skin track
Valdis Dombrovskis
Valdis Dombrovskis
Politica Leggi dopo

La pacifica Europa sceglie la difesa come motore del pil. Le opzioni in campo

di Fulvio Lorefice*
27 gennaio 2025, 20:00

In attesa del Libro Bianco sulla difesa, l'Italia propone di escludere le spese militari dal Patto di Stabilità, ma la Commissione europea non è d’accordo. Le alternative come gli eurobond o un fondo intergovernativo sono in discussione | Difesa, gli Usa spendono di più ma le società europee vanno meglio in borsa. Ecco i titoli su cui puntare

In attesa del Libro Bianco sulla difesa ferve il dibattito europeo sulle modalità di finanziamento per questo settore strategico. Il governo italiano spinge per scorporare queste spese dal Patto di Stabilità, un’ipotesi di recente esclusa dal commissario Valdis Dombrovskis. 

Non volendo dare mano libera agli esecutivi nazionali si fanno strada due soluzioni: il ricorso agli eurobond, prospettati anche da una «frugale» d’eccellenza come la premier danese Mette Frederiksen, o la costituzione di un fondo intergovernativo a partecipazione volontaria e facoltativa.

Un’opzione comunitaria o intergovernativa

Una soluzione comunitaria rappresenterebbe un cambio di passo per l’Unione e il relativo processo di integrazione mentre quella intergovernativa sposerebbe la naturale inclinazione politica delle destre europee imperanti.

Il punto di caduta sulle modalità di finanziamento può peraltro condizionare i propositi comunitari di razionalizzazione ed efficientamento delle spese.

Nel Rapporto Letta si ricorda che: nel 2022 gli europei hanno stanziato circa 240 miliardi di euro per la difesa, tre volte tanto la Russia e poco meno della Cina (275 miliardi); i costi derivanti dalla frammentazione dei mercati della difesa in Europa risultano superiori a 100 miliardi di euro all’anno. Nell’aumentarne quindi l’efficacia del 41,6%, il coordinamento europeo in questo comparto, in astratto, potrebbe comportare anche una riduzione della spesa militare.

Autonomia strategica e sfide nell’approvvigionamento

Il terzo risvolto di interesse attiene all’accento politico che verrà impresso a questo processo: tanto maggiore risulterà la quota di prodotti e/o dei relativi componenti riservata ai Paesi membri rispetto a quelli extra-Ue, quanto maggiore sarà lo slancio verso l’autonomia strategica europea. Tra la metà del 2022 e la metà del 2023, secondo il Rapporto Draghi, «il 78% della spesa totale per gli acquisti è stata destinata a fornitori extra-Ue, di cui il 63% agli Stati Uniti».

Il comparto della difesa come volano di crescita economica

Di fronte all’intangibilità del rigore finanziario dell’Eurozona, riaffermato secondo i desiderata di Berlino nel nuovo Patto di Stabilità, si individua quindi nel comparto della sicurezza il volano dell’agognata crescita economica: è questo, del resto, uno dei perni dello stesso Piano Draghi. Gli investimenti pubblici nella difesa trainando anche le nuove tecnologie, specie digitali, produrrebbero un effetto moltiplicatore per l’intero sistema.

La lezione di Leon Keyserling

Tali argomenti - è interessante notare - ricalcano una delle più note teorizzazioni di keynesismo militare, elaborata da Leon Keyserling, capo del Council of Economic Advisers dell’Amministrazione Truman, nel celeberrimo NSC-68. Anche allora, del resto, la necessità di superare il conservatorismo fiscale veniva affermata sulla base di una narrativa pubblica secondo la quale in gioco era «la nostra stessa indipendenza come nazione».

Ma fu proprio la repentina crescita della spesa militare, in danno - tra le altre cose - dei «conti in ordine», a porre le basi per l’altrettanto celebre invettiva sul complesso militare-industriale da parte del presidente Dwight Eisenhower nel discorso di commiato del 1961. Per l’Europa, che si autorappresenta quale potenza di pace, indulgendo ieri sulle proprie responsabilità nei Balcani occidentali e abdicando oggi a ogni ruolo in Ucraina, si tratta di una nemesi storica che si inscrive però nella cosiddetta militarizzazione delle relazioni internazionali.

La militarizzazione delle relazioni internazionali

Un contesto, cioè, dove minacce e avvertimenti reciproci, nel concorrere al tentativo di suscitare movimenti d’opinione favorevoli alla guerra, stravolgono le agende politiche nazionali, imponendo l’allineamento degli interessi economici a quelli di sicurezza, con l’effetto di policy di alterare la composizione della spesa pubblica a favore della difesa. Una tendenza che si compie a discapito della specializzazione produttiva e quindi dell’efficienza e di minori costi: le virtù cioè del libero scambio. (riproduzione riservata)

*Political risk analyst di FB&Associati



Condividi Condividi su Whatsapp Invia ad un amico Stampa news









Video

Vedi tutti

Anticipa i mercati.
Scegli gli strumenti giusti per investire senza sbagliare.

  • Annuale
  • Mensile

SITO ILLIMITATO + MF GPT LIGHT
Accesso al sito, alle newsletter e il piano light (30 crediti/mese) di MF GPT

89,00 € per 1 anno
99,00/anno

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + MF GPT PRO
Accesso al sito, alle newsletter e il piano pro (600 crediti/mese) di MF GPT

188,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT LIGHT
Il quotidiano digitale, l'accesso al sito, alla borsa e alle newsletter, il piano light (30 crediti/mese) di MF GPT e l'accesso al The Wall Street Journal

229,00 € /anno per sempre

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano light di MF GPT (30 crediti/mese)

SITO ILLIMITATO + QUOTIDIANO DIGITALE + MF GPT PRO
Il quotidiano digitale, l'accesso al sito, alla borsa e alle newsletter, il piano pro (600 crediti/mese) di MF GPT e l'accesso al The Wall Street Journal

328,00 € per 1 anno

Abbonati
  • Quotidiano digitale
  • Borsa in tempo reale
  • Accesso al The Wall Street Journal
  • Tutti i contenuti del sito
  • Market Driver: le notizie operative in tempo reale
  • Newsletter e webinar premium
  • MF GPT Piano pro di MF GPT (600 crediti/mese)