Wall Street chiude la seduta in altalena. Il Dow Jones perde lo 0,03% a 41.989,96 punti, il Nasdaq sale dello 0,87% a 17.449,89 punti mentre lo S&P 500 avanza dello 0,38% a 5.633,07 punti.
Le borse americane invertono la rotta e, nonostante dati macro non brillanti, il Dow Jones guadagna lo 0,1%, l’S&P 500 lo 0,3% e il Nasdaq lo 0,4% dopo un paio d’ore di scambi. Anche le borse europee hanno recuperato terreno, chiudendo la seduta in territorio positivo.
L’Ism manifatturiero Usa è sceso a 49 punti a marzo dai 50,3 di febbraio, deludendo il consenso degli economisti che prevedevano un calo più contenuto a 49,5 punti. Sono diminuite le letture dei nuovi ordini, della produzione e dell'occupazione, tutte al di sotto del punto di pareggio. Allo stesso tempo, l'indice dei prezzi ha registrato un forte aumento.
Inoltre, a febbraio le offerte di lavoro negli Stati Uniti sono diminuite, scondo i dati Jolts (Job Openings and Labor Turnover Survey) del Bureau of Labor Statistics del dipartimento del Lavoro, di 194.000 unità, a 7,568 milioni di unità. Il mercato del lavoro americano, inoltre, potrebbe subire gli effetti dei dazi, la cui entità dovrebbe essere dettagliata dal presidente Trump il 2 aprile. Tom Barkin, presidente della Federal Reserve di Richmond, ha detto che le tariffe potrebbero fare da boost sia all’inflazione sia alla disoccupazione.
Le borse americane partono in calo mentre gli investitori attendono chiarimenti sulla politica tariffaria del presidente americano Donald Trump. Domani, 2 aprile, la Casa Bianca dovrebbe alzare il velo su dazi reciproci su beni provenienti da praticamente tutti i Paesi. Nel dettaglio, il Dow Jones cede lo 0,3%, l’S&P 500 lo 0,4% e il Nasdaq lo 0,5%.
L’incertezza degli ultimi mesi ha spinto i listini sulle montagne russe. Nei primi tre mesi del 2025 l’indice S&P 500 ha perso il 4,6%, mentre il Nasdaq Composite è sceso del 10%. Si tratta della peggiore performance trimestrale per entrambi i benchmark dal 2022. Il Dow Jones, invece, ha perso l’1,3%.
Tuttavia, il futuro potrebbe essere più luminoso in vista del secondo trimestre, soprattutto considerando il rimbalzo dell'S&P 500 durante la seduta del 31 marzo, afferma Scott Wren, strategist senior di Wells Fargo Investment Institute. «Ci aspettiamo un certo ampliamento sia negli utili che nella performance delle azioni quest’anno. Non pensiamo che sarà un altro anno in cui avremo una manciata di azioni a guidare la carica», conclude l'esperto. Sul fronte macroeconomico, il faro degli investitori è puntato sui dati manifatturieri di marzo e sul report sulla spesa per le costruzioni. Ecco cinque titoli da monitorare nella seduta del 1°aprile.
Le azioni della casa automobilistica di Elon Musk aprono in lieve rialzo (+0,7%). Tesla dovrebbe pubblicare i dati sulle consegne del primo trimestre il 2 aprile. Intanto le immatricolazioni in Francia hanno fatto registrare un calo del 36,8% a marzo.
Il proprietario di Calvin Klein e Tommy Hilfiger scatta con un balzo del 18% grazie a risultati migliori del previsto nel quarto trimestre fiscale e prospettive più solide delle attese.
Il titolo apre in rally, facendo segnare un +44% all'avvio degli scambi, dopo aver registrato profitti e maggiori ricavi nel quarto trimestre.
Le azioni della casa farmaceutica scivolano del 4,4%. Un giudice ha respinto il terzo tentativo di J&J di risolvere le sue responsabilità per la polvere di talco attraverso una procedura di Chapter 11 (la legge fallimentare americana).
Il titolo scatta in rialzo del 36% dopo che la società ha ridotto le perdite e ha registrato maggiori ricavi nel 2024. (riproduzione riservata)