La Rocca viscontea di Lonato ospita la mostra Echi, di modi/di mondi
Fino al 2 giugno, a Lonato del Garda, in esposizione oltre 50 opere lavori tra sculture e grandi tele di Felice Martinelli
Siamo di fronte a un artista bresciano che lascia il segno, coinvolgendoci con la sua visionaria immaginazione. In mostra sfilano oltre 50 opere di alta qualità tecnica, in dialogo tra il passato e il presente. Appena si varca la soglia della preziosa Casa del Podestà, parte del complesso monumentale Ugo da Como insieme alla spettacolare Rocca di Lonato a pochi passi di distanza, si ha la sensazione che le opere contemporanee di Martinelli in ferro zincato e altri materiali, siano state create per dialogare con l’ambiente personalissimo e antico in cui si trovano a convivere.

Non c’è da stupirsi. Felice Martinelli (qui sopra), nato nel 1962 a Coccaglio, oggi docente all’Accademia di Belle Arti a Brera e presente in rassegne nazionali e internazionali, è un bresciano doc, fortemente legato nello spirito e nell’opera al territorio in cui vive. Nella sua fucina di Coccaglio c’è tutto, compresa la fornace, dove forgia il ferro, il piombo e i metalli delle sculture. «È come se l’arte antica della siderurgia delle valli, che forgiava armi e armature vendute in tutta Europa, riemergesse con forza nel contemporaneo come archetipi e simboli», scrive Giovanna Nocivelli, direttore generale della fondazione.
Antichissimi mondi/nuova vita

Nella Galleria della Casa del Podestà, la prima scultura in mostra Torso Eroico (sopra) è un eco dei quattro Ritratti di uomini d’armi, condottieri in armatura della famiglia Orsini, appesi alla parete. «Sono echi di frammenti», precisa Martinelli, «che rimbalzano da un mondo all’altro, pregni di storia». Torso rappresenta il corpo cavo e inviolabile come cosa sacra, il nostro alter ego, mentre Eroico suggerisce fatica, coraggio, resilienza. «Ho coniugato ferro nero alla luminescenza dell’acciaio inox, linee flesse e rilievi a scrivere altra storia, valori ancestrali», scrive l’artista.
La Fondazione vista Lago

La Fondazione Ugo da Como, affacciata sul lago di Garda, è un luogo magico, immerso in un giardino di ulivi e dominato dalla grandiosa Rocca visconteo-veneta, circondata da mura imponenti. Il complesso monumentale nasce dalla passione per il territorio dell’avvocato e deputato liberale Ugo da Como che, nel 1906, acquistò ad un’asta pubblica la quattrocentesca Casa del Podestà, in abbandono dopo varie vicissitudini. Consapevole dell’importanza storica del luogo, l’avvocato la fece interamente restaurare con l’intento di farne una Casa-Museo da abitare, secondo una moda molto diffusa tra 800 e 900, arredandola con mobili, oggetti e quadri del passato, dal Medioevo al Settecento.

Nella Casa del Podestà si passa di sala in sala, quasi in un sogno, seguendo il dialogo e gli echi che si instaurano tra le sculture di oggi e il culto per l’antico dell’avvocato Ugo da Como. A volte l’artista dà alle opere nomi insoliti, come Omphalos, il perno del mondo per i Greci, il luogo più nascosto della terra madre, che si muove a spirale sprigionando l’energia custodita dall’Omphalos.

Oppure Apotropaico, l’elemento magico, dagli echi antichissimi (qui sopra). «Sono termini che mi seducono», spiega Martinelli, «quasi una fonte d’ispirazione». Nella Biblioteca, la sala più affascinante della dimora, spiccano due Steli, che nella loro aspirazione a spingersi verso l’alto, dialogano con i 50mila volumi, fucina dell’enigma e dell’incantesimo.

La mostra prosegue nella Casa del Capitano della Rocca, dove è possibile ammirare i suoi lavori in materico cementizio su tavola a rilievi, coinvolgenti come sempre: dalla serie dei Sigilli a quella dei Tantra, il regno della spinta vitale, sottolineata dalle orbite che s’incrociano, cercandosi senza sosta.
E dopo la mostra…

All’ascesa artistica fa da eco contrapposto la discesa verso qualche piacevole trattoria dei dintorni. Per un pranzo all’insegna della buona cucina, dove si passa dalle tagliatelle ai porcini al carrello dei bolliti, il ristorante-trattoria Al Folzone, in via Trivellino 22 è un indirizzo top. Se si preferisce stare leggeri, Il Cavoli, un simpatico negozio di frutta e verdura con cucina in via de Gasperi, può essere una buona scelta. (Riproduzione riservata)
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