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Wall Street in calo: settembre difficile per il mercato

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La diretta da Wall Street | Le borse Usa chiudono in rosso: S&P500 -0,7%, Nasdaq -0,8%, Dow Jones -0,5%

di Mario Olivari
02 settembre 2025, 16:01 Ultimo aggiornamento: 22:14

Gli investitori attendono la decisione sulla proposta di Trump di licenziare la governatrice della Fed. L'incertezza spinge i rendimenti dei titoli di Stato al rialzo e l'oro a livelli record | IL VIDEO

Wall Street chiude la seduta in negativo, in una giornata dominata dalla preoccupazione sul rialzo del rendimento decennale e il conseguente sell-off sui bond. L’S&P500 chiude a -0,7%, il Nasdaq registra un -0,8% e il Dow Jones perde uno 0,5%.

Alle 21 il presidente Usa Donald Trump ha tenuto una conferenza alla Casa Bianca che ha parzialmente tranquillizzato i mercati, facendoli lievemente rimbalzare dai minimi di seduta. Stando a quanto riportato da Cnn, Trump ha annunciato che la sua amministrazione farà ricorso alla Corte Suprema contro la sentenza che ha annullato molti dei suoi dazi, spiegando che una decisione «sbagliata» da parte della corte conservatrice comporterebbe «devastazione per il nostro Paese».

La Corte d’appello federale aveva dichiarato illegittimi molti dei dazi, sostenendo che Trump aveva abusato dei poteri d’emergenza, ma ha permesso che rimanessero in vigore fino alla revisione del caso. «Il mercato azionario ha bisogno dei dazi», ha aggiunto Trump, che ha anche annunciato l’invio della Guardia Nazionale a Chicago, senza però precisare i tempi dell’operazione.

Nel corso della conferenza stampa il tycoon si è anche espresso sul conflitto Russia-Ucraina. In merito, il presidente Usa ha accennato a sviluppi nei suoi sforzi per portare la pace in Ucraina, senza però fornire dettagli. Trump non ha specificato quali potrebbero essere le conseguenze qualora non si dovesse svolgere un incontro bilaterale tra Putin e il presidente ucraino Zelensky.

«Vedremo cosa succede. Vedremo cosa fanno e cosa accade. Lo sto seguendo molto da vicino», ha detto il presidente. Il 22 agosto Trump aveva dichiarato che avrebbe deciso come procedere «entro due settimane», scadenza che si avvicina questo venerdì.

Alle 19:30 i principali listini Usa sono negativi

L’S&P500 perde l’1,2%, il Nasdaq l’1,5% e il Dow Jones lo 0,95%.

Settembre si preannuncia un mese cruciale per il presidente Usa Donald Trump, in bilico tra emergenze interne e sfide internazionali. Sul fronte domestico incombe lo spettro di uno shutdown federale, – la chiusura parziale del governo Usa quando Congresso e Casa Bianca non approvano il bilancio, sospendendo servizi non essenziali e trattenendo lo stipendio a centinaia di migliaia di dipendenti – con un accordo di bilancio da raggiungere entro fine mese: i repubblicani hanno bisogno dei voti dei democratici, ma la decisione del presidente di cancellare miliardi di dollari in aiuti esteri ha incrinato la fiducia del Congresso.

Intanto, stando a quanto riportato dal Wall Street Journal, la Casa Bianca deve fare i conti con la scadenza del controllo straordinario sulla polizia di Washington e con la possibilità di dispiegare la Guardia Nazionale in altre città. Non meno turbolento il capitolo sanitario: la scelta di cacciare il direttore dei Cdc (Centers for Disease Control and Prevention, ossia i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie) ha sollevato polemiche e il ministro Robert F. Kennedy Jr. sarà presto ascoltato dal Senato.

Sul fronte estero, Trump ha imposto a Russia e Ucraina una deadline di due settimane per progressi nel processo di pace, minacciando ritorsioni, ma i negoziati restano in stallo. In più, il presidente deve difendere in tribunale la legittimità dei suoi dazi commerciali, già dichiarati in parte illegali da una corte federale: la battaglia potrebbe finire davanti alla Corte Suprema, mettendo in discussione uno dei pilastri della sua agenda economica.

Alle 17:30 le borse Usa proseguono in rosso

L’S&P500 perde l’1,3%, il Nasdaq l’1,6% e il Dow Jones l’1,1%. Parallelamente, salgono i rendimenti dei bond, con quello sul Treasury a dieci anni che tocca il 4,28%.

Arrivano segnali non positivi, anche se non allarmanti, dal sondaggio condotto dall’’Institute for Supply Management. L’attività manifatturiera si è infatti contratta per il sesto mese consecutivo, seppur a un ritmo più lento, grazie a una leggera ripresa della domanda. L’Ism ha riportato che il suo indice dei responsabili degli acquisti nel settore manifatturiero è salito a 48,7 ad agosto, rispetto a 48,0 di luglio.

