Wall Street chiude contrastata con il Dow Jones che sale dello 0,68% a 48.255,00 punti, lo S&P 500 che avanza dello 0,06% a 6.850,82 punti, mentre il Nasdaq perde lo 0,26% a 23.406,46 punti. Il Nasdaq è stato penalizzato dalle prese di profitto sulle Magnifiche 7, che rappresentano più del 35% e del 45% dei rispettivi panieri. L’indice Cnbc Magnificent 7 index - che traccia l’andamento borsistico delle “sette sorelle” della tecnologia - chiude a -1,1%.
Il Dow Jones invece raggiunge nuovi record storici. L’indice industriale di Wall Street sta performando meglio in termini relativi da agosto. Ciò sarebbe coerente con un andamento da “late cycle bull market”, fase in cui gli operatori esercitano una rotazione da titoli ciclici a titoli più difensivi, come quelli presenti nel Dow Jones.
Il dollaro si mantiene stabile, con il Dollar Index (Dxy) piatto a 99,48 contro un paniere composto dalle principali valute dei Paesi sviluppati. In parallelo, sulle scie di timori legati all’indebolimento occupazionale, il rendimento del decennale registra un calo di 5 punti base al 4,06%.
Un raffreddamento del mercato del lavoro aumenterebbe le probabilità di un taglio dei tassi da parte della Fed nella prossima riunione di settembre.
Il Nasdaq recupera le perdite giornaliere e scambia vicino alla parità, mentre S&P 500 e Dow Jones guadagnano rispettivamente lo 0,2% e lo 0,9%. Il Dollar Index (Dxy) azzera i guadagni giornalieri, rimandando, almeno per oggi, la corsa verso la soglia psicologica dei 100 punti.
Sul mercato delle commodities, l’argento vola, avvicinandosi ai massimi storici raggiunti il mese scorso e in corsa per la migliore settimana da oltre un anno. I futures sull’argento crescono di oltre il 4% a circa 53 dollari l’oncia e hanno guadagnato più del 10% nella settimana. La domanda è sostenuta da produttori di pannelli solari e dispositivi medicali, oltre che da investitori preoccupati per il dollaro e le valutazioni elevate dei mercati azionari. L’argento ha già guadagnato oltre l’80% nel 2025, superando il platino e diventando il metallo prezioso più performante dell’anno, passando anche l’oro ad agosto.
Il petrolio invece cede il 4,2%, tornando sotto i 60 dollari al barile. L’Opec guidata dall’Arabia Saudita ha ridotto la produzione di ottobre rispetto al mese precedente, mentre le scorte globali sono aumentate, suggerendo una domanda più debole sul mercato.
Sul fronte Fed, i prezzi di mercato indicano una probabilità del 65% di un taglio dei tassi nel meeting del 9-10 dicembre, ma senza certezza. Diversi funzionari della banca centrale sono attesi per interventi pubblici: John Williams (New York Fed), Christopher Waller, Stephen Miran e Susan Collins (Boston Fed). L’outlook sui tassi resta incerto, con posizioni divergenti tra i membri del Fomc.
In ambito intelligenza artificiale, le trimestrali di Amd, guidata dal ceo Lisa Su, confermano la società come un competitor sempre più credibile di Nvidia. Amd prevede una crescita annua dell’80% nelle vendite di chip AI nei prossimi anni, con una quota di mercato a doppia cifra entro il 2030. Gli investitori hanno premiato le attese con un rialzo dell’8% delle azioni. Lisa Su, curiosamente, è cugina di secondo grado di Jensen Huang, fondatore di Nvidia.
Nel settore criptovalute, Coinbase seguirà Tesla e altre aziende lasciando il Delaware per reincorporarsi in Texas, citando un contesto legale più favorevole. Paul Grewal, Chief Legal Officer, ha denunciato risultati imprevedibili dei tribunali del Delaware, che avevano spinto anche Elon Musk a trasferire Tesla e SpaceX in altri stati.
Il Nasdaq cede lo 0,5% a 23.361 punti, l’S&P 500 arretra leggermente a 6.844,4 punti, mentre il Dow Jones sale dello 0,8% a 48.288. In rialzo intraday i settori healthcare, finanziario e materiali di base, in calo comunicazioni e energia. La volatilità, misurata dal Vix, segna un lieve aumento (+2,5%) a 17,7 punti, restando però sotto la soglia critica dei 20 punti, che separa mercati tranquilli da mercati volatili.
Nella settimana, tecnologia e beni ciclici per i consumatori si sono posizionati in fondo alle performance settoriali, mentre materiali di base, healthcare e finanziari hanno guidato i rialzi, suggerendo una possibile rotazione settoriale fuori dal comparto legato all’intelligenza artificiale, preoccupando gli investitori per le valutazioni elevate.
Tra le Mag-7, la peggiore è Meta Platforms, in calo del 2,4% intraday, cedendo gran parte dei guadagni dell’anno dopo aver annunciato un aumento della spesa in conto capitale 2025 di 4 miliardi di dollari, portandola a 70-72 miliardi. Palantir, simbolo del settore AI, è stata la peggiore tra le società con capitalizzazione superiore ai 200 miliardi di dollari, dopo che il trimestre Q3 non ha giustificato il suo elevato rapporto prezzo/vendite di 85 volte.
Sul fronte AI, Nvidia investirà un miliardo di dollari per sviluppare un data center green focalizzato sull’intelligenza artificiale nello stato messicano di Nuevo Leon, secondo quanto riportato da Reuters.
Sempre in ambito tecnologico, Alphabet, con Waymo, ha avviato il servizio pubblico di robotaxi sulle autostrade nella Bay Area di San Francisco, Los Angeles e Phoenix, estendendo progressivamente le corse a nuove località come Austin e Atlanta.
