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La diretta da Wall Street | Le borse Usa chiudono contrastate. L’argento supera 100 dollari l’oncia e l’oro sfiora i 5000 dollari

di Mario Olivari
23 gennaio 2026, 15:50 Ultimo aggiornamento: 22:45

Nel mercato valutario, il dollaro è rimasto sotto pressione, scivolando contro lo yen e concludendo la sua settimana peggiore da giugno

Gli indici Usa chiudono la seduta con andamento contrastato, mettendo fine a una settimana turbolenta. Il Nasdaq ha guadagnato lo 0,3%, l’S&P500 ha chiuso nei pressi della parità e il Dow Jones ha perso lo 0,6%.

Nel mercato valutario, il dollaro è rimasto sotto pressione, scivolando contro lo yen e concludendo la sua settimana peggiore da giugno.

Sul fronte materie prime, i metalli preziosi aggiornano i record storici sulla scia del “debasement trade” e della debolezza del biglietto verde. I futures sull'oro hanno chiuso su nuovo massimo storico e hanno sfiorato quota 5.000 dollari l’oncia, mettendo a segno un incremento di oltre l’8% negli ultimi cinque giorni. Si tratta del rialzo settimanale più grande dal 2020. I futures sull’argento hanno chiuso sopra i 100 dollari l’oncia per la prima volta nella storia, sull’onda delle preoccupazioni geopolitiche.

I prezzi del gas naturale hanno continuato a salire, supportati dalle previsioni di alcuni degli inverni più freddi e nevosi degli ultimi anni. Anche i prezzi del petrolio sono aumentati, di quasi il 3%, spingendo i futures sul greggio statunitense a circa 61 dollari al barile.

Alle 20:20 i principali indici Usa proseguono la seduta con andamento contrastato

Nonostante la brutta partenza, il Nasdaq è il primo paniere per performance e avanza dello 0,4%. Seguono poi l’S&P500, in rialzo dello 0,1%, e il Dow Jones, che arretra dello 0,6%. A livello settoriale, podio per il comporto energetico, quello tecnologico e quello dei beni di consumo discrezionali. Male invece titoli finanziari e industriali, che hanno registrato i cali più marcati.

Tra i singoli titoli, le azioni di Fortinet sono balzate del 5,4% a 81,8 dollari, dopo che Td Cowen ha migliorato il titolo da “hold” a “buy”, fissando il target price a 100 dollari

L’oro avanza dello 0,8% a 4977 dollari l’oncia, dopo aver toccando un nuovo massimo storico nel corso della sessione, sfiorando i 5000 dollari. L’argento balza del 5,5% a 101,4 dollari l’oncia, superando il traguardo dei 100 dollari per la prima volta nella storia.

Sul fronte macroeconomico, la lettura dell’indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan di gennaio è stato rivisitato a 56,4, rispetto alla stima preliminare di 54,0, rispetto alle previsioni di stabilità secondo un sondaggio compilato da Bloomberg. I rispondenti al sondaggio hanno previsto un’inflazione del 4% per il prossimo anno, in calo rispetto al 4,2% di dicembre, e un’inflazione annuale del 3,3% nei prossimi cinque anni, in aumento rispetto al 3,2% del mese precedente.

È stato anche rilasciato il dato flash relativo al mese di gennaio sulle condizioni del settore manifatturiero, compilato da S&P Global, che è salito a 51,9 da 51,8 di dicembre, rispetto al 52,0 previsto in un sondaggio di Bloomberg. Il dato sulle condizioni dei servizi è rimasto invariato a 52,5, rispetto alle attese di 52,9.

L’indicatore dei Leading Economic Index (Lei) della Conference Board è sceso dello 0,3% a novembre, sotto le previsioni di un calo dello 0,2% in un sondaggio compilato da Bloomberg, dopo una flessione dello 0,1% a ottobre.

«Nel corso del 2025, le aspettative deboli dei consumatori hanno guidato il declino del Lei, seguite da nuovi ordini», ha dichiarato Justyna Zabinska-La Monica, Senior Manager per gli indicatori del ciclo economico presso la Conference Board. «Gli altri componenti del Leading Index sono rimasti relativamente contenuti a novembre, con i contributi positivi più forti provenienti dai dati sul mercato del lavoro, come le richieste iniziali di disoccupazione e le ore lavorate settimanali nel settore manifatturiero».

Alle 17:30 il Nasdaq e l’S&P 500 girano in positivo

I due indici guadagnano rispettivamente lo 0,6 e lo 0,2%, mentre il Dow Jones segna -0,4%, appesantito dalle perdite di titoli come Goldman Sachs, Caterpillar e American Express.

I futures sull’oro hanno toccato un picco storico di 4.970 dollari l’oncia, per poi ridurre parte dei guadagni. Solo nella settimana in corso l’oro ha guadagnato circa il 7%, mentre i futures sull’argento hanno registrato rialzi ancora più marcati, sostenuti dalle tensioni geopolitiche. L’argento ha superato per la prima volta nella storia i 100 dollari l’oncia.

