Le principali borse statunitensi hanno chiuso in ribasso nella seduta di giovedì: Dow Jones -0,65%, Nasdaq -0,47% e S&P 500 -0,63%. In forte aumento l’indice di volatilità Vix, salito del 20,6% a 24,9 punti, segnale di crescente nervosismo tra gli investitori. Il dollaro si indebolisce, con il Dollar Index (Dxy) in calo dello 0,35% a 98,32 punti, mentre i rendimenti dei Treasury seguono un andamento coerente: il decennale scende al 3,982%, sotto la soglia del 4% per la prima volta da metà settembre, mentre il biennale tocca 3,414%, il livello più basso da settembre 2022.
Sul fronte materie prime, oro e argento continuano la corsa: il metallo giallo supera i 4.300 dollari l’oncia (+2,4%), mentre l’argento sale a 54 dollari (+1,9%). In calo il petrolio Wti a 57,44 dollari al barile (-2,25%), in un contesto che ricorda un “recession trade” tra listini e rendimenti in ribasso.
A preoccupare gli investitori è l’andamento delle banche regionali: l’indice Kbw Regional Banking ha perso il 6,2%, avviandosi al peggior calo giornaliero dal 10 aprile. Jamie Dimon, ceo di JPMorgan, ha richiamato l’attenzione sui fallimenti del prestatore di auto subprime Tricolor Holdings e del produttore di ricambi First Brands, commentando: «Quando vedi uno scarafaggio, probabilmente ce ne sono di più».
Anche il Fondo Monetario Internazionale lancia l’allarme: Kristalina Georgieva si è detta «preoccupata» durante le riunioni del Fmi e della Banca Mondiale a Washington. John Pancari di Evercore Isi evidenzia che grandi banche come PNC, Wells Fargo, KeyCorp, First Horizon, Regions Financial, Synovus e US Bancorp detengono elevati livelli di prestiti Ndfi (Non-Depository Financial Institution loans). Si tratta di finanziamenti concessi da istituzioni non bancarie, più rischiosi perché prive di depositi su cui contare in caso di difficoltà, e oggi rappresentano circa il 33% dei prestiti commerciali e industriali delle grandi banche.
Infine, sul fronte politico, il Senato Usa non è riuscito ad approvare il progetto di legge repubblicano per finanziare il governo e porre fine allo shutdown, per la decima volta in 16 giorni. Il voto si è concluso 51 a 45, lontano dai 60 necessari. Anche il tentativo di far avanzare una legge pluriennale per finanziare il Pentagono è fallito, mentre il leader repubblicano John Thune ha promesso ai Democratici un voto su un’estensione annuale dei crediti fiscali sulla sanità, senza garanzie di approvazione.
S&P500 e Nasdaq perdono lo 0,9%, il Dow Jones registra -0,8%. L’indice di volatilità Vix continua a salire, segnando un +20% a 24.8 punti.
A pesare sugli indici nuove preoccupazioni sulla solidità delle banche regionali. L’indice Kbw Nasdaq Regional Banking ha perso oltre il 5% dopo che Zions Bancorp ha annunciato mercoledì sera un accantonamento di 50 milioni di dollari per coprire due prestiti concessi a clienti coinvolti in cause legali. Nel frattempo, Western Alliance ha reso noto di aver presentato in agosto una causa contro uno dei suoi debitori, accusando l’azienda di frode. Più resilienti sono risultate le azioni di Charles Schwab e U.S. Bancorp, che hanno aggiornato gli investitori dopo risultati solidi diffusi all’inizio della settimana da diversi colossi di Wall Street. Jefferies, invece, ha perso il 9% durante il proprio investor day, tra domande sul lavoro svolto con il crollato produttore di componenti auto First Brands.
Il comparto tecnologico ha registrato rialzi grazie a Taiwan Semiconductor Manufacturing, che ha annunciato utili trimestrali record, confermando la forte domanda di chip per sistemi di intelligenza artificiale. Male il settore del trasporto aereo: le azioni United Airlines sono in calo di circa il 5%, toccando momenti di perdita superiore al 7%, dopo la pubblicazione dei conti trimestrali. La compagnia ha registrato ricavi per 15,2 miliardi di dollari, inferiori ai 15,33 miliardi previsti dagli analisti, e prevede un’accelerazione della domanda di viaggio e del programma di fidelizzazione nella seconda parte dell’anno. In calo anche American Airlines (-4,9%) e Delta (-1,7%).
