Le borse Usa chiudono in rialzo in quella che è stata una settimana ricca di appuntamenti macroeconomici, sviluppi politici e geopolitici. Dal taglio tassi della Fed di 25 punti base e le decisioni in ambito monetario da parte di diverse banche centrali mondiali, al netto miglioramento nel rapporto tra Washnigton e Pechino - come l’accordo raggiunto oggi su Tik Tok tra il presidente Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping e la costruzione di un framework “collaborativo” per allentare le tensioni Usa-Cina sia sul fronte commerciale che sul tema chip e terre rare - fino ad arrivare al blocco della misura d’emergenza proposta dai Repubblicani per garantire i finanziamenti federali fino a fine novembre, che potrebbe causare uno shutdown federale.
Ma per i mercati il cielo è sempre più blu, con tutti e tre i principali indici rappresentanti che disegnano nuovi massimi storici: l’S&P500, il Dow e il Nasdaq guadagnano lo 0,5, lo 0,7 e lo 0,4%. L’indice di volatilità (Vix) che misura la paura percepita dagli operatori rimane sotto i 16 punti, valore storicamente molto basso. Il Dollar Index (Dxy) - che misura la forza del biglietto verde contro un paniere composto dalle principali valute globali - continua a rinforzarsi e guadagna uno 0,3% a 97,643 punti. Il rendimento del decennale Usa è al rialzo di 2 punti base al 4,13%.
La prossima settimana si preannuncia ugualmente intensa per i mercati, con al centro l’attesa per il primo intervento pubblico del presidente della Federal Reserve Jerome Powell. Lunedì 22 settembre prenderanno la parola alcuni rappresentanti della Fed, tra cui John Williams, presidente della Fed di New York, Alberto Musalem di St. Louis e il nuovo governatore Stephen Miran.
Martedì 23 sarà la volta dei conti trimestrali di AutoZone e Micron Technology, mentre gli investitori guarderanno anche agli indici preliminari dei direttori degli acquisti di S&P Global relativi a settembre. Nella stessa giornata, la vicepresidente per la vigilanza Michelle Bowman interverrà sulle prospettive economiche, seguita da un discorso di Powell a Rhode Island. In Europa, invece, l’attenzione sarà sulla Riksbank svedese, chiamata a decidere se tagliare il tasso di riferimento, oggi al 2%, o attendere fino alla riunione di novembre.
Mercoledì 24 i riflettori saranno puntati sui dati sulle vendite di nuove abitazioni negli Stati Uniti e sulla trimestrale di Cintas. In serata parlerà Mary Daly, presidente della Fed di San Francisco, che discuterà delle prospettive economiche all’Università dello Utah.
Giovedì 25 sarà caratterizzato da una raffica di pubblicazioni societarie, con i conti di Accenture, CarMax, Costco e Jabil. Sul fronte macroeconomico arriveranno gli ordini di beni durevoli di agosto, le nuove richieste di sussidi di disoccupazione, le vendite di case esistenti e la terza stima del Pil del secondo trimestre. Sul versante istituzionale, i governatori Bowman e Michael Barr interverranno sulla supervisione bancaria e regolamentare, mentre Williams parteciperà a una conferenza sul ruolo del dollaro. All’estero, è attesa la decisione della Banca nazionale svizzera, che a giugno aveva già azzerato i tassi di riferimento.
La settimana si concluderà venerdì 26 con una serie di dati chiave per il mercato: il sondaggio finale di settembre dell’Università del Michigan sulla fiducia dei consumatori, il Pce - l’indice d’inflazione seguito dalla Fed - insieme ai numeri su redditi personali e spese per consumi. Nella stessa giornata Bowman tornerà a parlare, questa volta a New York, focalizzandosi sulla politica monetaria.
A poco più di un’ora dal suono della campanella l’S&P500 e il Dow Jones guadagnano lo 0,3%, mentre il Nasdaq è in aumento dello 0,5%.
