Wall Street chiude in netto rialzo: Dow Jones +2,5%, S&P500 +2,9%, Nasdaq +3,8%. Sembra proprio che per i mercati siamo vicini alla fine della guerra. L’accelerazione dei listini è avvenuta quando il presidente dell’Iran Masoud Pezeshkian ha detto all’agenzia di stampa iraniana di essere disposto a porre fine alla guerra, a condizione che vengano fornite garanzie per prevenire ulteriori attacchi. Il petrolio Wti scende dello 0,9% a 101,91 dollari al barile. Oro in rialzo del 3,4% a 4.713 dollari l’oncia.
Alle 20:20 il Nasdaq balza del 3,4% e Dow Jones e S&P500 sono in rialzo di oltre il 2%, sulla scia di indiscrezioni che suggeriscono una possibile fine della guerra con l'Iran.
I listini hanno hanno accelerato, dopo che hanno iniziato a circolare notizie secondo cui il presidente iraniano Masoud Pezeshkian sarebbe disposto a porre fine alla guerra, a condizione che vengano fornite garanzie per prevenire ulteriori attacchi. Bloomberg News ha attribuito la notizia all’agenzia di stampa statale iraniana.
E così i future sul petrolio Brent cedono il 2,5% a 104,7 dollari al barile. Il rendimento del Treasury decennale perde 4,7 punti base al 4,3%. L’indice di volatilità Vix crolla del 14% a 26,27 punti.
In precedenza, il Wall Street Journal aveva riportato che il presidente Trump aveva detto ai suoi collaboratori di essere disposto a porre fine alla campagna contro l'Iran anche se lo Stretto di Hormuz dovesse rimanere in gran parte chiuso, rimandando a un secondo momento una complessa operazione per riaprirlo.
L’indice tenologico viene trainato dai colossi a elevata capitalizzazione noti come “Magnifiche 7”. Le azioni di Nvidia, Meta e Palantir guadagnano oltre il 3,3%, e le azioni di Alphabet, Amazon e Tesla sono in rialzo di oltre il 2,4%. In verde anche Apple (+1,1%) e Microsoft (+1,5%).
I colossi delle tecnologia Usa pesano tanto anche nell’S&P500, che guadagna l’1,4%, mentre il Dow Jones, meno esposto al comparto hi-tech, avanza dell’1,1%.
Tra i singoli titoli, Snap balza di circa il 13% dopo che Bloomberg ha riportato che il fondo attivista Irenic Capital Management ha annunciato di aver acquisito una posizione nella società di social media e ha raccomandato di scorporare o chiudere la divisione degli occhiali intelligenti Specs.
Pur essendo stato un mese particolarmente difficile per i mercati azionari, non ci sono stati solo sconfitti nel mercato. Nel comprato energetico, l’United States Oil Fund Lp ha registrato un aumento di circa il 59% a marzo, la sua migliore performance mensile di sempre. L'Etf State Street SPDR Oil & Gas Exploration & Production è in rialzo di oltre il 20%, avviandosi a registrare il suo miglior mese da ottobre 2022. Le azioni di Phillips 66, Chevron ed Exxon Mobil, inoltre, sono sulla buona strada per registrare la loro migliore performance trimestrale di sempre.
Tra i migliori performer del mese anche ai titoli legati ai produttori di fertilizzanti, il cui prezzo si è impennato a causa dello shock d’offerta derivante dal blocco dello Stretto di Hormuz. Tra le azioni del settore, Dow si avvia a registrare il suo miglior mese di sempre. Le azioni di CF Industries, in calo del 3,8% nella seduta odierna, stanno vivendo il loro miglior mese dal 2020.
Lato macro, la fiducia dei consumatori è salita più del previsto nel mese di marzo, con l’indice di riferimento che sale a 91,9 punti dai 91 di febbraio, al di sopra degli 87,8 punti previsti dal consensus degli analisti.
I listini accellerano al rialzo grazie all’apertura del presidente Donald Trump sul conflitto in Medio Oriente. Il Nasdaq balza dell’1,4%, seguito dall’S&P500 (+1,1%) e dal Dow Jones (+0,8%). Trump ha detto ai suoi collaboratori di essere disposto di porre fine alla guerra anche senza riaprire completamente lo Stretto di Hormuz, attraverso cui, prima del conflitto, transitava circa un quinto del petrolio globale.
I mercati energetici hanno inizialmente accolto con favore la notizia, interpretandola come un segnale di conclusione delle tensioni. Tuttavia, l’evoluzione del conflitto è tutt'altro che certa. In mattinata Trump ha esortato gli altri Paesi del Golfo a lanciare una propria operazione per strappare il controllo dello stretto al controllo di Teheran. Durante la notte, una petroliera kuwaitiana ancorata al largo del porto di Dubai è stata colpita da un drone, segnale che la tensione nel golfo rimane elevata.
Il petrolio Brent è sceso durante la notte, a seguito delle dichiarazioni di Trump, per poi invertire la rotta e oscillare tra rialzi e ribassi nel corso della mattinata. Al momento della stesura, i future sul Brent sono piatti a 107,5 dollari e negli ultimi tre mesi il prezzo dei contratti è aumentato del 73%: si tratta del maggiore rialzo trimestrale dalla Guerra del Golfo del 1990.
Nel frattempo, negli Usa i prezzi della benzina hanno superato la soglia dei 4 dollari al gallone per la prima volta dall’agosto 2022, prova che la crisi energetica si stia ripercuotendo negativamente sui consumatori.
Tra i metalli preziosi, l’oro, dopo quattro settimane di rosso, continua con il rimbalzo e avanza dell’1,5% a 4.580 dollari l’oncia, sostenendo le quotazioni di titoli minerari come Barrick Mining (+2,9%) e Novagold Resources (+4,2%).
Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.
Unilever ha raggiunto un accordo con McCormick per unire la propria divisione alimentare con quella del gruppo statunitense delle spezie, dando vita a un colosso del settore dal valore di circa 65 miliardi di dollari. A Londra il titolo Unilever è sceso, mentre McCormick cade di circa il 10% in avvio di seduta.
Le azioni Apellis Pharmaceuticals sono balzate di oltre il 130% al suono della campanella dopo che Biogen ha annunciato l’intenzione di acquisire la società per 41 dollari per azione, rispetto ai 17,09 dollari della chiusura di lunedì. Il titolo Biogen ha invece registrato un lieve calo all’apertura di Wall Street.
Le azioni di Centessa Pharmaceuticals sono salite del 45% alliapertura dei mercati dopo l’annuncio di un accordo di acquisizione da parte di Eli Lilly, che prevede un premio del 38% rispetto ai prezzi precedenti.
Marvell Technology guadagna terreno dopo aver annunciato una partnership con Nvidia, che ha anche effettuato un investimento nella società. Le azioni a aprono a +7,9%.
Gli investitori guardano a Nike, che pubblicherà i risultati trimestrali martedì pomeriggio. Il titolo registra rialzo dell’1,8% nelle contrattazioni di apertura. (riproduzione riservata)