La Fed manda l'Asia in rosso, fa volare il dollaro e crollare il petrolio, assieme alla variante Delta e alle nuove restrizioni. Alle ore 7:20 italiane il Nikkei cede lo 0,6%, Hong Kong l'1,8%, Shanghai lo 0,6%, mentre il metallo giallo perde lo 0,25% a 1.779 dollari l'oncia e il greggio Wti americano cede l'1,7% a 64,36 dollari il barile. L'euro scende dello 0,26% a 1,1679, lo yen dello 0,36% a 110,16, la sterlina lo 0,24% a 1,3721. Laterale il T bond Us che rende l'1,263%, mentre per ora i futures di Wall Street sono in rosso in media dello 0,12% dopo la chiusura in perdita di ieri.
Lo Shanghai Composite è sceso fin dai primi scambi oggi dopo un balzo del 2% nella sessione precedente quando il Fomc ha indicato che la Banca centrale americana ha discusso su una possibile riduzione degli stimoli entro fine anno. Nel frattempo, le preoccupazioni per la repressione normativa in Cina sono rimaste vive anche quando la commissione per gli affari economici del Paese ha detto che dovranno essere compiuti sforzi per trovare un equilibrio tra la garanzia di una crescita stabile e la prevenzione dei rischi finanziari.
Ad appesantire il sentiment, ieri gli Stati Uniti hanno annunciato che limiteranno alcuni voli dei vettori cinesi al 40% della capacità passeggeri per quattro settimane dopo che la Cina ha imposto limiti simili su quattro voli United Airlines. Dal lato della pandemia, ieri sono stati registrati 46 nuovi casi di virus rispetto ai 28 del giorno prima.
I prezzi del petrolio sono scesi di quasi il 2% oggi, estendendo le perdite per la sesta sessione e scambiando ai minimi degli ultimi tre 3 mesi, tra un dollaro più forte e persistenti preoccupazioni sulle prospettive della domanda con la rapida diffusione del ceppo Delta a livello globale che ha costretto diversi Paesi a reintrodurre le restrizioni ai viaggi e al traffico aereo. Nel frattempo, i verbali dell'ultima riunione del Fomc hanno fatto emergere che la nuova variante del virus potrebbe ritardare temporaneamente la piena riapertura dell'economia statunitense e frenare il mercato del lavoro.
Il Nikkei 225 ha perso subito lo 0,5% nei primi scambi dopo aver chiuso in rialzo dello 0,6% nella sessione precedente, con gli investitori nervosi per il fatto che le infezioni in Giappone stanno aumentando a un ritmo senza precedenti, con il Ministero della salute che ha detto che la situazione del virus in tutto il Paese ora "è grave al pari di un disastro". Martedì il governo giapponese ha esteso lo stato di emergenza a più aree fino al 12 settembre. Gli investitori hanno prestato poca attenzione alla notizia che il sentiment delle imprese in Giappone ha raggiunto i massimi degli ultimi tre anni e mezzo ad agosto grazie alla ripresa della domanda.
Nel frattempo, il presidente della Fed, Jerome Powell, ha dichiarato martedì che l'economia degli Stati Uniti è stata cambiata in modo permanente dalla pandemia mentre i verbali dell'ultima riunione del Fomc hanno indicato che i funzionari della Fed hanno pianificato di ridurre il ritmo dei loro acquisti mensili di obbligazioni probabilmente prima della fine dell'anno.
I funzionari della Fed hanno espresso una serie di opinioni sul ritmo appropriato della riduzione graduale degli acquisti di attività, ma la maggior parte ha notato che potrebbe essere opportuno iniziare a tagliare gli acquisti di asset già quest'anno, a condizione che l'economia si evolva ampiamente come previsto. La maggior parte dei funzionari ha ritenuto che lo standard di "sostanziali ulteriori progressi" verso l'obiettivo della massima occupazione non sia ancora stato raggiunto, lo standard rispetto all'obiettivo della stabilità dei prezzi invece sì. (riproduzione riservata)