Sul fronte corporate, si segnala che l’azienda di intelligenza artificiale di Elon Musk, xAI, ha raccolto 10 miliardi di dollari da un gruppo di investitori, raggiungendo così una valutazione post-money di 200 miliardi. Lo riporta Cnbc, citando fonti vicine al dossier. Secondo quanto riportato, i proventi dell’ultimo round di finanziamento potrebbero essere destinati alla costruzione di data center e all’assunzione di nuovi talenti. Attualmente xAI sta realizzando un cluster di supercomputer per l’intelligenza artificiale a Memphis, in Tennessee. A marzo Elon Musk aveva annunciato la fusione di xAI con il suo social network X, attraverso un’operazione interamente in azioni che valutava la società di AI circa 80 miliardi di dollari e X a 33 miliardi.
L’S&P500 e il Dow Jones guadagnano lo 0,3%, il Nasdaq lo 0,5%.
Dopo i festeggiamenti per l’accordo raggiunto su Tik Tok con Xi Jinping, arrivano brutte notizie per il presidente Donald Trump.
I Democratici del Senato hanno infatti bloccato la misura d’emergenza proposta dai Repubblicani per garantire i finanziamenti federali fino a fine novembre, aprendo la strada a una trattativa dell’ultimo minuto per evitare la chiusura del governo tra due settimane.
Il voto, tenutosi in un Senato a maggioranza repubblicana, si è concluso con 44 favorevoli e 48 contrari, ben al di sotto dei 60 voti necessari. Tra i Repubblicani, solo Rand Paul del Kentucky e Lisa Murkowski dell’Alaska hanno votato contro, mentre il democratico John Fetterman ha espresso voto favorevole. Diversi senatori repubblicani erano assenti. La Camera, controllata dai Repubblicani, aveva approvato di misura il provvedimento poche ore prima, ma ora i leader di partito dovranno ricominciare da capo.
I vertici repubblicani hanno presentato la misura come un modo per guadagnare tempo e negoziare un pacchetto di spesa più ampio per l’anno fiscale che inizia il 1° ottobre, una strategia storicamente adottata da entrambe le parti. Il testo include fondi per la sicurezza di parlamentari e funzionari federali, richiesti da entrambi i partiti dopo l’uccisione dell’attivista conservatore Charlie Kirk. Ma i Democratici, ancora contrariati per l’approvazione a luglio della maxi-manovra fiscale (il cosiddetto “Big, Beautiful Bill”) e di spesa del Good Old Party firmata da Trump, e per le mosse della Casa Bianca di tagliare posti federali e ridurre fondi già stanziati dal Congresso, chiedono oltre 1.000 miliardi di dollari in sussidi sanitari come condizione del loro sostegno, tra cui l’estensione delle agevolazioni dell’Affordable Care Act e il ripristino dei tagli a Medicaid.
Il leader democratico al Senato, Chuck Schumer, sotto pressione politica dopo aver ceduto in un braccio di ferro analogo a marzo, ha fatto sapere di essere pronto allo scontro. «I Repubblicani non possono pensare che un’altra estensione prendere-o-lasciare, che ignora i costi sanitari, sia accettabile per gli americani», ha dichiarato, accusando Trump e i Repubblicani di voler spingere il Paese verso lo shutdown. Dal canto loro, i Repubblicani ribattono che la proposta dei Democratici è irricevibile e che, in caso di interruzione dei finanziamenti, la responsabilità sarebbe tutta del partito avversario, ricordando come i Democratici abbiano spesso sostenuto risoluzioni temporanee in passato.
Il provvedimento repubblicano prevedeva il prolungamento dei finanziamenti federali fino al 21 novembre, mantenendo i livelli attuali di spesa e destinando 88 milioni di dollari aggiuntivi alla sicurezza di Congresso, Casa Bianca e sistema giudiziario, in risposta alle crescenti preoccupazioni per la violenza politica dopo l’uccisione di Kirk. Avrebbe inoltre consentito a Washington D.C. di utilizzare circa un miliardo di fondi propri, bloccati da una legge di spesa approvata a marzo. In assenza di un accordo, i finanziamenti scadranno il 30 settembre, provocando uno shutdown parziale del governo.
