I dati sul mercato del lavoro migliori del previsto hanno alleviato i timori di recessione e dato una spinta all’indice S&P 500, che è avanzato dell'1,47%, chiudendo a 5.687 punti. Si tratta del nono giorno consecutivo di rialzi dell’indice di mercato. Il Dow Jones Industrial Average è balzato invece di 564,47 punti (+1,39%), per chiudere a 41.317, mentre il Nasdaq ha guadagnato l'1,51% e si è attestato a 17.978.
Con il rialzo di venerdì 2 maggio, l’S&P 500 ha ora recuperato le perdite dal 2 aprile, quando il presidente Donald Trump ha annunciato i dazi «reciproci». Ciò avviene il giorno dopo che il Nasdaq, l’indice ad alto contenuto tecnologico, ha compiuto la stessa impresa.
I mercati hanno tirato un sospiro di sollievo poiché i dati sull'occupazione sono stati migliori del previsto e, sebbene i timori di recessione siano ancora latenti, la dinamica buy-the-dip può continuare.
Gli investitori erano già ottimisti prima dell’ottimo rapporto sull’occupazione, dopo che la Cina aveva affermato che stava valutando la possibilità di avviare negoziati commerciali con gli Stati Uniti.
Wall Street prosegue la seduta in rialzo. Alle 17:45 il Dow Jones sale dell’1,1%, l’S&P 500 dell’1,3% e il Nasdaq dell’1,4%. La nuova schiarita sui dazi (la Cina sta valutando se avviare i negoziati dopo le recenti aperture arrivate dagli Usa) aiuta le borse americane a dimenticare il calo oltre le attese del pil (-0,3%) nel primo trimestre, il primo dal 2022. Anche i conti delle big tech (leggi sotto) hanno contribuito a riportare l’attenzione sugli utili, la cui crescita è necessaria a giustificare i multipli elevati di Wall Street.
Meta, Microsoft, Apple e Amazon hanno battuto le attese ma hanno lanciato un allarme sul futuro proprio per colpa dei dazi. I mercati ora temono anche l’arrivo della stagflazione con economia che rallenta e prezzi in aumento. In questo contesto rincuora la crescita dell’occupazione, che ad aprile ha superato di nuovo le stime. Gli Usa hanno creato 177 mila posti di lavoro nel settore non agricolo, meno dei 185 mila di marzo ma oltre i 135 mila nuovi posti attesi. Il tasso di disoccupazione si è attestato invece al 4,2%, in linea con la lettura precedente e il consenso.
I dati sul lavoro migliori del previsto hanno spinto il presidente Donald Trump a lanciare un nuovo appello alla Fed per tagliare i tassi di interesse, fermi al 4,25-4,5%. Il Cme FedWatch ritiene che quattro tagli dello 0,25% entro fine 2025 siano lo scenario più probabile (36,9% delle possibilità).
Ecco cinque titoli da monitorare venerdì 2 maggio.
Alle 15:30 il titolo Apple cede il 5%. Il ceo Tim Cook ha messo le mani avanti dopo i conti e ha detto che sarà «molto difficile» prevedere l’impatto dei dazi sui prossimi trimestri. Nel secondo trimestre Apple ha battuto le attese sugli utili (1,65 dollari per azione) e sui ricavi (95,4 miliardi), ma la divisione servizi ha deluso.
Alle 15:30 le azioni Amazon perdono l’1,2%. Nel primo trimestre il colosso dell’e-commerce ha stupito sia lato fatturato (155,67 miliardi) che profitti (1,59 dollari per azione), ma come Apple teme l’impatto dei dazi. Così Amazon si aspetta un utile operativo tra 13 e 17,5 miliardi nel trimestre in corso, meno dei 17,64 miliardi indicati dal consenso.
Alle 15:30 il titolo Chevron sale dello 0,4%. Nel secondo trimestre il gigante petrolifero ha annunciato un buyback tra 2,5 e 3 miliardi, meno dei 3,9 miliardi dei tre mesi precedenti. Anche l’utile netto è diminuito a 3,5 miliardi (-30% su base annua) a causa del forte calo dei prezzi del petrolio.
Alle 15:30 le azioni Exxon Mobil guadagnano lo 0,15%. Nel primo trimestre l’altro big americano dei combustibili fossili ha battuto le attese sull’utile per azione, sceso a 1,76 dollari ma 3 centesimi oltre le previsioni. Il calo è dovuto ancora una volta alla discesa dei prezzi del petrolio. Il fatturato invece è cresciuto a 83,13 miliardi di dollari (83,08 miliardi un anno fa) ma meno degli 86,72 miliardi stimati da Wall Street.
Alle 15:30 il titolo Reddit perde l’1,8%. Nel primo trimestre il social media ha battuto di poco le attese sui profitti (13 centesimi per azione), mentre ha stupito gli investitori con un fatturato di 392,4 milioni (369,5 milioni il consenso). Gli utenti attivi giornalieri sono saliti a 108,1 milioni (+31%) e i ricavi pubblicitari sono aumentati a 358,8 milioni (+61%). (riproduzione riservata)