Sul fronte delle materie prime, i prezzi dell’argento hanno guadagnato il 3,8%, estendendo un rally record che ha spinto gli analisti di Wall Street a rialzare i target sul metallo prezioso. I futures sull’argento con consegna a ottobre sono saliti per la quinta sessione consecutiva a 53,023 dollari l’oncia, mentre l’oro ha toccato un nuovo massimo storico a 4.280,20 dollari l’oncia. Quest’anno l’argento ha guadagnato l’83%, superando sia i principali indici azionari sia l’oro, che sale del 63% nel 2025.
Sul fronte fiscale, il governo federale ha chiuso l’anno fiscale 2025 con un deficit di 1.775 miliardi di dollari, in calo di circa 41 miliardi rispetto all’anno precedente, grazie soprattutto ai ricavi record da dazi doganali, introdotti durante l’amministrazione Trump. L’U.S. ha raccolto 195 miliardi di dollari netti da dazi, rispetto ai 77 miliardi del 2024. Gli interessi lordi sul debito pubblico hanno raggiunto 1,22 trilioni di dollari, in aumento rispetto agli 1,13 trilioni del 2024, mentre il rapporto deficit/pil è sceso al 5,9% dal 6,3% dell’anno fiscale precedente.
S&P500, Nasdaq e Dow Jones perdono lo 0,5%, lo 0,3% e lo 0,4%.
Arrivano aggiornamenti sulle sorti del conflitto tra Russa e Ucraina, direttamente dall’account Truth del presidente Donald Trump. Il presidente statunitense ha dichiarato che lui e il leader russo Vladimir Putin hanno fatto «grandi progressi» durante una telefonata e hanno concordato un incontro a Budapest, in data ancora non confermata.
«L’incontro nella capitale ungherese servirà a verificare se possiamo porre fine a questa ingloriosa guerra tra Russia e Ucraina», ha scritto Trump , alla vigilia dei colloqui a Washington con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
S&P500 e Dow Jones perdono lo 0,3%, il Nasdaq registra un -0,1%. Si segnala che, nonostante le borse siano a un livello più alto rispetto alle 18:30, l’indice di volatilità Vix sale del 9% al 22,5 punti. Ciò significa che le mani forti del mercato si stanno assicurando tramite l’acquisto di put “out of the money” (cioè il cui prezzo di esercizio è lontano dal prezzo corrente di mercato) e, quindi, potrebbero aspettarsi un rintracciamento.
I rendimenti dei Treasury sono scesi: il biennale è arretrato di 8 punti base al 3,43%, mentre il decennale è calato di 5,5 punti al 3,99%.
Sul fronte delle materie prime, l’oro è balzato del 2,4% toccando un nuovo massimo storico a 4.302,80 dollari l’oncia, mentre l’argento è salito del 4,1% a 53,29 dollari, dopo aver segnato un picco di 53,49 dollari.
L’indice del dollaro Ice Usa ha perso lo 0,3% a 98,47 punti, mentre il petrolio Wti è scivolato dello 0,2% a 58,14 dollari al barile.
S&P 500, Dow Jones e Nasdaq scendono tutti dello 0,5%. In rialzo l’indice di volatilità Vix, che guadagna il 5,5% a 21,8 punti, rimanendo sopra quota 20 dallo scorso 10 ottobre, quando il presidente Trump ha riacceso le tensioni commerciali con la Cina, minacciando dazi aggiuntivi fino al 100% dopo la notizia del ridotto export cinese di terre rare.
Come noto in letteratura finanziaria, il livello di 20 punti del Vix rappresenta lo spartiacque tra un mercato tranquillo e uno turbolento. L’andamento dell’indice è strettamente legato alle coperture put acquistate dagli investitori per proteggersi dai ribassi del comparto azionario.
