Wall Street chiude in rialzo: Dow Jones +1,4%, S&P500 +0,8%, Nasdaq +0,7%. Vola Warner Bros Discovery (+28,8%) sulle indiscrezioni del Wall Street Journal di un’offerta tutta cash da parte di Paramount Skydance.
Sul fronte commerciale, i dazi tornano a pesare. In agosto i produttori nordamericani hanno fatto scorta di materie prime e componenti per anticipare l’impatto tariffario, spingendo l’indice di accumulo di Gep ai massimi da due anni e mezzo. Secondo l’analisi della società, l’impennata è stata guidata dai produttori statunitensi che hanno anticipato gli acquisti per evitare i rincari legati alle tariffe. «Sempre più aziende stanno accumulando scorte proprio a causa delle preoccupazioni sui prezzi», ha spiegato Michael DuVall, responsabile globale della strategia supply chain di GEP. Una dinamica che contrasta con il resto del mondo, dove invece le pressioni sulle catene di fornitura stanno diminuendo.
Intanto, il segretario al Commercio Howard Lutnick, intervistato da Cnbc, ha confermato che è in arrivo un accordo con Taiwan e che negoziati sono in corso anche con la Svizzera. Più complessa la partita con la Corea del Sud, mentre sull’India Lutnick ha chiarito che «deve aprire il proprio mercato e smettere di acquistare petrolio russo». Un recente accordo con il Giappone, che prevede un taglio dei dazi sulle auto in cambio di investimenti giapponesi in progetti statunitensi scelti da Trump, rappresenta – secondo Lutnick – un modello per i futuri negoziati. Ma poco spazio resta per gli esportatori americani: il mercato auto giapponese resta saldamente in mano ai player domestici, con un’unica curiosa eccezione – i Chevrolet guidati dalla Yakuza.
Sul fronte dei consumi, la catena di supermercati Kroger ha dichiarato di assorbire gran parte dei costi legati ai dazi per non trasferirli sui clienti, nella speranza di attrarre più consumatori in un momento in cui la spesa fuori casa rallenta. Tuttavia, diversi produttori alimentari e ristoranti hanno già aumentato i prezzi per far fronte all’aumento dei costi di carne e caffè.
Infine, sul fronte corporate, Paramount-Skydance starebbe preparando un’offerta prevalentemente in contanti per l’acquisto di Warner Bros. Discovery, sostenuta dalla famiglia Ellison. L’offerta riguarderebbe l’intero gruppo, dalle reti via cavo agli studios cinematografici. Warner aveva già annunciato a fine 2024 la volontà di ristrutturarsi in due divisioni – una dedicata al business tradizionale della tv via cavo e l’altra a streaming e cinema. Skydance, guidata da David Ellison, figlio del miliardario Larry Ellison, ha appena completato la fusione con Paramount, proprietaria tra gli altri di Nickelodeon, MTV, Comedy Central e Paramount Pictures.
Tutti e tre gli indici aggiornano i loro massimi storici,: l’S&P500 guadagna uno 0,8%, il Nasdaq uno 0,7% e il Dow Jones registra un +1,3%.
Il rialzo è legato alle crescenti aspettative degli operatori su nuovi tagli dei tassi da parte della Fed. I dati di giovedì, che hanno mostrato un aumento delle richieste di sussidio di disoccupazione, hanno rafforzato la convinzione dei trader che la banca centrale americana inizierà un percorso di riduzione del costo del denaro che vada oltre la singola riunione.
Secondo le rilevazioni di mercato del Cme basate sui futures, gli investitori vedono al momento per fine anno una probabilità di circa tre su quattro che i tassi si attestino tra il 3,5% e il 3,75%, corrispondente a tagli di un quarto di punto in ciascuna delle tre riunioni Fed rimanenti nel 2025.
Le stime indicano circa il 9% di probabilità che i tassi calino di un punto percentuale, il che richiederebbe almeno un taglio da mezzo punto, e una probabilità del 14% per due riduzioni.
I prezzi di mercato riflettono invece scarse probabilità di un singolo taglio o di un mantenimento dei tassi, come avvenuto finora quest’anno.
Nonostante sui mercati regni la compiacenza, più di un economista di rilievo sta esprimendo preoccupazione per il dato odierno delle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione, il più alto dal 2021.
Kathy Jones – Chief Fixed Income Strategist e Managing Director dello Schwab Center for Financial Research – ha scritto sul suo profilo X: «Le richieste di sussidio di disoccupazione salgono ai livelli più alti dal 2021, mentre l’inflazione resta elevata. Probabilmente ciò non impedirà alla Fed di tagliare i tassi la prossima settimana, ma rappresenta una combinazione difficile per la politica monetaria futura»
Mohamed El-Erian – economista e consulente finanziario internazionale, ex ceo di Pimco e noto commentatore di mercati e politica monetaria – ha commentato, sempre sulla piattaforma social di proprietà di Elon Musk:«Con i dati sul cpi statunitense in linea con le previsioni, il principale fattore di movimento dei mercati questa mattina sono le richieste di sussidio di disoccupazione, risultate molto più alte del previsto. Il segnale complessivo dei dati di questa settimana è chiaro e, come sottolineo da tempo, sempre più condiviso da altri: l’inflazione può restare sopra l’obiettivo della Fed, ma il rischio maggiore per l’economia riguarda la rapidità e l’intensità del rallentamento del mercato del lavoro».
