Le borse Usa chiudono in territorio positivo, in una seduta il cui tema dominante è stata la deposizione del leader venezuelano Maduro. Tra i principali indici, il Dow Jones ha guidato i guadagni, salendo di circa 600 punti (+1,2%) e toccando un nuovo massimo storico, a 48.977 punti. Seguono, in ordine di performance, Nasdaq e S&P500, che chiudono le contrattazioni rispettivamente a +0,7% e +0,6%.
Nell’azionario, dopo che il presidente Donald Trump ha promesso che le società petrolifere americane avrebbero rilanciato la produzione di greggio di Caracas, le azioni delle società di servizi petroliferi, come Baker Hughes (+4,1%), hanno registrato forti aumenti, insieme ai titoli delle raffinerie come Valero (+9,2%). Chevron (+5,1%), l’ultima grande compagnia petrolifera americana ancora operativa in Venezuela, ha guadagnato terreno, così come i suoi concorrenti ConocoPhillips (+2,6%) ed ExxonMobil (+2,2%), che si erano ritirati dal paese quasi 20 anni fa. La prospettiva di un aumento delle tensioni geopolitiche ha spinto al rialzo anche i titoli delle aziende del settore della difesa a livello globale.
Il Nasdaq è stato invece sostenuto dall’andamento di titoli come Tesla (+3,1%), Amazon (+2,9%) e Palantir (+3,7%). I ceo di Nvidia e Amd sono attesi nel corso della serata al Ces, l'evento tecnologico di punta a Las Vegas. Entrambi i titoli hanno aperto in rialzo, ma successivamente hanno ridotto i guadagni e sono passati in negativo.
I prezzi del petrolio sono stati volatili. I future sul Brent, riferimento per i prezzi internazionali, inizialmente hanno registrato un calo, per poi rimbalzare e segnare un aumento di circa l’1,8%. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, gli operatori del settore energetico avvertono che rimangono ostacoli significativi prima che il petrolio venezuelano possa fluire più liberamente sui mercati globali.
Sul fronte metalli, i futures sull’oro, tradizionalmente considerato un rifugio sicuro nei periodi di incertezza, sono saliti del 2,6%. L’argento ha registrato un incremento del 4,6%, mentre il rame ha guadagnato il 5,2%, raggiungendo un nuovo record.
Il Dow Jones guadagna l’1,5% e vola oltre quota 49 mila punti, segnando un nuovo record. Seguono il Nasdaq (+1,2%) e l’S&P 500 (+0,8%). A supportare le quotazioni dell’indice tecnologico ci sono i colossi come Tesla (+4%), Meta (+1,8%), Nvidia (+0,7%) e Amazon (+2,8%).
Tuttavia, dopo i recenti sviluppi geopolitici in Venezuela, i veri protagonisti sono i titoli energetici.
Chevron, l’unico grande attore statunitense ancora operativo in Venezuela, è in rialzo di oltre il 5%, mentre ConocoPhillips sale del 3%.
Bene anche le aziende di servizi petroliferi, come Slb, in rally di quasi il 10%, e Halliburton, che segna +9,8%. Queste società potrebbero beneficiare degli investimenti nell'infrastruttura energetica venezuelana.
Discorso analogo per le raffinerie statunitensi, che potrebbero trarre vantaggio da un potenziale aumento dell’offerta di petrolio pesante da parte del Venezuela. Le azioni di Valero avanzano dell’8,9%, mentre Phillips 66 e Marathon Petroleum guadagnano rispettivamente il 6,4% e il 5,2%.
Male invece le compagnie petrolifere americane focalizzate sul mercato domestico: la prospettiva di un aumento dell’offerta di petrolio ha pesato sui titoli di Devon Energy (-3,7%), Occidental Petroleum (-3,1%) e Diamondback Energy (-4,1%).
