricerca e sviluppo ha visto ulteriori investimenti sostanziali, con l’obiettivo di aprirsi verso verso nuove tecnologie ed esplorare ulteriori settori. «Con l’ipo abbiamo investito introducendo risorse che ci permettono di poter accedere più facilmente anche a progetti finanziati, come i bandi europei, progetti di ricerca assieme alle università o altre aziende specifiche del settore», spiega il top manager. Uno dei nuovi ambiti d’azione in cui il gruppo intende cimentarsi è quello delle energie rinnovabili. «Stiamo progettando campi fotovoltaici molto importanti: in gioco ci sono circa 800 Megawatt», racconta ancora Ciardi.
L’azienda capitolina ha ambizioni di crescita che vanno oltre le attuali aree di competenza, ma Ciardi vede il processo d’espansione come un tema da affrontare in modo coscienzioso. «Stiamo guardando anche a potenziale m&a ma intendiamo muoverci in modo mirato. A prescindere dalla valutazione economica che la borsa può fare, vogliamo essere certi che nel momento di acquisire una realtà questa possa inserirsi facilmente nel nostro modello di business», assicura l’ad.
La Sia ha infine ribilanciato le aree di business, riducendo - a favore delle divisioni di ingegneria civile - le attività orientate alle telecomunicazioni, settore in cui l’azienda ha lavorato a lungo su progetti per Open Fiber e Tim. (riproduzione riservata)