Il duro lockdown registrato nei mesi scorsi, che ci ha costretto chiusi in casa per settimane, sta facendo emergere nuove tendenze per il mercato
immobiliare della Lombardia. Nel secondo semestre le compravendite vanno a rilento, ma a preoccupare maggiormente è un ritorno del Covid. E di nuove misure restrittive. Così molti guardano ad un’abitazione, come prima casa o seconda, fuori dal centro di Milano.
«Nelle ultime settimane stiamo registrando numerose richieste per abitazioni fuori dal confine della città, dove c’è uno stile di vita diverso», spiega Kastriot Cara, titolare di KcImmobilGest. «In particolare segnalo la zona della Val Trebbia e Val Tidone, oppure il lago. Per chi sceglie il mare la destinazione è la Liguria, che consente un’evasione completa nel weekend dalla vita di città».
Uno spostamento del mercato dunque, che guarda sempre più a soluzioni abitative che abbiano un giardino di proprietà o almeno un grande terrazzo. Soluzioni che la città al suo interno non può sempre offrire. Lontano dalla città le richieste sono per case indipendenti con valore sotto 500 mila euro, ma non mancano richieste anche oltre il milione.
Secondo il Report dell’Agenzia delle Entrate, riferito al 2019, è proseguito il trend positivo del volume delle compravendite di abitazioni in Lombardia, che sono state pari a 130.675 transazioni (circa un quinto dell’intero mercato nazionale), segnando un incremento del 5,9% rispetto al 2018. Per il comparto residenziale si tratta del sesto anno consecutivo di valori in rialzo dopo il triennio negativo 2011-2013. L’analisi di dettaglio dell’andamento
delle compravendite mostra che le variazioni dei volumi di scambio nelle province lombarde registrano ovunque un trend positivo, segno che la ripresa
del mercato è proseguita su tutto il territorio regionale dopo gli anni della crisi.
Nelle province di Bergamo, Brescia, Lecco, Mantova, Monza/Brianza e Sondrio si assiste ad un’accelerazione del tasso di crescita rispetto all’anno precedente, mentre nelle restanti province (Como, Cremona, Lodi, Milano, Pavia e Varese) il tasso di crescita ha subito un rallentamento rispetto al precedente anno. La migliore performance si è registrata a Mantova (+10,9%): buoni anche i risultati di Sondrio (+9,7), Monza/Brianza (+8,8), Bergamo (+8,6%) e Lecco (+8,0%), mentre a Varese si rileva l’incremento più basso (+1,3%). Milano rimane comunque la «capitale» italiana. «Il capoluogo è la locomotiva anche in questo particolare momento, dove le trattative sono maggiormente concentrate su immobili storici di pregio e che abbiamo spazi verdi di proprietà all’esterno oppure con ampi terrazzi», prosegue Kastrot, che guida KcimmobilGest, realtà che opera nel mercato immobiliare di Piacenza e nelle Valli Piacentine, ma anche a Milano, Roma, Liguria e Lugano. La società coordina tutte le operazioni che implicano la gestione del patrimonio immobiliare valorizzandolo e ottimizzandolo. «E non mancano a Milano richieste di famiglie straniere che cercano la qualità della vita italiana, all’interno di abitazioni di qualità e fascino storico, con prezzi più contenuti rispetto alle grandi capitali europee», conclude il titolare di KcImmobilGest.
Milano registra anche altri due ulteriori trend in crescita. Il co-living è diventato una nuova opportunità: molti proprietari di abitazioni «importanti», per
far fronte a costi di gestione sempre più alti, affittano una parte dell’abitazione. Ciò permette loro di avere
un ulteriore introito. Inoltre a Milano numerose camere, e non solo appartamenti, sono al centro di molti turnover. Cresce anche lo scambio di abitazione o ufficio per un certo periodo dell’anno. Le richieste aumentano, in particolare tra professionisti e manager, che per determinati periodi dell’anno sono all’estero per lavoro e scambiano con altri la propria casa o il proprio ufficio in città. (riproduzione riservata)