Via libera unanime della Camera con 211 voti a favore alla proposta di legge a prima firma del deputato Paolo Emilio Russo, di Forza Italia, all'istituzione della giornata nazionale in memoria dei giornalisti uccisi a causa dello svolgimento della loro professione. Il testo passa ora all'esame del Senato. La giornata si celebrerà il 3 maggio, data che coincide con la Giornata mondiale per la libertà di stampa indetta dalle Nazioni Unite nel 1993.
«Accolgo con grande soddisfazione l’approvazione unanime in Parlamento della proposta di legge che istituisce la Giornata nazionale in memoria dei giornalisti uccisi a causa del loro lavoro», ha dichiarato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
«Il 3 maggio sarà un momento solenne per onorare chi ha messo la propria passione, la propria professionalità e il proprio coraggio al servizio di tutti noi, garantendo ai cittadini il diritto ad essere informati. Uomini e donne che, con il loro prezioso lavoro, hanno fatto arrivare i nostri occhi dove altrimenti non sarebbero arrivati. In Italia come all’estero. Dai teatri di crisi ai conflitti dimenticati, dai territori oltraggiati dalla criminalità organizzata a tutti quei luoghi - fisici e non - invisibili all’opinione pubblica».
La norma, in particolare, dispone che nella Giornata nazionale dei giornalisti uccisi a causa del proprio lavoro le Università, le scuole di giornalismo e gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, nell’ambito della loro autonomia, possano promuovere iniziative didattiche volte a commemorare figure di giornalisti uccisi.
Per la Giornata nazionale, inoltre, possono essere promosse campagne istituzionali per contrastare il linguaggio d’odio e le minacce rivolte contro le donne giornaliste, anche sottolineando che la violenza online e gli attacchi sono rivolti a indebolire il giornalismo d’inchiesta, la libertà di espressione, la critica e la fiducia che l’opinione pubblica ripone nella stampa.
La premier ha ricordato figure come Cosimo Cristina, Mauro De Mauro, Giovanni Spampinato, Peppino Impastato, Mario Francese, Giuseppe Fava, Mauro Rostagno, Beppe Alfano, Giancarlo Siani, Walter Tobagi, Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, Marco Luchetta, Alessandro Sasa Ota, Dario D'Angelo, Antonio Russo, Enzo Baldoni, Andrea Rocchelli, Maria Grazia Cutuli, Almerigo Grilz. «Rendere omaggio a questi giornalisti è un dovere, che oggi viene sancito da una legge dello Stato e che ci impegniamo ad onorare», ha concluso. (riproduzione riservata)