Le borse Usa chiudono leggermente al rialzo: l’S&P500, il Nasdaq e il Dow Jones guadagnano rispettivamente lo 0,3, lo 0,5 e lo 0,2%. A sostenere i due principali indici Usa è l’andamento positivo dei titoli legati al’AI: Nvidia chiude a +2%, Micron Technology auementa del 4,2%, Advanced Micro Devices guadagna un 1,2%, Corewave registra un +1,8%.
Le fusioni e le acquisizioni annunciate negli Stati Uniti hanno superato quest'anno i mille miliardi di dollari, con un aumento del 29% rispetto allo stesso periodo del 2024, secondo gli analisti di Goldman Sachs
L’S&P500 e il Nasdaq guadagnano lo 0,1 e lo 0,4%, mentre il Dow Jones perde lo 0,1%. In rialzo Nvidia e gli altri titoli dell’AI, come Advanced Micro Devices e Micron Technology.
Il tema centrale della giornata è lo shutdown governativo. Il Dipartimento del Lavoro ha annunciato, in un documento di emergenza diffuso venerdì 26 settembre, che il Bureau of Labor Statistics non pubblicherà alcun dato economico in caso di blocco delle attività. Ciò significa che venerdì mattina non verrà diffuso il consueto report sull’occupazione, se lo shutdown scatterà come previsto alla mezzanotte di mercoledì 31 settembre. Un’assenza pesante per Wall Street, che utilizza quelle cifre – nuovi posti di lavoro e tasso di disoccupazione – come indicatore anticipatore sullo stato dell’economia. Se il blocco dovesse protrarsi, anche il prossimo indice dei prezzi al consumo, previsto per il 15 ottobre, potrebbe subire ritardi.
Sul fronte geopolitico, l’amministrazione Trump ha annunciato un giro di vite contro le aziende considerate un rischio per la sicurezza nazionale, inserendole in una lista nera commerciale. La mossa, che potrebbe colpire centinaia di imprese cinesi, rappresenta l’ennesimo capitolo della corsa tecnologica tra Washington e Pechino. Con la nuova regola, anche le controllate delle società già presenti nella “entity list” del Dipartimento del Commercio saranno soggette alle stesse restrizioni.
Infine, occhi puntati sul mercato del debito corporate, dove gli investitori stanno acquistando obbligazioni societarie a ritmi frenetici, nonostante i rendimenti siano ai minimi da decenni. Un entusiasmo che per alcuni analisti nasconde un eccesso di ottimismo e rischia di preparare il terreno a una correzione. La preoccupazione è che le valutazioni eccezionalmente elevate stiano mascherando gli squilibri del mercato, con spread sempre più risicati tra bond corporate investment grade e i ben più sicuri Treasury americani.
Il Dow Jones è in calo dello 0,2%, mentre l’S&P500 il Nasdaq guadagnano, rispettivamente, lo 0,2 e lo 0,4%.
Gli investitori temono un possibile blocco parziale del governo federale, nonostante i colloqui dell’ultimo minuto tra il presidente Trump e i leader del Congresso previsti per oggi. Secondo Polymarket, piattaforma di prediction market basata su criptovalute, la probabilità di uno shutdown mercoledì è stimata al 73%, mentre su Kalshi, piattaforma concorrente, le possibilità vengono valutate al 71%. Nel corso del fine settimana, le stime superavano l’80%, ma i numeri sono scesi dopo che Trump ha fatto marcia indietro e ha accettato di partecipare ai colloqui odierni, che coinvolgeranno i principali esponenti Democratici di Camera e Senato.
Tornando ai mercati, l’ultimo sondaggio trimestrale di Deutsche Bank tra gli investitori istituzionali mostra che le preoccupazioni che le azioni tecnologiche statunitensi siano in una bolla sono aumentate.
Su una scala da 1 a 10, da «nessuna bolla» a «bolla estrema», i partecipanti hanno valutato le azioni tech 7,4. Si tratta di un aumento rispetto all’anno scorso, ma ancora sotto i livelli del 2021, quando i tassi di interesse vicini allo zero erano il principale motore delle valutazioni del settore. Da allora, l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale ha alimentato i rialzi di società come Nvidia e Oracle.