Tra i singoli settori che compono l’S&P500 i peggiori di giornata sono i finanziari (-1,3%), gli industriali (-0,5%) e, a pari merito, i servizi di comunicazione e i beni di consumo discrezioni (entrambi a -0,4%). In generale, sono negativi tutti i comparti a eccezione dell’immobiliare (+0,45%), i sanitari (+0,25%) e i tecnologici (-0,4%).
In particolare, nel comparto bancario, le azioni di Zions Bancorp cedono l’8% dopo che la banca ha registrato una svalutazione di 50 milioni di dollari per coprire due prestiti a clienti coinvolti in azioni legali. Altre banche, come Western Alliance, hanno citato in giudizio i propri debitori per presunti casi di frode; le azioni Western Alliance segnano un calo del 7,5%. Inoltre, Goldman Sachs, Deutsche Bank e altri istituti stanno preparando la vendita di circa 1,2 miliardi di dollari di debito a sostegno dell’acquisizione di una divisione di Finastra Group, con il prestito diviso tra dollari ed euro e in arrivo per sindacazione nelle prossime settimane. L’operazione era stata annunciata all’inizio dell’anno, con chiusura prevista per inizio 2026.
Sul versante tech, gli investitori di Microsoft monitorano la crescita di Azure e l’evoluzione del rapporto con OpenAI in vista dei risultati del primo trimestre fiscale, attesi il 29 ottobre. Secondo Morgan Stanley, la crescita costante di Azure è prevista al 39%, sopra la guidance della società del 37%, sostenuta da solide vendite terze parti, migliore disponibilità di gpu e dati positivi raccolti dai cio. La guidance per il trimestre di dicembre confermerebbe la forte domanda di AI enterprise. I commenti nella conference call e i dati sulle prenotazioni commerciali saranno determinanti per mantenere l’ottimismo. L’investimento azionario in OpenAI peserà sugli utili per azione nel breve periodo, ma Microsoft dovrebbe raggiungere il tetto di 13 miliardi di dollari di perdite entro il quarto trimestre fiscale, sbloccando una crescita dell’Eps superiore al 20% nel 2027.
Attualmente il titolo Microsft quota 515,59 dollari, in rialzo dello 0,42% (+2,16).
S&P500, Nasdaq e Dow Jones guadagnano lo 0,4%, lo 0,7% e lo 0,2%.
Alle 15 il governatore della Federal Reserve Christopher Waller, in un discorso pubblico, ha sostenuto un nuovo taglio dei tassi d’interesse nel corso del mese, ma ha sottolineato che il percorso successivo resta incerto, complicato dalla mancanza di dati ufficiali durante lo shutdown governativo. Il governatore ha evidenziato come la apparente crescita economica robusta sia in contrasto con segnali di debolezza del mercato del lavoro: «O la crescita economica rallenta per allinearsi a un mercato del lavoro debole, oppure il mercato del lavoro si riprende».
Secondo Waller, lo shutdown ha reso più difficile risolvere questa contraddizione, ad esempio ritardando la pubblicazione del rapporto sull’occupazione di settembre. Le sue dichiarazioni indicano una certa ambivalenza rispetto all’alta fiducia dei mercati che la Fed opterà per tagli da un quarto di punto sia a ottobre che a dicembre.
Riguardo al fallimento di First Brands Group, Jefferies aveva collaborato con l’azienda per diversi anni senza problemi, supportandola quest’estate nel rifinanziare i prestiti. Inizialmente la banca aveva indicato ai potenziali finanziatori un debito di circa 5,9 miliardi di dollari, mentre successivamente i consulenti fallimentari hanno stimato che il debito reale superi gli 11,6 miliardi. Le azioni di Jefferies, in calo di circa il 18% dalla fine del mese scorso, erano oggetto di un investor day già programmato per giovedì.
Sul fronte corporate, Uber Technologies ha lanciato un programma pilota negli Stati Uniti per permettere ai conducenti di guadagnare di più svolgendo compiti digitali veloci quando non sono alla guida.