I Democratici hanno risposto con una proposta alternativa che avrebbe esteso i finanziamenti solo fino al 31 ottobre, annullando centinaia di miliardi di tagli a Medicaid introdotti dalla manovra GOP e rendendo permanenti alcune agevolazioni dell’Affordable Care Act in scadenza a fine anno. Si tratta di sussidi utilizzati da oltre 20 milioni di cittadini a basso e medio reddito, una fascia elettorale cruciale per Trump nel 2024.
Si segnale che l’effettivo rischio di uno shutdown non è trascurabile: dal 1976 ce ne sono stati 21. In media 4 ogni 10 anni. Inoltre, in questo caso,
la maggioranza al Congresso è molto divisa; i Democratici pongono condizioni molto costose (oltre 1.000 miliardi in sanità); i Repubblicani rifiutano di cedere, accusando l’altra parte di voler forzare lo scontro.
Detto ciò, come sottolineato dal Wall Street Journal, spesso queste crisi si risolvono all’ultimo minuto, con un compromesso o una misura ponte, proprio per evitare il contraccolpo politico di uno shutdown.
Le conseguenze di uno shutdown, che storicamente possono durare dai pochi giorni a qualche settimana, sarebbero molteplici: si avrebbe la chiusura di agenzie federali; stipendi bloccati per 2 milioni di dipendenti federali e oltre 1,3 milioni di militari; ritardi nei servizi statali; un rallentamento della crescita dell’ordine di grandezza di miliardi di dollari; perdità di credibilità internazionale, con possibili effetti al rialzo sui rendimenti dei Treasury.
Ciò a seguito della notizia dell’accordo raggiunto tra il presidente Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping. L’S&P500 e il Dow Jones guadagnano lo 0,1% e il Nasdaq registra un +0,3%.
Donald Trump ha annunciato che di aver raggiunto un accordo con il leader cinese Xi Jinping che consentirà a un gruppo di investitori di prendere il controllo delle operazioni statunitensi di TikTok, chiudendo mesi di negoziati tesi che hanno messo l’app di condivisione video al centro delle trattative commerciali tra i due Paesi.
«Ho appena concluso una chiamata molto produttiva con il presidente Xi della Cina. Abbiamo fatto progressi su molte questioni importanti, tra cui il commercio, il fentanyl, la necessità di porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina e l’approvazione dell’accordo su TikTok», ha scritto il tycoon sulla sua piattaforma Truth Social.
Trump ha aggiunto di aver concordato con Xi di incontrarsi al vertice dell’Asia-Pacific Economic Cooperation (Apec) in Corea del Sud questo autunno, e che si recherà in Cina all’inizio del prossimo anno e Xi farà lo stesso negli Stati Uniti. «La chiamata è stata molto positiva, ci sentiremo di nuovo per telefono, apprezzo l’approvazione di TikTok e non vediamo l’ora di incontrarci all’APEC!» ha dichiarato Trump.
Secondo l’agenzia ufficiale cinese Xinhua, Xi ha mostrato sostegno a una soluzione commerciale per TikTok, pur ribadendo l’autorità legale della Cina sulla tecnologia centrale dell’app. «Il governo cinese rispetta le volontà della società ed è lieto di vedere le aziende condurre negoziati commerciali basati sulle regole di mercato per raggiungere una soluzione conforme alla legge e alle normative cinesi, bilanciando gli interessi di tutte le parti», ha dichiarato Xi, secondo Xinhua.
Il leader cinese ha inoltre espresso la speranza che gli Stati Uniti forniscano un «ambiente commerciale aperto, equo e non discriminatorio» per le aziende cinesi che investono negli Usa.
L’S&P500 e il Dow Jones scambiano nei pressi della parità, mentre il Nasdaq guadagna uno 0,1%. A seguito dell’indiscrezione della Nato per cui alcuni jet militari russi hanno violato lo spazio aereo dell’Estonia, l’oro sale dello 0,7% a 3670 dollari l’oncia.