Un valore sotto i 50 punti indica contrazione dell’attività nel settore, mentre un punteggio superiore a 42,3 generalmente corrisponde a espansione nell’economia più ampia. Il principale fattore alla base della lieve crescita è stato il miglioramento dei nuovi ordini. Anche gli indicatori sull’occupazione sono lievemente aumentati. Tra le sei principali industrie manifatturiere, due — prodotti alimentari e bevande e prodotti petroliferi e del carbone — hanno registrato espansione ad agosto, rispetto a nessuna a luglio.

La guerra commerciale resta una preoccupazione chiave per i partecipanti all’indagine: «I dazi continuano a creare problemi nella pianificazione e nella programmazione… I costi dei materiali e delle forniture stanno aumentando, quindi i nostri prezzi di vendita sono di nuovo in revisione», ha dichiarato un intervistato del settore computer e prodotti elettronici, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal.

Alle 15:30 Wall Street apre negativa dopo la festività del Labour Day

L’S&P500 perde l’1,2%, il Nasdaq scende dell’1,6% e il Dow Jones dell’1%. L’indice di volatilità, il Vix, segna un aumento giornaliero del 24% a 19 punti. Tuttavia non si trova sopra la soglia critica di 20 punti, che sancisce lo spartiacque tra un mercato tranquillo e uno turbolento. L’indice è correlato positivamente all’acquisto di opzioni put out-of-the-money sull’S&P 500. Un suo aumento indica che gli operatori si stanno coprendo contro possibili ribassi, spesso anche significativi, perché il prezzo di esercizio delle put è lontano dal livello attuale dell’indice. In pratica, più il Vix sale, maggiore è la domanda di protezione contro forti cali del mercato. Questo non implica una garanzia di ribasso, perché si tratta di coperture che hanno, sostanzialmente, una valenza “assicurativa”. Non rappresentano un effettivo intervento a mercato da parte degli operatori e, di conseguenza, non c’è un impatto diretto sulle quotazione degli indici. Ma è un segnale a cui prestare attenzione. Soprattutto perché esistono dei fondi, noti come volatility funds, che entrano ed escono dal mercato con strategie basate sui livelli di volatilità misurata dal Vix. 

Nel frattempo, c’è anche grande incertezza sul fronte della Federal Reserve. Gli investitori attendono una sentenza sulla legittimità della proposta del presidente Usa Donald Trump di licenziare la governatrice della Fed Lisa Cook. Il presidente ha sollecitato più volte la banca centrale a ridurre i tassi, alimentando preoccupazioni sui rischi per l’indipendenza della Fed. Gli investitori hanno reagito facendo salire i rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine – con il decennale Usa al 4,3% – e portando l’oro a livelli record (3486 dollari all’oncia). 

Anche sul fronte commerciale l’instabilità regna sovrana. Le prospettive per i dazi di Trump appaiono incerte. La scorsa settimana, una corte d’appello ha annullato le tariffe imposte dall’amministrazione, aprendo la strada a un possibile ricorso alla Corte Suprema. La sentenza ha inoltre aumentato le già rilevanti preoccupazioni nel mercato obbligazionario statunitense, poiché potrebbe ridurre le entrate da dazi e ampliare il deficit.

Venerdì, il rapporto sull’occupazione di agosto darà indicazioni cruciali sul mercato. Un dato sorprendentemente forte potrebbe modificare i calcoli della Fed in vista della riunione di politica monetaria di questo mese, che è ampiamente prevista per un taglio dei tassi.

Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.

1. PepsiCo

Il Wall Street Journal ha riportato che l’attivista Elliott Investment Management ha costruito una partecipazione di circa 4 miliardi di dollari nella società di cibi e bevande. Le azioni sono salite del 3,5% all’apertura dei mercati Usa.

2. Nvidia

Le azioni legate a chip e intelligenza artificiale sono scese ulteriormente dopo i ribassi di venerdì. L’aumento dei rendimenti obbligazionari e le tensioni commerciali con la Cina hanno ridotto l’appeal dei grandi titoli tecnologici. Il titolo cala del 2,3% nei primi minuti di contrattazione.

3. Eli Lilly

La rivale Novo Nordisk ha dichiarato che il suo farmaco Wegovy riduce il rischio di infarto, ictus o morte del 57% rispetto al farmaco concorrente di Lilly. Le azioni di Lilly sono scese dello 0,6% all’apertura del mercato.

4. Constellation Brands

Le azioni sono crollate del 6,2% all’apertura di Wall Street, dopo che il produttore di Modelo e Corona ha rivisto al ribasso le stime sulle vendite di birra per quest’anno.

5. Nestlé

L’ad del colosso del food è stato licenziato a seguito di un’indagine su una relazione non dichiarata con una dipendente. Le azioni sono scese dello 0,9% in apertura.



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