La rete di distribuzione elettrica italiana pesa meno in bolletta perché è tra le meno costose nel confronto con i maggiori Paesi europei. Lo mostra lo studio appena pubblicato da EY (Confronto sulla retribuzione del settore della distribuzione elettrica in Europa), che fotografa le retribuzioni riconosciute dai regolatori nazionali ai gestori di rete nelle 14 principali nazioni europee. Si tratta, cioè, di quantificare quanto arriva a società come E-Distribuzione (Italia), Enedis (Francia), le diverse Dso coordinate dalla Bundesnetzagentur in Germania, le società regolate da Ofgem (Regno Unito), la Cnmc (Spagna), eccetera. Il raffronto prende in esame il 2022, per omogeneità con i dati disponibili in Spagna, il Paese dove è stato pubblicato il documento.
Venendo ai numeri, all’Italia sono stati riconosciuti 6,86 miliardi di euro, contro i 22,31 miliardi della Germania, i 15,61 miliardi della Francia e i 7,32 miliardi del Regno Unito. La differenza è solo in parte influenzata dalle dimensioni delle rete. Quella italiana, infatti, è la terza per estensione ma con uno scarto molto ridotto rispetto, per esempio, alla Francia: 1,27 milioni di km contro 1,4 milioni. Infatti, la retribuzione è di 5.378 euro per chilometro, rispetto a 7.984 euro/km della media europea. In Francia si sale a 11.151 euro/km, in Germania a 11.744, nel Regno Unito a 9.150.
Anche i dati unitari confermano la classifica. In Italia la retribuzione regolata è di 185 euro per cliente, meno della metà della media europea (436 euro). Soltanto Spagna, Portogallo e Grecia registrano valori inferiori, mentre tra i grandi Paesi i livelli sono ben più elevati: di nuovo la Francia con 409 euro per cliente, la Germania con 429 e il Regno Unito con 231.
Anche il raffronto per Megavattora va a vantaggio della rete italiana che, per ogni Mwh distribuito, riceve una retribuzione di 21 milioni di euro, contro una media europea di 26,82 milioni. In Germania il valore supera i 40 milioni di euro/Mwh, mentre Francia e Regno Unito si collocano rispettivamente a 31,85 e 27,59 milioni.
Sul tema bollette, intanto, è intervenuta anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ricordando che «mentre i costi dell’energia diminuiscono, le tasse sull’elettricità tornano ad aumentare». Nel suo intervento al Parlamento, ha sottolineato che «le tasse sull’elettricità per l’industria europea sono 15 volte superiori a quelle sul gas» e che «nelle bollette medie dell’industria il 34% è costituito da imposte, percentuale che sale al 42% per le famiglie». L’intervento di Von Der Leyen è arrivato dopo che Bruxelles ha annunciato iniziative per ridurre la volatilità dei prezzi dell’energia, compreso l’alleggerimento della pressione fiscale sulle forniture elettriche. (riproduzione riservata)