I prezzi del gas naturale hanno continuato a salire, sulla scia delle previsioni di alcuni degli inverni più freddi e nevosi degli ultimi anni. Il petrolio Wti è balzato di circa il 3%, portando il benchmark statunitense a circa 61 dollari al barile.

Sul fronte commerciale, la Commissione Europea ha annunciato che presenterà a breve una proposta per sospendere per altri sei mesi le misure di ribilanciamento contro i dazi statunitensi, dopo che il presidente Donald Trump ha ritirato le minacce di nuove tariffe su otto Paesi europei. Le contromisure, che interessano beni statunitensi per un valore di 93 miliardi di euro, erano state inizialmente rinviate di sei mesi a seguito dell’accordo commerciale raggiunto tra Ue e Usa a luglio. La decisione definitiva sulla sospensione dovrà essere presa entro il 7 febbraio.

«Con la rimozione della minaccia dei dazi da parte degli Stati Uniti, possiamo ora tornare all’importante lavoro di implementazione della dichiarazione congiunta Ue-Usa», ha dichiarato un portavoce della Commissione durante un briefing, aggiungendo che le contromisure potrebbero essere ripristinate qualora fosse necessario.

Sul fronte delle news societarie, Meta ha ottenuto da un tribunale brasiliano la sospensione di una sentenza antitrust che le impediva di limitare gli strumenti di intelligenza artificiale su WhatsApp, secondo quanto riportato venerdì da Reuters, citando la società. La sospensione blocca l’esecuzione dell’ordine dell’ente antitrust brasiliano, che contestava le regole di Meta sull’uso di strumenti AI sulla piattaforma WhatsApp Business. Le azioni della società guidata da Mark Zuckerberg guadagnano il 2,3%, a 662 dollari.

Alle 15:30 i principali indici Usa avviano la seduta in calo

Il Nasdaq soffre “l’effetto Intel” e cede lo 0,2%. Anche l’S&P500 arretra dello 0,2%, mentre il Dow Jones cede lo 0,6%.

Il produttore di chip è crollato del 13% dopo la pubblicazione dei conti trimestrali. La società ha riportato una perdita superiore alle attese e ha previsto ulteriori risultati negativi nel trimestre in corso. Se, da un lato , le azioni di società concorrenti come Nvidia (+1,2%) e Amd (+2,2%) sono in rialzo, i titoli di aziende clienti come Dell (-2,2%) e Hp (-1,5%) hanno aperto con il segno meno.

L’indice Vix - che misura la volatilità nell’azionario - è in rialzo del 2,6% ma si attesta sui 16 punti, ben al di sotto della soglia spartiacque dei 20 punti (che era stata superata nella seduta di martedì 20).

Nel mercato obbligazionario, i rendimenti sono poco mossi lungo tutta la curva: il tasso dei Treasury a 10 anni è in aumento di meno di 1 punto base al 4,23%, mentre quello dei titoli di Stato a due anni è invariato al 3,6%. Discorso analogo, nel mercato valutario, per il dollaro, che è piatto contro un paniere composto dalle principali valuti dei Paesi sviluppati.

Sul fronte materie prime, l’oro - dopo aver guadagnato poco più di un 7% in cinque giorni in una settimana borsistica turbolenta a causa delle prese di posizione di Trump sul dossier Groenlandia - è poco mosso a 4935 dollari l’oncia. L’argento, invece, più volatile, segna un +3,1% a 99,2 dollari.

Il petrolio Wti avanza del 3% a 61,2 dollari al barile.

Ecco cinque titoli da monitorare nel corso della seduta.

1. Intel

Il produttore di chip ha registrato nel quarto trimestre una perdita superiore alle attese e ha previsto ulteriori risultati negativi nel trimestre in corso. Il titolo è scivolato del 14,5% in avvio di seduta, zavorrando le azioni di società nella stessa supply chain e, in parallelo, supportando le quotazione dei titoli di aziende concorrenti.

2. Booz Allen Hamilton

La società di consulenza ha rivisto al rialzo le stime di utile annuale, innescando un rally del titolo nelle contrattazioni di apertura. Le misure di riduzione dei costi, adottate in risposta ai tagli ai finanziamenti per i contratti governativi, stanno sostenendo la redditività. Il titolo segna +9,4% in avvio di seduta.

3. Slb

La società di servizi per il settore petrolifero, precedentemente nota come Schlumberger, ha diffuso risultati trimestrali superiori alle attese e ha annunciato un aumento del dividendo. Gli ottimi conti valgono un +4,1% al suono della campanella.

4. Alcoa

Il produttore di metalli ha registrato risultati migliori del previsto, grazie all’aumento dei prezzi dell’alluminio che ha compensato i costi dei dazi sulle importazioni statunitensi dal Canada. Tuttavia, il mercato vende il titolo che all’apertura dei mercati cede il 5,5%.

5. Capital One Financial

L’emittente di carte di credito ha concordato l’acquisizione della fintech Brex per 5,15 miliardi di dollari, in contanti e azioni. L’utile per azione rettificato ha mancato le attese e la società ha incrementato gli accantonamenti per perdite su crediti. Il titolo ha ceduto il 4% in avvio di seduta. (riproduzione riservata)



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