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La mostra che ti cambia lo sguardo: il viaggio immersivo nei colori di Josef Albers a Villa Panza

Sul colle di Biumo a Varese, la Versailles milanese, ospiti di Villa e Collezione Panza per ammirare la mostra dedicata ad Albers, il pionere dell’astrazione

di Silvana Rizzi
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Villa e Collezione Panza, sul colle di Biumo a Varese, porta in scena, fino al 10 gennaio 2027, la mostra Josef Albers: Meditations, presentata dal Fai. Una giornata fuori porta di sicuro successo, all’insegna dell’arte e dello straordinario contesto naturale della villa settecentesca, affacciata sul giardino all’italiana.

La mostra che ti cambia lo sguardo: il viaggio immersivo nei colori di Josef Albers a Villa Panza

«Una mostra tra le più convenienti alla casa Panza, perché ne rispetta l’identità migliorandola», annuncia nella presentazione Marco Magnifico, Presidente del Fai. Con la parola “conveniente”, Magnifico intende dire “in sintonia”, sottolineando la simbiosi tra Giuseppe Panza e l’artista Josef Albers. Per entrambi il museo è un luogo di meditazione, da vivere in silenzio, senza fretta, dove l’arte, regno del colore e delle sue interazioni, ha il potere di “aprire gli occhi”. Per entrare nel paradiso silenzioso promesso da Albers bisogna, infatti, lasciarsi trasportare dal colore, perdendosi nella sua meraviglia. In una parola “esserci”, come direbbe la filosofia indiana. In occasione di questa mostra, dal 1 al 4 giugno, Villa e Collezione Panza propone un interessante programma di attività per bambini e famiglie, basato «sull’educazione del vedere, non come gesto passivo, ma come esperienza critica e creativa» (per info: faibiumo@fondoambiente.it)

Da sinistra a destra: Homage to the Square: Tap Root, 1965, The Josef and Anni Albers Foundation, Bethany, CT, USA; Study for Homage to the Square: Night Sound, 1968, The Josef and Anni Albers Foundation, Bethany, CT, USA; Study to Homage to the Square: Quiescen, 1952, Collezione Privata/Private Collection. Foto di Michele Alberto Sereni, 2026 © FAI
Da sinistra a destra: Homage to the Square: Tap Root, 1965, The Josef and Anni Albers Foundation, Bethany, CT, USA; Study for Homage to the Square: Night Sound, 1968, The Josef and Anni Albers Foundation, Bethany, CT, USA; Study to Homage to the Square: Quiescen, 1952, Collezione Privata/Private Collection. Foto di Michele Alberto Sereni, 2026 © FAI

«Fermatevi, inspirate profondamente e immergetevi nel colore. Lasciate che penetri dentro di voi, non siete obbligati a fare altro», suggerisce al visitatore Nicholas Fox Weber, direttore della Josef&Anni Foundation e curatore della mostra. «Josef  vuole che l’osservatore colga l’alchimia, in virtù della quale ciò che è piatto appare modulato o un grigio pallido assume una sfumatura verde».

Josef Albers, il pionere dell’astrazione

La mostra che ti cambia lo sguardo: il viaggio immersivo nei colori di Josef Albers a Villa Panza

Josef Albers (1888/1976), tedesco di nascita, figlio di un maestro artigiano, che definisce la sua principale fonte d’ispirazione, si specializza a Berlino nell’insegnamento dell’arte, studia disegno a Monaco, frequenta il Bauhaus, scuola pionieristica di arte e design, dove è tra i primi studenti invitati a insegnare. Nel 1933, con la moglie Anni, disegnatrice di tessuti e tessitrice (la mostra dedica a lei un filmato da non perdere), fugge dalla Germania nazista per iniziare una nuova vita negli Stati Uniti. Considerato un pioniere dell’astrazione, si trasferisce alla Yale University, dove continua a insegnare il rapporto tra il colore e la forma. Il successo gli arride e le sue opere iniziano ad essere esposte in tutto il mondo. Tre anni dopo la morte uno dei suoi Homage to the Square compare su un francobollo degli Stati Uniti, emesso in 170 milioni di esemplari.

La Mostra

Josef Albers, Orange Front, 1948-58. Peggy Guggenheim Collection, Venezia/Venice. Foto di Michele Alberto Sereni, 2026 © FAI
Josef Albers, Orange Front, 1948-58. Peggy Guggenheim Collection, Venezia/Venice. Foto di Michele Alberto Sereni, 2026 © FAI

«Lavorare con Villa e Collezione Panza», dice Weber, «ha offerto l’opportunità di far cantare le opere di Josef, grazie all’aria che le circonda». Le 29 opere in mostra al primo piano, appartenenti alla serie Variant/Adobe (1946-1966) e Hommage to the Square (1950-1976) scorrono in otto sale meravigliosamente proporzionate, affacciate sui giardini della Villa, in sintonia con l’obiettivo dell’arte per Josef «voglio che gli occhi si aprano».

Josef Albers, Homage to the Square, Paris Musées / Musée d’Art moderne. Ph. Credits: RMN-Grand Palais / Dist. Photo SCALA, Firenze © 2026 The Josef and Anni Albers Foundation/SIAE, Rome
Josef Albers, Homage to the Square, Paris Musées / Musée d’Art moderne. Ph. Credits: RMN-Grand Palais / Dist. Photo SCALA, Firenze © 2026 The Josef and Anni Albers Foundation/SIAE, Rome

Nulla è lasciato al caso. Ogni quadrato è frutto di un calcolo preciso. Lo spostamento del centro verso il basso di ciascun quadrato, per esempio, ha un suo perché. «Introduce una tensione», spiega Weber, «che porta l’occhio ad avvertire un senso di movimento, senza mai sovrapporre un colore con un altro».

Dopo la mostra, altra Luce!

La mostra che ti cambia lo sguardo: il viaggio immersivo nei colori di Josef Albers a Villa Panza

L’ideale è godersi una sosta al Ristorante Luce nel parco della Villa, un luogo incantevole con ottime proposte e diverse formule. Da aprile a settembre è aperta la serra con tavoli tra i fiori, le statue e il giardino. Una sosta da non perdere. A questo si aggiungono il piacere di camminare nel grande parco, tra aiuole fiorite, grotte e fontane sparse qua e là e di scoprire gli interni raffinati della Villa, con la collezione di arte contemporanea di Giuseppe Panza di Biumo (1923/2010), quasi tutta donata con la Villa nel 1996 al Fai – Fondo Ambiente italiano. (Riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 28/05/2026 14:57
Ultimo aggiornamento: 28/05/2026 14:57
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