Nel settore automotive, Toyota, il secondo player automobilistico degli Stati Uniti, ha registrato un aumento delle vendite dell’8% nell’ultimo trimestre del 2025, sfidando così il rallentamento del settore. Tuttavia, la divisione nordamericana ha chiuso in perdita nei sei mesi terminati il 30 settembre, e il 2026 potrebbe rivelarsi un anno difficile. I dirigenti di Toyota si aspettano aumenti dei prezzi in tutto il settore, prevedendo che le aziende dovranno trasferire parte dei costi tariffari aumentando i prezzi.
«Penso che sia giusto dire che l’intero settore non è stato ancora preparato per le tariffe. Ci sono stati alcuni aumenti dei prezzi, ma non molti, e non molte marche sono andate fino in fondo», ha dichiarato David Christ, capo delle vendite Usa di Toyota. «Stiamo affrontando la situazione mese per mese, e la stiamo monitorando molto da vicino».
Le adr quotate al Nyse segnano +0,3%.
I guadagni sono guidati dal Nasdaq (+0,9%) e sostenuti dai titoli legati all’intelligenza artificiale come Amd e Micron. Seguono, in ordine di performance, l’S&P500 (+0,5%) e il Dow Jones (+0,2%)
Nell’azionario, le azioni del settore energetico e della difesa hanno registrato forti rialzi dopo che gli Stati Uniti hanno destituito il presidente venezuelano Nicolás Maduro e il presidente Donald Trump ha promesso che le compagnie petrolifere americane rilanceranno la produzione di greggio del paese. Chevron, unico grande produttore statunitense ancora presente in Venezuela, ha guadagnato oltre il 5% in avvio di seduta. Tra gli altri titoli in forte rialzo figurano ConocoPhillips ed Exxon Mobil, uscite dal paese quasi vent’anni fa dopo la nazionalizzazione dei loro asset da parte del predecessore di Maduro. In rialzo anche le società di servizi petroliferi come Slb e Baker Hughes.
Sul fronte materie prime, i prezzi del petrolio hanno registrato un andamento volatile. I future sul Brent sono inizialmente scesi per poi riprendersi e scambiare in rialzo. Al momento della stesura il petrolio Brent avanza dell’1,2% a 61,5 dollari al barile. Da segnalare però che gli operatori energetici avvertono che permangono ostacoli significativi prima che il petrolio venezuelano possa fluire liberamente sui mercati globali.
Per quanto riguarda i metalli preziosi, i future sull’oro, tradizionalmente rifugio in momenti di rischio, sono saliti del 2,2%. L’argento è balzato del 4,5% e il rame segna un +4%.
Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.
Le azioni dell’ultima grande compagnia petrolifera statunitense ancora presente in Venezuela, sono salite del 5,5% all’apertura dei mercati. Il presidente Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti contano sulle «più grandi compagnie petrolifere al mondo», che saranno molto coinvolte nel futuro dell’industria petrolifera venezuelana. Per ora, tuttavia, il paese resta un contributo marginale alla produzione e al flusso di cassa di Chevron.
In generale, il settore energetico ha registrato rialzi, con il petrolio Wti in rialzo dell’1,2%. Ne beneficiano aziende del comparto come Exxon Mobil, il cui titolo apre a +2%.
Le azioni Comcast perdono l’1,5%, dopo l’ipo dello spin-off Versant Media Group, che controlla vari canali via cavo tra cui Cnbc, Ms Now e Golf Channel. Versant Media Group perde oltre l’11%
Le azioni della società guidata da Elon Musk guadagnano il 2,1% in avvio di seduta. Il titolo aveva perso il 2,6% venerdì, dopo aver pubblicato i dati sulle consegne annuali, in calo per il secondo anno consecutivo. Il titolo aveva chiuso in ribasso per sette sessioni consecutive, accumulando perdite superiori al 10%, la serie negativa più lunga da aprile 2024.
Le azioni del produttore di chip per l’AI guadagnano il 3,7% all’apertura di Wall Street. La ceo Lisa Su terrà il discorso al Ces di Las Vegas. (riproduzione riservata)