Attraverso l’app, i driver possono accedere a incarichi del gruppo AI Solutions, come caricare foto per addestrare modelli di intelligenza artificiale o registrare campioni audio in varie lingue. Ogni task richiede pochi minuti e nei prossimi mesi saranno aggiunte ulteriori opzioni, ha dichiarato Uber.
Al momento, il titolo Uber quota 93,85 dollari, in calo dello 0,71% (-0,67).
S&P500, Nasdaq e Dow Jones guadagnano lo 0,3%, lo 0,6% e lo 0,2%.
Prosegue una settimana intensa per i risultati aziendali: le azioni di Charles Schwab e U.S. Bancorp guadagnanoo un 1,3% e un 1,7% in avvio di seduta, a seguito dei solidi utili registrati all’inizio della settimana da numerosi colossi di Wall Street.
Il rally dell’oro continua con il metallo giallo che ha raggiunto nuovi massimi intraday in aumento del 1% a 4250 dollari l’oncia. L’argento invece è in lieve calo dello 0,1% a 53 dollari. Nel settore tecnologico, le azioni Hpe hanno subito un calo del 7,7% all’apertura a causa di previsioni deludenti, mentre Salesforce (+6,8%) ha beneficiato di ambiziosi obiettivi di crescita. Il dollaro si mantiene stabile con il Dxy invariato a 98.61 punti.
I prezzi del petrolio Wti sono lievemente in calo dello 0,3% a 58,6 dollari al barile dopo che il presidente Trump ha dichiarato ieri sera che l’India intendeva smettere di acquistare greggio russo. Nuova Delhi ha però precisato che le decisioni sulle importazioni energetiche danno priorità ai consumatori domestici.
Sul fronte macro, l’indice dei servizi della Federal Reserve di New York è sceso a -23,6 in ottobre rispetto a -19,4 di settembre. Si tratta della prima rilevazione del settore servizi per il mese e segnala una contrazione più diffusa. I dati relativi al clima di affari, all’occupazione e ai salari sono tutti diminuiti, mentre la misura dei prezzi pagati è aumentata, indicando significativi rialzi dei costi. L’indice manifatturiero mensile della Federal Reserve di Philadelphia è sceso a -12,8 in ottobre dopo il rialzo a 23,2 di settembre, registrando un calo molto più ampio delle attese, che prevedevano un lieve decremento a 10,0 secondo un sondaggio Bloomberg. Si sono registrati ribassi nelle letture di spedizioni e occupazione, mentre nuovi ordini e prezzi pagati sono aumentati, pur rimanendo sopra il punto di pareggio.
Sul fronte dei mercati globali, le borse sudcoreane hanno registrato forti rialzi, con i gruppi automobilistici Hyundai (+8,3%) e Kia (+7,2%)tra i principali vincitori. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato ieri che i due Paesi sono vicini a finalizzare un accordo commerciale.
Gli investitori guardano ora alla Federal Reserve, in vista della riunione di fine ottobre sui tassi di interesse. Quattro governatori della banca centrale sono attesi oggi con interventi pubblici, offrendo possibili indicazioni sul pensiero dei policymaker.
Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.
Il colosso svizzero dei KitKat e delle capsule Nespresso prevede di ridurre i costi tagliando 16.000 posti di lavoro nei prossimi due anni. Le azioni hanno guadagnato oltre il 7%.
Il produttore taiwanese di chip ha registrato un utile record, superando nettamente le stime degli analisti, e ha alzato le previsioni di fatturato per il 2025. Le azioni quotate negli Stati Uniti aprono a +1,4%.
La banca depositaria ha chiuso il trimestre con un utile in aumento, sostenuto dall’incremento dei ricavi netti da interessi e delle commissioni. Ma il titolo perde uno 0,5% in avvio di seduta.
Il broker ha registrato un utile trimestrale più alto, grazie a volumi di trading elevati e afflussi di capitale. Le azioni sono salite dell’1,3% all’apertura dei mercati.
L’assicuratore ha riportato un utile trimestrale in crescita grazie all’aumento dei ricavi, sebbene i premi netti sottoscritti siano risultati inferiori alle attese degli analisti. Le azioni hanno perso quasi il 4% all’apertura di Wall Street.(riproduzione riservata)