Wall Street chiude con gli indici vicini alla parità: Dow Jones -0,1%, S&P500 +0,1%, Nasdaq +0,1%.
Prima stoccata degli Stati Uniti contro TikTok nella battaglia legale per il futuro della piattaforma di video brevi nel Paese. In un documento depositato presso la corte federale d'appello di Washington, il Dipartimento di Giustizia accusa il social media di aver utilizzato la propria tecnologia per raccogliere informazioni sulle opinioni degli utenti su temi sociali controversi, come aborto, religione e controllo delle armi.
Wall Street apre la seduta del 29 luglio leggermente in rialzo, dopo che tutti i principali indici azionari hanno chiuso la seduta di venerdì 26 luglio in territorio positivo. Alle 15:30, il Dow Jones guadagna lo 0,19%, l’S&P lo 0,3%, e il Nasdaq lo 0,5%.
Gli utili delle società che usciranno questa settimana saranno determinanti per stabilire se i titoli tecnologici riusciranno a riprendersi. Microsoft, Meta Platforms, Apple e Amazon presenteranno i loro risultati trimestrali nei prossimi giorni. Un altro evento chiave della settimana sarà la riunione della Federal Reserve, che rilascerà una nuova dichiarazione sulla politica monetaria mercoledì 31 luglio. Non si prevede che la Fed tagli i tassi di interesse durante l’incontro del Fomc, ma i trader cercheranno indizi sulla probabilità che la banca centrale Usa faccia una mossa nella riunione di settembre.
Il rendimento del Treasury decennale è in calo al 4,16%, in attesa della decisione della Fed di questa settimana. Il cambio euro-dollaro è in lieve flessione a 1,081. Il prezzo del Brent scende dello 0,21% e il Wti dello 0,13%.
Ale 15:30 le azioni di McDonald’s cedono lo 0,12%. Il fast food ha chiuso il secondo trimestre con un utile netto di 2,02 miliardi di dollari (-12% rispetto al 2023). La flessione delle vendite è stata dell'1% a causa di una performance debole in tutti i principali Paesi. In particolare, la società ha registrato un calo dello 0,7% negli Stati Uniti, una contrazione dell'1,1% nella divisione che include i paesi europei come la Francia e la Germania, e una diminuzione dell'1,3% nell’area che comprende Cina, Giappone e Medio Oriente.
Già da tempo, la società aveva avvertito che la concorrenza per i clienti era diventata più agguerrita a causa dell'indebolimento della fiducia dei consumatori. La catena sta di conseguenza puntando sugli sconti per riportare i clienti: a fine giugno, cinque giorni prima della chiusura dell’esercizio trimestrale, ha lanciato un'offerta di un menu a 5 dollari.
Il titolo di Tesla sale del 3,3% alle 15:30, dopo i forti cali della scorsa settimana. Il rialzo arriva grazie agli analisti di Morgan Stanley, che hanno incluso la casa automobilistica di Elon Musk nella classifica delle «top pick» tra i titoli auto statunitensi. Il giudizio positivo sta dando un impulso positivo alle azioni dell’azienda, dopo i conti deludenti della scorsa settimana che gli hanno fatto perdere circa l’8%.
Le azioni di Coinbase rimbalzano del 3,1% alle 15:30 . La piattaforma sta beneficiando dell’aumento dell’oltre 2,5% dei prezzi del bitcoin, il massimo di sette settimane. Anche il il titolo del minatore Hut 8, che possiede la più grande riserva della moneta digitale tra le quotate, ne sta beneficiando: le azioni guadagnano il 3,8%.
In generale, i titoli delle criptovalute hanno seguito l'esempio del bitcoin dopo che Donald Trump ha detto che intende creare una riserva nazionale di criptovalute, se dovesse tornare alla Casa Bianca.
Alle 15:30 il titolo di Disney guadadna lo 0,5%. La multinazionale ha dichiarato domenica 28 luglio che il film “Deadpool & Wolverine” dei Marvel Studios ha guadagnato circa 438,3 milioni di dollari a livello globale, di cui 205 milioni a livello nazionale. La società ha dichiarato che il film con protagonisti Ryan Reynolds e Hugh Jackman ha ottenuto «l'apertura globale di maggior incasso per un film vietato ai minori» nella storia del botteghino.
Alle 15:30 le azioni di Abbott Laboratories perdono il 4%. L'azienda sanitaria è stata condannata a pagare 495 milioni di danni in un processo sul latte artificiale per neonati prematuri. Il caso riguarda la mancata comunicazione da parte della società sul rischio che il suo latte artificiale Similac possa causare una malattia intestinale potenzialmente fatale.
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