Si segnala che il presidente della Sec (Security Exchange Commission) Paul Atkins ha dichiarato nel primo pomeriggio di appoggiare l’idea del presiidente Trump di proporre una modifica normativa per eliminare l’obbligo di pubblicare i bilanci trimestrali.
«Credo che, per il bene degli azionisti e delle società quotate, il mercato possa decidere quale sia la cadenza più appropriata», ha detto Atkins ai microfoni di Cnbc.
Il presidente Trump aveva sponsorizzato l’iniziativa sui suoi profili social lunedì 15 settembre. L’idea di eliminare l’obbligo dei bilanci trimestrali era tornata alla ribalta all’inizio di questo mese, quando la Long-Term Stock Exchange ha annunciato l’intenzione di presentare una petizione alla Sec sul tema.
La Sec, tuttavia, non ha ancora formalmente proposto alcuna modifica normativa. Una volta presentata, la proposta concederebbe al pubblico almeno 30 giorni per esprimere osservazioni.
«Accolgo con favore il post del presidente e ne ho parlato con lui», ha aggiunto Atkins. «In linea di principio, proporre una modifica alle regole attuali mi sembra una buona strada da seguire; poi valuteremo le osservazioni e procederemo di conseguenza».
L’S&P500 e il Nasdaq guadagnano rispettivamente lo 0,1 e lo 0,3%. Il Dow Jones scambia nei pressi della parità. Il Dollar Index (Dxy) - che misura la forza del biglietto verde contro un paniere composto dalle principali valute globali - continua a rinforzarsi e guadagna uno 0,3% a 97,5 punti. Il rendimento del decennale Usa è al rialzo di 2 punti base al 4,13%.
Come anticipato sopra, Trump e Xi Jinping hanno iniziato un colloquio telefonico alle 15 per confermare l’accordo su TikTok delineato all’inizio della settimana. In base all’intesa, la divisione statunitense della piattaforma verrebbe controllata da un consorzio di investitori che comprende Oracle, Silver Lake e Andreessen Horowitz, stando a quanto riportato da fonti vicine al dossier.
Intanto, al Congresso gli esponenti politici sono attesi al voto su una legge di spesa temporanea che consentirebbe di evitare lo shutdown del governo alla fine del mese.
Sul fronte monetario, la Bank of Japan ha mantenuto invariati i tassi d’interesse, al termine di una settimana segnata da tagli da parte della Federal Reserve e di altre banche centrali. La banca centrale giapponese ha inoltre annunciato che inizierà a ridurre il portafoglio di Etf, segnale di fiducia nell’economia malgrado le tensioni sul commercio globale.
Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.
Gli utili della società sono scesi per il quarto trimestre consecutivo e le vendite non hanno raggiunto le aspettative. Le azioni perdono il 5,1% in avvio di seduta.
La società di consegne pacchi prevede un impatto di 1 miliardo di dollari legato ai dazi sulle entrate annuali, ma ha riportato risultati trimestrali superiori alle stime. Il titolo guadagna lo 0,7% nei primi minuti di contrattazione.
Il principale concorrente di FedEx ha interrotto i piani di acquisizione di Estafeta, dopo un lungo tentativo di comprare il concorrente messicano. Le azioni perdono lo 0,7% all’inizio delle contrattazioni.
L’iPhone 17 è stato lanciato a livello globale. Un analista di J.P. Morgan ha alzato il target di prezzo delle azioni a fine anno, sulla scia dei primi segnali di domanda positiva. Le azioni sono salite dell’1,3% all’apertura di Wall Street..
Il produttore di chip è in trattative con Wayve per un possibile investimento di 500 milioni di dollari nella startup di auto a guida autonoma. Giovedì 18 Nvidia aveva annunciato un investimento di 5 miliardi di dollari in Intel. Le azioni guadagnano lo 0,2% all’apertura di Wall Street.