Sempre su X, Justin Wolvers – economista australiano-americano, professore di economia e politiche pubbliche presso l'Università del Michigan, noto per il suo lavoro in economia del lavoro, macroeconomia e politiche sociali – ha lanciato l’allarme: «Un forte aumento negli ultimi dati sulle richieste iniziali di sussidio di disoccupazione. Le richieste iniziali rappresentano i dati più tempestivi, indicando cosa è accaduto la scorsa settimana. Questo picco può significare due cose: o rumore statistico, che potrebbe essere corretto la prossima settimana. Oppure il nostro sistema di allerta precoce che sta suonando l’allarme. Restate sintonizzati».
Infine, Parker Ross – Global Chief Economist per Arch Capital Group –invita alla calma, sottolineando come il dato possa essere stato influenzato da dinamiche stagionali e da un ispattato picco nelle richieste in Texax. In un suo post scrive: «Allora, i dati sulle richieste di sussidio di questa settimana cambiano davvero le carte in tavola? Io aspetterei un paio di settimane di dati prima di farsi prendere dall’entusiasmo. L’ampiezza dell’aumento è limitata. La scorsa settimana riguarda quasi esclusivamente il Texas. Il periodo festivo, unito al picco straordinario in Texas, potrebbe essere soggetto a revisioni o correzioni.Vale sicuramente la pena monitorare attentamente nei prossimi giorni».
I mercati sembrano ignorare la lettura sul dato dell’indice dei prezzi al consumo (Cpi), che mostra come l’inflazione resti appiccicosa. L’S&P500 guadagna uno 0,2%, il Nasdaq uno 0,1% e il Dow Jones uno 0,5%.
Il dato sul Cpi, rilasciato alle 14:30, relativo all’inflazione a valle nella filiera, ha mostrato che i prezzi al consumo negli Stati Uniti sono aumentati del 2,9% ad agosto, in accelerazione rispetto al 2,7% di luglio e in linea con le previsioni degli economisti interpellati dal Wall Street Journal. Il tasso rimane sopra l’obiettivo del 2% della Fed, ma gli operatori confidano comunque in un intervento di riduzione del costo del denaro per rispondere al rallentamento del mercato del lavoro.
Con riferimento a questo tema, sempre alle 14:30 è stata pubblicata la rilevazione statistica settimanale relativa alle richieste settimanali di sussidi di disoccupazione. Il dato non lascia spazio ad interpretazioni: il mercato del lavoro continua a presentare segni di debolezza. Le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione hanno raggiunto 263.000 negli ultimi sette giorni, in aumento rispetto alle 236.000 della settimana precedente e ben oltre le 235.000 previste dagli economisti. Si tratta del livello più alto dal 2021.
Le richieste continuative, che riflettono il numero totale di disoccupati, si sono attestate a 1,94 milioni nella settimana fino al 30 agosto. Dopo un’estate di calo delle assunzioni, non ci sono ancora stati aumenti significativi dei licenziamenti, ma le richieste di sussidi sono in crescita costante da metà luglio, confermando un rallentamento più profondo del mercato del lavoro.
Il dato sulle richieste di disoccupazione arrivato congiuntamente con il Cpi, che mostra un’accelerazione dell’inflazione, conferma la complessità dello scenario economico e le sfide che attendono la Fed nel bilanciare crescita e stabilità dei prezzi.
Ecco cinque titoli da monitorare.
Le azioni della società software sono scese del 3,6% in avvio di seduta. Ieri avevano registrato un’impennata di circa il 40% dopo che Oracle ha annunciato importanti contratti legati all’intelligenza artificiale, inclusa un’intesa da 300 miliardi di dollari nel cloud con OpenAI, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal.
La piattaforma online per il mercato immobiliare ha nominato un alto dirigente di Shopify come nuovo ceo, dopo aver rimosso il precedente amministratore delegato su pressione degli investitori. Il titolo “meme stock” è balzato del 40% all’apertura dei mercati Usa.
Le azioni della catena di supermercati hanno registrato un rialzo dell’1% all’apertura dei mercati Usa, in attesa della pubblicazione del rapporto trimestrale.
Il produttore di iPhone registra un +0,5% in avvio di contrattazione dopo un calo del 3% registrato mercoledì, conseguente al lancio di un nuovo iPhone e altri prodotti che non hanno entusiasmato gli investitori.
Le azioni della società di consegna sono salite dello 0,6% all’apertura di Wall Street, nonostante BofA Securities abbia declassato il target di prezzo sul titolo.