Per quanto riguarda gli immobili usati, la palma della crescita spetta a Novara e Piacenza dove i canoni sono saliti del 5,4%, e a Bari (+5,3%). I prezzi più alti si pagano però, come in passato, a Genova e Firenze (50 /mq/anno) e Milano (49 /mq/a), mentre è a Bari e Pescara (27 /mq/a) che si rilevano i minimi nazionali. Per il nuovo, Bari rivela ancora l'aumento più considerevole sul valore maggiore (+4,8%). Genova e Firenze con rispettivamente 60 /mq/a e 56 /mq/a canone massimo sono nuovamente in vetta, seguite da Milano (53 /mq/a) e Roma (52 /mq/a); al contrario, le più convenienti per i minimi più bassi risulta siano Piacenza e Bari (33 /mq/a).
«Riguardo la vendita invece», prosegue Aghabegloo, «si riscontra una generale contrazione dei valori sull'intero territorio». Per gli immobili usati, è a Trento, Livorno e Prato con 700 /mq che si registra il prezzo massimo più alto, mentre Rovigo il più basso con 390 /mq. In media, i valori massimi sono scesi al Nord del 2,9%, al Centro del 4,3%, al Sud del 3,2% e nelle Isole del 2,9%, mentre i minimi sono diminuiti del 2,6% nel Settentrione, del 5% in Centro e restano stabili nel Meridione. Per gli immobili nuovi, diversamente, Trento e Firenze (860 /mq) e Milano e Prato con 850 /mq come prezzo massimo si confermano le realtà più costose, mentre Bari e Novara (500 /mq) le più economiche. Rivalta Scrivia è la sola località a mostrare un incremento dei prezzi di immobili per la logistica (+5,4%). In media, i prezzi massimi vedono cali del 5,8% al Nord, 4,7% al Centro, 3,9% al Sud e 5,3% nelle Isole, mentre i prezzi minimi riportano flessione 4% al Settentrione e al Sud, dell'1,8% al Centro e del 3,8% nelle isole.
«Assistiamo nel primo semestre 2015 a una generale stabilizzazione del mercato immobiliare logistico», spiega Andrea Faini, ceo di World Capital, «con un aumento di domanda al Nord, specie Milano e Bologna, e a Roma. Ritorna l'interesse a costruire complessi logistici nelle zone prime, anche in assenza di conduttori, e ciò conferma la fiducia nel settore. Osserviamo infine fusioni tra gruppi appartenenti ai comparti logistici e trasporti, indubbio segnale della ripresa». (riproduzione riservata)