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ANNA MARIA ANNAMARIA POGGI DOCENTE
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Crt, con le nuove prescrizioni del Mef la Fondazione sembra pronta a ripartire. Cosa accadrà

di Angelo De Mattia
19 luglio 2024, 20:00 Ultimo aggiornamento: 20 luglio 2024, 08:33

Il Mef prescrive finalmente nuove regole per la Fondazione Crt, con un controllo diretto per evitare l'amministrazione straordinaria

È la ripetizione di una modalità a suo tempo applicata per la Fondazione Banco di Napoli quella che ora viene anticipata per la Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, che dovrebbe essere compiutamente nota nel corso della prossima settimana. Il ministero dell'Economia e delle Finanze, esaminato il rapporto ispettivo rassegnato dai suoi incaricati al termine del sopralluogo - promosso dopo le dimissioni di diversi componenti gli organi aziendali, a cominciare dal presidente Fabrizio Palenzona, e dopo la notizia della presunta esistenza di un patto occulto tra i consiglieri dell’ente torinese - avrebbe previsto l'adozione di alcune tassative prescrizioni in materia di governance, statuto e regolamenti, in particolare riguardanti le nomine della fondazione. Entro due mesi la Crt dovrebbe ottemperare a tali prescrizioni, altrimenti si procederebbe alla messa in amministrazione straordinaria. In sostanza, per evitare quest'ultimo provvedimento con il conseguente scioglimento degli organi, si procederebbe a una sorta di mini-gestione straordinaria guidata dal Tesoro e da attuarsi da parte degli organi della fondazione che restano (per ora) in vita.

Le considerazioni sulla scelta del ministero in base all'esperienza precedente

È legittimo chiedersi dell'appropriatezza di una tale scelta anche alla luce di quel che poi avvenne nel caso della fondazione napoletana - con tutti i possibili distinguo - che, dopo il primario atterraggio morbido, fu poi ugualmente sottoposta al commissariamento. In sostanza, alla base della decisione del ministero dell’Economia - se sarà formalmente confermata - vi dovrebbe essere un giudizio sulle favorevoli probabilità che la soluzione più indolore pervenga a un risultato positivo. Dunque non un semplice wait and see perché, se i dubbi sull'idoneità al raggiungimento dei risultati fossero rilevanti, allora non si spiegherebbe il temporeggiamento, sia pure non inoperoso, a maggior ragione perché sono in corso anche iniziative dell'autorità giudiziaria. Insomma, i margini giuridici sono affrontati con un sottile delicato equilibrio che però può essere anche disarticolato. A quelli della mia generazione torna alla memoria la tesi, ancora vigente in Banca d'Italia nei primi anni ‘70, riguardante l'amministrazione straordinaria delle banche, che nei singoli casi avrebbe potuto evitarsi se vi fossero state alternative per meglio tutelare il risparmio e i risparmiatori. Il punto fondamentale è superare bene la fase che quantomeno è apparsa come di ridotta trasparenza, nella quale si sono diffusi una confusione nonché un disorientamento che è interesse dello stesso fondamentale settore degli enti privati di utilità sociale, quali sono le fondazioni ex bancarie, che vengano rapidamente superati.

Molto giustamente si attende una svolta dalla nuova presidente, la giurista Annamaria Poggi, la quale al vertice della Fondazione Crt è succeduta a Fabrizio Palenzona, le cui denunce sul funzionamento degli organi oggi trovano conferme. Nei primi giorni della prossima settimana si dovrebbero riunire gli organi della Crt, che - non bisogna dimenticarlo - nella graduatoria nazionale di tali enti è la terza fondazione e ha una lunga e importante storia. Non vi sono state finora strumentalizzazioni della vicenda in questione, che ha visto anche le dimissioni dei consiglieri autonominatisi nelle società partecipate. Ma l'interesse perché si superi, e bene, questa condizione «sub iudice» è diffuso. Sarebbe grave se si dovesse configurare un ente in «stand-by» per un tempo inopportuno. Ciò a maggior ragione mentre il settore tutto ha presentato risultati 2023 molto positivi, con un'attività erogativa, a seguito dei cospicui dividendi incassati, che supera il miliardo di euro (con un incremento del 9% rispetto all'anno precedente) a fronte di 22 mila iniziative, mentre il patrimonio complessivo ammonta a 41 miliardi di euro circa. La soddisfazione dell'Associazione di categoria - l'Acri - è ben fondata. Ma da questi netti miglioramenti, principalmente conseguenza del modo in cui la politica monetaria si è riflessa sui ricavi delle banche partecipate e sul complesso del comparto bancario e finanziario, costituiscono un pungolo a fare ancor meglio guardando alle condizioni dell'economia e della società italiane. Vi sono due poli su cui bisogna fare ancor di più: da un lato le condizioni di disagio, la povertà - ovviamente anche quella educativa -, l'assistenza sanitaria, la casa, il welfare, la precarietà lavorativa; dall'altro i temi della transizione ecologica e digitale, le migrazioni, le specializzazioni professionali.

Le prospettive future e la necessità di miglioramento delle fondazioni

A ciò va unita la diretta progettazione di una parte degli interventi su cui questi enti intenderebbero impegnarsi. Le fondazioni fin qui hanno ben meritato. Gli insegnamenti di quello straordinario personaggio che è stato ed è Giuseppe Guzzetti hanno dato i loro frutti. Ora bisogna superarsi. In questo ambito andrà valutato un rafforzamento del Protocollo Tesoro-Acri per accentuare il rigore innanzitutto degli organi delle fondazioni. Certo, non si vuole per queste ultime configurare una sorta di complesso di Atlante per i comparti di intervento prima citati. Ma cogliere le nuove opportunità-doverosità è necessario anche per essere sempre più all'altezza della storia del settore e delle battaglie che con successo ha dovuto affrontare. In tale quadro chiudere rapidamente e positivamente la pagina della Crt è ancor più essenziale. Ovviamente, fermo restando, se così sarà deciso dagli organi inquirenti, il corso delle iniziative giudiziarie. (riproduzione riservata)



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