C’è un Paese intenzionato ad approfittare delle contese altrui sul petrolio per richiamare investitori e rilanciare la produzione: è la Libia, che sta dando prova di aver invertito la rotta rispetto al caos interno degli ultimi anni e agli stop forzati dei giacimenti. Il banco di prova arriverà a febbraio, con l’aggiudicazione del Big Round 2025, prima gara dopo 18 anni. In palio ci sono 22 blocchi, 11 onshore nei bacini di Ghadames, Murzuq e Sirte, e 11 offshore ancora a Sirte, nel bacino di Sabratha e nella Cirenaica. Si fanno i nomi di Eni, TotalEnergies, Bp, ExxonMobil, Chevron, Repsol, Omv, Sonatrach e gruppi cinesi come Cnpc e Cnooc. Dai numeri della compagnia petrolifera nazionale Noc, intanto, arrivano indicazioni positive: nel 2025 le entrate petrolifere hanno sfiorato i 22 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai 18,6 miliardi del 2024, con una crescita complessiva di circa 3,4 miliardi.
L’incremento riflette soprattutto un rafforzamento dell’export di petrolio e gas, principale fonte di entrate per il Paese. Nel dettaglio, il valore dichiarato delle esportazioni di petrolio e gas è salito a 18,72 miliardi di dollari nel 2025 dai circa 16 miliardi del 2024, con un aumento di 2,8 miliardi. La dinamica positiva è stata costante lungo l’intero arco dell’anno, con livelli mensili che si collocano stabilmente sopra quelli dell’anno precedente. In particolare, tra la primavera e l’estate 2025 i flussi hanno superato in più occasioni la soglia di 1,8 miliardi di dollari al mese. Il livello di produzione si è riportato a 1,374 milioni di barili al giorno, raggiunti a novembre 2025.
A sostenere la crescita delle entrate pubbliche da oil & gas hanno contribuito anche gli introiti da «strumenti e contratti di concessione», che nel linguaggio contabile di Noc comprendono royalty e proventi legati agli accordi di esplorazione e produzione. Gli incassi sono aumentati da 2,72 miliardi di dollari a 3,27 miliardi nel 2025. L’incremento di questa componente segnala un rafforzamento dei ricavi contrattuali collegati alle attività upstream e ai rapporti con gli operatori internazionali, in particolare Eni.
Nella sua assemblea generale, la prima del 2026, Noc ha chiamato a raccolta gli operatori chiedendo di «accelerare l'attuazione di progetti che aumenteranno la produzione e di completare progetti strategici volti a mitigare il declino naturale dei giacimenti». Per rafforzare ulteriormente l'industria, la compagnia libica prevede anche di sviluppare la flotta della Nwd (National Oil Wells Drilling and Workover Company). La volontà di mantenere buoni rapporti con i grandi gruppi petroliferi è confermata anche dai ringraziamanti pubblici del presidente di Noc, Masoud Suleman. Ora si guarda al workshop sulle partnership strategiche con gli investitori del 9 febbraio, in collaborazione con la Privatization Investment Authority. L’obiettivo è raccogliere fondi da reinvestire nell’industria energetica nazionale. (riproduzione riservata)