Nel settore aereo, Delta Air Lines subisce gli effetti dei tagli governativi ai voli: il ceo Ed Bastian ha stimato un impatto «significativo», con oltre 2.500 cancellazioni nella scorsa settimana. Il governo ha ridotto del 10% la capacità in 40 aeroporti principali per motivi di sicurezza, provocando oltre 9.000 voli cancellati, ma Delta prevede comunque un trimestre solido.
Sul fronte della politica monetaria, il governatore della Fed di Atlanta, Raphael Bostic, definito storicamente “falco”, ha dichiarato che la politica attuale è «lievemente restrittiva» e che preferirebbe mantenere i tassi stabili fino a evidenze chiare di un ritorno dell’inflazione verso il target del 2%. Bostic ha confermato di essere pronto a modificare la sua posizione se i dati lo richiederanno, ribadendo che la stabilità dei prezzi resta la priorità principale.
A trainare gli indici le speranze degli investitori che la Camera possa approvare il pacchetto di spesa destinato a riaprire il governo federale. Il disegno di legge, che proroga i finanziamenti fino al 30 gennaio, passerebbe poi alla firma del presidente Donald Trump. In avvio di seduta, l’S&P 500 guadagna lo 0,3%, il Nasdaq avanza dello 0,6% e il Dow Jones segna +0,3%. Anche la volatilità di mercato appare in calo: l’indice Vix si mantiene sotto la soglia dei 20 punti, dopo aver toccato un massimo di 23 lo scorso venerdì 7 novembre.
Sul mercato valutario, il Dollar Index (Dxy) rimbalza dopo il recente storno iniziato il 4 novembre e si rafforza dello 0,2%, portandosi a quota 99,65 punti contro un paniere di principali valute dei Paesi sviluppati, con l’obiettivo psicologico dei 100 punti ormai nel mirino.
In direzione opposta si muove invece il rendimento del Treasury decennale, in calo di 3,2 punti base al 4,09%. A pesare sul ribasso dei rendimenti sono i segnali di raffreddamento del mercato del lavoro: diversi indicatori, come i dati settimanali di Adp, mostrano un indebolimento dell’occupazione. Un report pubblicato ieri da Goldman Sachs stima che a ottobre l’economia statunitense abbia perso circa 50.000 posti di lavoro.
La riapertura delle attività di governo contribuirebbe a ridurre un’importante fonte di incertezza per i mercati, consentendo la pubblicazione dei dati economici rimasti sospesi, come il rapporto sull’occupazione di settembre, già a partire dalla prossima settimana. Senza statistiche ufficiali, finora investitori e policymaker hanno dovuto navigare «a vista».
Resta inoltre aperta la questione su una possibile nuova riduzione dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve nel meeting di dicembre. All’interno della banca centrale, le opinioni restano divise su quale rappresenti la minaccia maggiore: l’inflazione o l’indebolimento del mercato del lavoro. Gli interventi pubblici previsti oggi di alcuni membri del board, tra cui i governatori Christopher Waller e Stephen Miran, potrebbero offrire nuovi spunti di chiarezza.
Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.
Il titolo del produttore di chip per l’AI segna un +8,6% in avvio di seduta. Ieri, dopo la chiusura dei mercati, la direttrice finanziaria Jean Hu ha dichiarato che l’azienda prevede di aumentare il margine operativo oltre il 35% nei prossimi tre-cinque anni, rispetto al 24% stimato per quest’anno. Ciò, ha aggiunto Hu, delineerebbe un «percorso chiaro» verso utili annuali superiori ai 20 dollari per azione, quasi il doppio delle previsioni di Wall Street, che stimano per il 2028 profitti intorno ai 10,18 dollari per azione.
Le azioni delle startup nucleare aprono a +3,7% nonostante abbia riportato nel terzo trimestre una perdita superiore alle attese, pari a 20 centesimi per azione, contro i 13 centesimi stimati dagli analisti. Ciò dimostra l’entusiasmo del mercato intorno al settore: l’energia nucleare sarà fondamentale per alimentare i data center legati all’AI. La società ha annunciato di aver compiuto progressi nello sviluppo del suo primo impianto di produzione di combustibile nucleare e di aver ampliato la collaborazione con l’Idaho National Laboratory.
In rialzo anche le azioni della società guidata da Jensen Huang, che in avvio di seduta sono in rialzo dello 0,7% dopo la flessione del 3% di ieri. Il calo era collegata alla notizia per cui Softbank aveva ceduto la propria partecipazione nella società più capitalizzata al mondo. Il rialzo odierno arriva dopo che Foxconn – fornitore chiave del colosso dei chip – ha registrato un utile trimestrale superiore alle attese, spinto dal boom dell’intelligenza artificiale che continua ad alimentare la domanda di server. Il gruppo taiwanese, noto ufficialmente come Hon Hai Precision Industry, ha reso noto che i prodotti cloud e di rete hanno rappresentato il 42% dei ricavi complessivi.
Brillante anche la performance di On Holding, balzata del 25% al suono della campanella dopo aver superato le stime di Wall Street su utili e ricavi. Il produttore svizzero di sneaker ha inoltre rivisto al rialzo la guidance per l’intero esercizio su vendite nette ed Ebitda.
Bill Holdings segna un +11,7% nei primi minuti di contrattazione dopo le indiscrezioni secondo cui la società di pagamenti aziendali starebbe valutando diverse opzioni strategiche, inclusa una possibile vendita. La notizia è stata riportata da Bloomberg, che cita fonti vicine al dossier. L’azienda non ha rilasciato commenti alla richiesta di Barron’s.(riproduzione riservata)