La riunione della Federal Reserve del 26 luglio sarà probabilmente priva di controversie sull’entità del rialzo dei tassi di interesse, ma la successiva conferenza stampa del presidente Jerome Powell sarà rilevante per i mercati, soprattutto in vista di settembre.
Per quanto riguarda luglio, mercati e analisti sono unanimi: la Fed, dopo la pausa di giugno, tornerà ad alzare i tassi di 25 punti base portandoli tra il 5,25% e il 5,5%. A confermarlo era stato lo stesso presidente Powell al termine della riunione del mese scorso, durante la quale aveva sottolineato che il ciclo di rialzi dei tassi era solo in pausa e non era giunto alla sua conclusione.
In questo modo il Fomc ribadirà l’importanza che rivestono non solo i dati relativi all’inflazione, ma anche quelli legati al mercato del lavoro. Infatti, nonostante l’indice dei prezzi al consumo il mese scorso negli Stati Uniti abbia accelerato al ribasso al 3%, le parole e le prospettive che delineerà il numero uno della banca centrale si potrebbero concentrare sulla resilienza dei dati sull’occupazione.
Secondo gli analisti di BofA, la Federal Reserve non è ancora pronta a segnalare la fine della stretta monetaria. Gli analisti di Bank of America si aspettano quattro messaggi chiave dalla conferenza stampa successiva al meeting. In primo luogo Powell ribadirà che il Fomc farà tutto il necessario per riportare l’inflazione al 2% senza creare ingenti danni sull’economia. Per questo motivo (secondo punto) è giustificabile un rallentamento del ritmo del rialzo dei tassi, una mossa che consente di regolare con precisione l’orientamento della politica monetaria. Nonostante questo (terzo punto) per gli esperti Powell non escluderà dallo scenario futuro l’ipotesi di un altro rialzo dei tassi: il dot plot di giugno infatti indicava che la maggior parte dei membri si aspettava più di un aumento del costo del denaro prima della fine dell’anno (Fed Funds al 5,6%). Infine, per evitare ogni errore comunicativo, gli analisti ritengono (quarto punto) che il presidente rimarrà fedele alla retorica sulla dipendenza dei dati, indicando che «se un altro aumento dovesse essere messo in campo questo dipenderà dai prossimi indicatori macroeconomici».
La Fed potrebbe non esprimersi esplicitamente sul percorso di politica monetaria, ma gli analisti di BofA ritengono che il tono della conferenza stampa potrebbe essere interpretato come favorevole a un ulteriore inasprimento. Un altro aumento del costo del denaro prima della fine del 2023 sembra essere scontato. Ciò su cui dibattono gli analisti riguarda quando verrà messo in campo.
Secondo François Rimeu, senior strategist di La Française Asset Management, il presidente Powell segnalerà che la Fed potrebbe ancora «saltare» un rialzo nella prossima riunione di settembre. Tuttavia, avvertirà che la pausa potrebbe non essere la fine del ciclo di inasprimento della Fed. Per Rimeu, Powell indicherà che l’aumento potrebbe avvenire più avanti nel corso dell’anno, lasciando così il tempo ai banchieri di valutare l’evoluzione dell’economia statunitense. Secondo gli esperti di Roberco invece il secondo e, possibilmente ultimo, rialzo dei tassi potrebbe avvenire già a settembre. (riproduzione riservata)