I principali indici Usa chiudono negativi: l’S&P500 e il Nasdaq perdono lo 0,1% e il Dow Jones lo 0,3%.
L’attenzione del mercato è concentrata sulla decisione della Federal Reserve riguardo il taglio di tassi di interesse e, soprattutto, sulla conferenza stampa che Powell terrà domani alle 20:30 ora italiana. Il mercato ha già ampiamente scontato che i funzionari della Fed taglieranno i tassi di un quarto di punto percentuale spinti dal rallentamento recente della crescita dell’occupazione.
Il presidente della Fed, Jerome Powell, aveva anticipato la decisione il mese scorso in occasione del Simposio di Jackson Hole, determinando un definitivo abbandono del paradigma “higher for longer” e dando priorità alle preoccupazioni sull’occupazione rispetto ai timori persistenti sull’inflazione. Come sottolinea il giornalista Nick Timiraos in un articolo per il Wall Street Journal, alla riunione di domani non mancheranno trame e intrighi politici. Ecco i tre elementi a cui prestare attenzione.
Innanzi tutto i dot plot compilati da Powell e gli altri membri del board. Infatti, nelle proiezioni economiche trimestrali, Powell e i suoi colleghi potrebbero indicare un totale di tre tagli nel 2025, oppure confermare i due previsti a giugno. Quest’ultimo scenario sarebbe ribassista per i mercati che scontano, con una probabilità di poco maggiore al 70%, una riduzione di 75 punti base nel costo del denaro da qui a fine anno. Ciò corrisponderebbe a un taglio per ogni riunione a disposizione.
In secondo luogo, il numero di dissensi in merito alla decisione finale. Nell’ultima riunione di luglio, due governatori, Michelle Bowman e Christopher Waller, si erano opposti alla decisione di mantenere i tassi invariati. Lo faranno di nuovo, ritenendo necessari tagli più aggressivi?
Infine, il voto del neo nominato Stephen Miran, consigliere economico del presidente Trump, che è stato confermato questa settimana dal Senato come nuovo governatore della Fed. Sosterrà il consenso della banca centrale o spingerà per tagli più aggressivi, come auspicato dal presidente?
L’S&P500 perde lo 0,2%, il Nasdaq lo 0,1% e il Dow Jones lo 0,4%. Al rialzo del 3,25% a 16,2 punti l’indice di volatilità Vix, segnale che gli investitori stanno aumentando le coperture in vista della decisione della Fed sui tassi di interesse e del successivo discorso di Powell.
Da un lato l’S&P500 e il Nasdaq scambiano nei pressi della parità. Dall’altro il Dow Jones, registra -0,1%. Il rendimento del decennale sale da 4,044% al 4,06%.
Inizia oggi, in un insolito clima di tensione, la riunione della Federal Reserve sulla politica monetaria. Nella notte, infatti, una corte d’appello ha bloccato il tentativo del presidente Trump di rimuovere la governatrice della Fed Lisa Cook. La decisione le consente di partecipare alla due giorni della banca centrale. Insieme a lei ci sarà Stephen Miran, principale consigliere economico di Trump, confermato ieri sera dal Senato come membro del board della Fed.
Il mercato ha già scontato che la Fed taglierà il tasso di riferimento di un quarto di punto domani. Gran parte dell’attesa riguarda il tono che adotterà Jerome Powell nella conferenza stampa: più “falco” o più “colomba”. Stando ai dati forniti dal Cme FedWatch Tool, gli investitori scontano tre tagli da 25 punti base entro fine 2025 – uno per ciascuna riunione rimanente – con una probabilità del 70,3%.
Per quanto riguarda i dati macroeconomici, alle 14:30 è stata rilasciata il dato sulle vendite al dettaglio relativo al mese di agosto che ha mostrato segnali di resilienza da parte dell’economia Usa, nonostante i recenti segnali di indebolimento provenienti dal mercato del lavoro. Il dato ha infatti mostrato un aumento delle vendite al dettaglio dello 0,6% su base mensile, superiore alle attese degli economisti che si aspettavano una crescita dello 0,2%. Inoltre, i dati di luglio sono stati rivisti al rialzo a +0,6%.
Si segnala che in avvio di seduta le azioni Oracle hanno registrato un rialzo del 3,5% sulle attese di un suo possibile ruolo nell’accordo tra Usa e Cina su TikTok. L’ottimismo sui rapporti commerciali tra i due Paesi, unito al rally tecnologico, ha spinto l’S&P 500 a un nuovo record storico nella seduta di ieri.
Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.
Il colosso tecnologico co-fondato dal mega-donatore repubblicano Larry Ellison dovrebbe essere coinvolto nell’accordo per preservare l’accesso di TikTok negli Stati Uniti. Le azioni chiudono la seduta a +1,5%, recuperando parte dei guadagni conseguiti all’apertura.
Le azioni dell’operatore di arcade e ristoranti chiudono la sessione a -16,8% dopo aver registrato un altro trimestre di calo delle vendite nei negozi comparabili.
Il presidente Trump ha intentato lunedì 15 settembre una causa per diffamazione da 15 miliardi di dollari contro il quotidiano. Il titolo registra un -1,5% al suono della campanella, recuperando quasi metà delle perdite giornaliere.
Le azioni della società madre di Google hanno aperto nei pressi della parità dopo che ieri la capitalizzazione del titolo ha superato per la prima volta i 3.000 miliardi di dollari. Google ha promesso quasi 7 miliardi di dollari di investimenti nel Regno Unito in vista del viaggio di Stato di Trump nel Paese. Il titolo conclude le contrattazioni a -0,2%.
Le azioni del produttore di auto elettriche registrano un +2,8% alla chiusura di Wall Street, dopo il balzo registrato nella sessione precedente. Il catalizzatore che ha spinto i rialzi odierni è stato l’acquisto da parte del ceo Elon Musk di circa 1 miliardo di dollari in azioni Tesla.(riproduzione riservata)