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Jerome Powell, presidente Federal Reserve
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La Fed pronta a tagliare i tassi ma è divisa sull’entità. Le previsioni e l’impatto sui mercati

17 settembre 2024, 10:29 Ultimo aggiornamento: 14:24

Un taglio di 50 punti base probabilmente implicherebbe un conseguente rally sia per i bond sia per le azioni. Mentre se si trattasse di soli 25 punti base, entrambi potrebbero subire una flessione

Con l’inizio del meeting di politica monetaria di oggi, martedì 17 settembre, la Federal Reserve dovrebbe dare inizio alla svolta sui tassi di interesse. Dopo dieci rialzi dei tassi tra il 2022 e il 2023 e diversi mesi di stop con i Fed Funds a livello storicamente elevati, la banca centrale Usa ora dovrebbe tagliare il costo del denaro. 

Tra gli economisti il coro è unanime nel ritenere che non c’è alcun dubbio sul fatto che la Fed taglierà i tassi, la questione è se il taglio sarà da 25 o 50 punti base. I mercati sono divisi: quindi, in un modo o nell’altro, sarà una sorpresa. Inoltre, il mercato ha previsto ben 120 punti base di tagli per quest’anno. Ciò significa che, con solo altre due riunioni quest’anno dopo quella di settembre, se il taglio dovesse essere di soli 25 punti base, sarebbero necessari due tagli consecutivi da 50 punti base, uno scenario altamente improbabile. Ciò che è certo è che la decisione che verrà comunicata mercoledì 18 settembre chiuderà una fase di forti rialzi dei tassi d'interesse per combattere l’inflazione, la più aggressiva dagli anni ‘80, per aprirne una di tagli, che potrebbe durare un paio d’anni.

Una Fed divisa

«È insolito che la Fed lasci il mercato senza alcun tipo di indicazione prima della sua riunione, soprattutto a così poca distanza dalle elezioni presidenziali statunitensi», sottolineano gli esperti di Columbia Threadneedle Investments. «Possiamo solo presumere che il comitato stesso sia diviso e che quindi l’ufficio stampa non sia stato in grado di fornire indicazioni chiare».

Nonostante l’insolita condizione pre-meeting e la netta indecisione degli analisti, sembra comunque esserci un leggero sbilanciamento verso una delle due opzioni. Secondo le rilevazioni del FedWatch Tool del Cme Group, infatti, c’è il 59% di possibilità di un taglio dei tassi di 50 punti base, contro il restante 41% per un taglio di 25 punti base. Ad affiancarsi alle aspettative del mercato è anche una lunga schiera di analisti che, però, si riservano di guardare anche ai dati odierni relativi alle vendite al dettaglio di agosto e alla produzione industriale. 

L’impatto sui mercati

Ad ogni modo, a livello di impatto economico, il taglio dei tassi, indipendentemente dal fatto che sia da 25 o 50 punti base, sarà probabilmente insignificante secondo gli esperti. Il percorso e l’entità dei tagli nel prossimo anno o giù di lì sono ciò che conta di più. Un ribasso di 50 punti base probabilmente implicherebbe un conseguente rally sia per i titoli obbligazionari che quelli azionari, mentre se si trattasse di soli 25 punti base entrambi potrebbero subire una flessione. Attualmente, per il 2024 e il 2025 il mercato prevede tagli complessivi per 250 punti base, portando i tassi ufficiali al 2,75%. Tuttavia, se questo primo taglio dovesse essere solo di 25 punti base probabilmente la stima andrebbe rivista al ribasso. Nel complesso, gli Stati Uniti sono proiettati verso un atterraggio morbido, con una crescita continua e un’inflazione in calo. Si tratta di un buon contesto per gli asset di rischio, per i titoli azionari c'è molta attesa in termini di crescita degli utili, soprattutto per le Magnifiche 7 (Apple, Microsoft, Alphabet, Meta, Amazon, Nvidia e Tesla). (riproduzione riservata)



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