Il report di Deutsche Bank si basa su 280 risposte da tutto il mondo, raccolte la scorsa settimana su una serie di temi finanziari.
Gli intervistati hanno percepito la Federal Reserve meno indipendente rispetto al passato e hanno stimato una probabilità di quasi il 40% che il presidente della Fed, Jerome Powell, resti come governatore dopo la fine del suo mandato a maggio. Ma come sottolineato dagli esperi di DB, la grande dispersione delle risposte indica incertezza.
Negli ultimi mesi, il presidente Trump ha esercitato pressioni su Powell per abbassare i tassi di interesse. Nel fine settimana ha pubblicato su Truth Social una vignetta in cui licenziava il presidente della Fed.
L’S&P500, il Nasdaq e il Dow Jones guadagnano rispettivamente lo 0,5, lo 0,6 e lo 0,4%. Poco mosso il rendimento del decennale al 4,16%. Si affievolisce la forza del dollaro, con il Dollar Index (Dxy) che si indebolisce dello 0,3% a 97,8 punti contro un paniere composto dalle principali valute dei Paesi sviluppati. L’oro aggiorna per l’ennesima volta nell’anno i record storici, superano il massimo del 26 settembre. Il metallo giallo guadagna un 1,7% a 3822 dollari l’oncia. Sempre in ambito materie prime, si segnala il calo del 2,1% del petrolio Wti a 63,81 dollari al barile. Il greggio sconta la notizia secondo cui l’Opec+, probabilmente approverà un ulteriore aumento della produzione di petrolio greggio nella riunione di domenica. Secondo Reuters, il gruppo dovrebbe confermare un aumento di almeno 137.000 barili al giorno per novembre, poiché i prezzi del petrolio in crescita incentivano gli sforzi per riconquistare quote di mercato.
Tornando alla politica interna Usa e al sempre più imminente rischio di shutdown federale, stando a quanto riportato dal Wall Street Journal, il presidente Trump incontrerà i leader del Congresso in giornata per trattative dell’ultimo minuto, in vista di un nuovo voto del Senato su un’estensione dei finanziamenti che i Democratici avevano precedentemente respinto. Tuttavia, c’è poco ottimismo su un accordo. I mercati predittivi stimano il rischio di uno shutdown oltre il 70%. Gli analisti di Barclays affermano che uno shutdown durerebbe probabilmente almeno cinque giorni e potrebbe protrarsi per un periodo più lungo.
Per quanto riguarda i dati macro, il rapporto ufficiale sull’occupazione di settembre è previsto per venerdì 3 ottobre (Nonfarm Payrolls/ Buste Paga non agricole), ma potrebbe subire ritardi in caso di shutdown. I dati sulle offerte di lavoro e il rapporto Adp sull’occupazione, in programma all’inizio della settimana, potrebbero ricevere quindi maggiore attenzione.
Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.
La società di videogiochi è oggetto di un’operazione di leverage-buyout da 52,5 miliardi di dollari. Le azioni sono salite di circa il 5% all’avvio delle contrattazioni.
Venerdì 26 il presidente Trump ha chiesto a Microsoft di licenziare il capo degli affari globali, che in precedenza aveva lavorato per l’amministrazione Biden. La richiesta è arrivata un giorno dopo che l’azienda aveva disabilitato l’accesso del Ministero della Difesa israeliano a determinati servizi e abbonamenti. Il titolo apre poco mosso a +0,1%.
L’operatore crocieristico pubblicherà i risultati finanziari in giornata. A giugno, la società aveva rivisto al rialzo le previsioni annuali. Le azioni sono salite dello 0,3% all’apertura di Wall Street.
Le azioni del gigante cinese dell’e-commerce sono aumentate del 4,8%, dopo che la società ha annunciato la scorsa settimana piani per aumentare gli investimenti in cloud computing e intelligenza artificiale.
Le azioni della società biofarmaceutica sono crollate di circa il 90% nei primi minuti di contrattazione, a seguito della pubblicazione di deludenti risultati di una sperimentazione per un farmaco contro un disturbo della pelle.(riproduzione riservata)