Wall Street chiude in rialzo: Dow Jones +0,1%, Nasdaq +0,4%. Nuovo record di tutti i tempi per S&P 500 (+0,4%), che per la prima volta supera quota 6.700.
Alle 20 i listini Usa proseguono la seduta al rialzo: l’S&P500, il Nasdaq e il Dow Jones guadagnano lo 0,2, lo 0,3 e lo 0,1%.
L’S&P 500, in particolare, ha segnato un nuovo massimo storico, nonostante la maggioranza dei titoli che compongono l’indice fosse in calo.
Gli operatori hanno privilegiato i titoli growth, tipicamente risk-on, riducendo l’esposizione su azioni difensive e value. Tra gli undici settori principali dello S&P 500, solo sanità, utilities, consumi discrezionali e tecnologia sono al rialzo; più indietro invece materie prime, beni di consumo di base, comunicazioni e finanziari.
La Borsa ha accolto con relativa calma le tensioni legate allo shutdown federale, interpretato per ora come un evento politico più che un fattore in grado di destabilizzare i mercati. Storicamente, l’S&P 500 tende a salire durante i periodi di blocco del governo.
«La storia suggerisce che lo shutdown difficilmente avrà un impatto rilevante sui mercati, anche se dovesse protrarsi a lungo», scrive Jonas Goltermann. «La vera incognita resta l’indebolimento del mercato del lavoro statunitense, che segnala rischi al ribasso per azioni, rendimenti dei Treasury e dollaro».
Guadagnando tutti uno 0,1% e snobbando completamente lo shutdown governativo, la fresca notizia della sentenza della Corte Suprema sull’incarico di Lisa Cook alla Fed e il pessimo rapporto occupazionale di Adp.
Tra i vari settori dell’S&P500, alla luce deli recenti sviluppi su Medicaid e il comparto farmaceutico, degno di nota è il settore dell’Health Care. Tra i vincitori del comparto: Biogen (+7,5%), Merck & Company (+5,6%), Moderna (+6%), Agilent Technologies (+5,7%), Abbvie (+3,6%), Amgen (+7,7%), Biogen (+6,7%), Brystol Myers Squibb Company (+5,7%), Charles Rivers Laboratories (+6,4%), Eli & Lilly (+6,5%), Thermo Fisher Scientific (+7,8%), Vertex Pharmaceutic (+3,9%) e Pfizer (+5,7%). Male invece Boston Scientific Corp (-3,7%) e Dexcom (-5%).
Si segnala che il rapporto debole sull’occupazione nel settore privato ha eliminato ogni dubbio tra i trader sulla possibilità che la Federal Reserve tagli i tassi di interesse questo mese. Secondo i dati del Cme Group, i futures sui tassi mostrano che gli operatori vedono ormai una probabilità del 100% che la Fed riduca i tassi di almeno 0,25 punti percentuali nella riunione del 28-29 ottobre, in rialzo rispetto al 96% di ieri. Gli stessi trader stimano inoltre che ci sia solo l’1% di possibilità che il taglio possa arrivare a un più consistente 0,5 punti percentuali.
Parallelamente, la probabilità percepita di una riduzione dei tassi di almeno 0,5 punti percentuali entro la fine del 2025 è salita al 92%, contro il 77% registrato ieri, indicando un rafforzamento delle attese di una politica monetaria più accomodante.
Alle 15:30 S&P500, Nasdaq e Dow Jones perdono rispettivamente lo 0,4, lo 0,5 e lo 0,2%. Anche il dollaro si indebolisce nei primi minuti di contrattazione, con il Dollar Index (Dxy) che perde lo 0,21% a 97.6 punti contro un paniere composto dalle principali valute globali dei Paesi sviluppati. Andamento opposto del cambio euro-dollaro, che si apprezza dello 0,15% a 1,175 a seguito del dato sull’inflazione nell’Eurozona rilasciato in mattinata e la ormai pressoché certa prospettiva che la Bce non modificherà il costo del denaro nella prossima riunione. L’oro guadagna lo 0,26% a 3.868 dollari l’oncia, dopo aver aggiornato nuovi record storici nel corso della seduta. In calo il rendimento del Treasury con scadenza a 10 anni al 4,1%, sulla scia dei dati del lavoro preoccupanti.
A causa dell’impasse politico statunitense il rilascio di alcuni dati economici chiave che la Federal Reserve monitora per orientare le proprie decisioni di politica monetaria rischiano di subire ritardi. Tra questi, il rapporto sull’occupazione di settembre del Bureau of Labor Statistics, inizialmente previsto per venerdì, potrebbe non essere pubblicato nei tempi previsti.
Intanto, il rapporto Adp sull’occupazione privata diffuso alle 14:30 mostra che il settore privato ha perso circa 32.000 posti di lavoro il mese scorso, molto meno delle stime che indicavano un incremento di circa 52.000 posti. Uno shutdown prolungato potrebbe inoltre posticipare la pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo, atteso a metà ottobre.
A complicare ulteriormente il quadro, la Casa Bianca ha ritirato le nomine per guidare il Bureau of Labor Statistics e la Commodity Futures Trading Commission. Il Bls è senza un leader permanente da quando il presidente Trump licenziò Erika McEntarfer, e questa vacanza di leadership rischia di rendere più difficile la produzione dei dati economici.
Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.
Il governo degli Stati Uniti ha annunciato martedì 30 che acquisirà una quota del 5% sia della società canadese sia del suo progetto minerario in Nevada. Le azioni sono balzate di del 25% all’apertura di Wall Street.
Il colosso dell’abbigliamento ha registrato un aumento delle vendite sorprendente nell’ultimo trimestre, ma ha rivisto al rialzo la stima dei costi doganali a 1,5 miliardi di dollari per l’anno fiscale in corso. Le azioni sono scese del 4,7% in avvio di seduta.
Un tribunale statunitense ha respinto l’accusa del designer di chip secondo cui un’unità di Qualcomm avrebbe violato un accordo di licenza. Le azioni di Arm sono scese del 2,3% nei primi minuti di contrattazione.
Global Infrastructure Partners, di proprietà di BlackRock, è vicino all’acquisizione del gruppo energetico Aes da 38 miliardi di dollari, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal. Le azioni di Aes sono schizzate del 12,5% a inizio sessione.
Le azioni del produttore e distributore di uova sono scese dell’1,8% all’apertura di Wall Street, dopo risultati trimestrali deludenti. L’azienda punta a rafforzare il settore dei cibi pronti, inclusi i pancake surgelati.(riproduzione riservata)